Gian Arturo Ferrari ad Affaritaliani.it: "La legge Levi? Un compromesso giudizioso"

LA POLEMICA/ Mercoledì arriverà alla Camera la nuova legge sul prezzo del libro (frutto di una lunga mediazione) che limita al 15% gli sconti sul costo di copertina. Ma è battaglia tra i grandi gruppi, favorevoli, i librai e gli editori indipendenti, che rispondono: "Con queste norme la nostra esistenza è in pericolo". Stefano Mauri (Gems) sceglie Affaritaliani.it per dire la sua: "Mentre il Governo vuole una legge che renderà impubblicabili i libri di storia recente, c'è chi se la prende con una legge che tiene al riparo l'editoria italiana dalla crisi che ha colpito in questo secolo sia i Paesi di puro liberismo come la Gran Bretagna che quelli più fedeli al prezzo rigido come Francia, Germania e Spagna". E aggiunge: "Credo che la nuova legge di Riki Levi migliorerà la situazione per i librai indipendenti e ne sono veramente contento perché senza pluralismo il libro perde di significato". E sul ruolo della grande distribuzione... Affaritaliani.it ha sentito anche il parere di Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro: "E' chiaro che la legge Levi è un compromesso, ma è un compromesso a mio avviso giudizioso, che consente di unificare le varie categorie intorno a un risultato significativo". Ferrari aggiunge: "Il mondo del libro è più forte di quello che crede di essere. Più le categorie sono unite, più possono e potranno ottenere risultati. La fine dell'editoria indipendente? Uno spauracchio ormai vecchio..."

Lunedì, 12 luglio 2010 - 17:02:00

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di Antonio Prudenzano

Da una parte i grandi gruppi editoriali (Mondadori, Rcs Libri e Gems su tutti), dall'altra i librai e gli editori indipendenti. E' polemica sulla nuova legge sul prezzo dei libri, frutto di una lunga mediazione e che mercoledì arriverà alla Camera. La legge fisserà al 15% il limite massimo di sconto sul prezzo di copertina. Allo stesso tempo, però, agli editori sarà permesso (Natale escluso) di lanciare promozioni per undici mesi all'anno (senza tetto di sconto...), al massimo per trenta giorni. Inevitabile il malumore degli editori e dei librari indipententi. I responsabili di Instar, Voland, Nottetempo, Minimum fax e Iperborea (uniti in questa battaglia) hanno inviato una lettera a Repubblica, riassunta dal titolo "Con queste norme la nostra esistenza è in pericolo". Titolare della legge accusata di favorire i grandi gruppi e le grandi catene è Ricardo Levi, che a Repubblica ha dichiarato: "Vi ho lavorato per anni, non c'è nessun inganno".

Sul controverso tema Affaritaliani.it ha chiesto il parere di Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato di Gems (con Luigi Spagnol), che torna a prendersela con la "legge Bavaglio" del Governo, difendendo la legge sul prezzo del libro

stefano mauri
Stefano Mauri

"Il governo vuole passare una legge che con la nuova ciliegina del diritto di replica senza commento renderà impubblicabili i libri di storia recente e persino libri come le garzantine, giacché qualsiasi mafioso potrà obbligare un editore anzi peggio ancora un autore a pagare lo spazio su due quotidiani nazionali per dire che la mafia non esiste e quindi lui si sente offeso ad essere chiamato mafioso. Dunque nessun libro di ricostruzione storica o reference potrà sopportare questo costo. E c'è chi se la prende con una legge che non fa altro che dare due giri di vite per rendere efficace lo spirito della legge in vigore sul prezzo fisso? Una legge che ha tenuto al riparo l'editoria italiana dalla crisi che ha colpito in questo secolo sia i Paesi di puro liberismo come la Gran Bretagna che quelli più fedeli al prezzo rigido come Francia, Germania e Spagna? Una legge che costituisce un faticoso compromesso al quale ha aderito il 90% del settore? Auguri! Credo che la nuova legge di Riki Levi  migliorerà la situazione per i librai indipendenti e ne sono veramente contento perché senza pluralismo il libro perde di significato. Abbiamo sempre appoggiato (come gruppo Longanesi prima e Gems dopo) una regolamentazione per privilegiare la bibliodiversità ma senza dimenticare la necessità di mantenere il libro sui banchi della grande distribuzione che ne ampliato la diffusione e contribuiscono a migliorare gli indici di lettura di una popolazione che già in media legge poco".

gian arturo ferrari
Gian Arturo Ferrari

Ma Affaritaliani.it ha sentito anche il parere di Gian Arturo Ferrari, ex direttore della Divisione Libri della Mondadori, attualmente presidente del nuovo Centro per il Libro: "Parlo da presidente del Centro per il Libro, un punto di raccolta per tutte le categorie che ruotano intorno al libro. E' chiaro che la legge Levi è un compromesso, ma è un compromesso a mio avviso giudizioso, che consente di unificare le varie categorie intorno a un risultato significativo". Ferrari pone l'accento sull'importanza dell'unità: "Più le categorie sono unite, più possono e potranno ottenere risultati. Più si dividono, credendo che gli interessi dei singoli non siano compatibili, più in futuro avranno sempre meno forza". Per Ferrari "il mondo del libro è più forte di quello che crede di essere. Deve rendersene conto". Secondo il presidente del Centro per il Libro, inoltre, l'editoria indipendente non rischia affatto l'estinzione a causa di questa legge: "E' uno spauracchio vecchio, quello della fine dell'editoria indipendente. Non dico che questa legge sia la migliore possibile, ma è un passo importante". Infine Ferrari fa un'analisi storica: "Dieci anni fa gli editori erano divisi al loro interno. Tanto per non far nomi, Mondadori, Feltrinelli e Gems erano fuori dall'Aie. Ora gli editori si sono unificati e i librai hanno cominciato a farlo. E' normale che tra gli interessi di un libraio indipendente e quelli della Feltrinelli ci siano molti motivi di contrasto, ma probabilmente ci sono anche molti motivi di unione. Resta il fatto che negli ultimi dieci anni la direzione presa è stata quella, più che condivisibile, dell'unificazione".

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