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Culture
"Il futuro? Si riparte dal Sud.I milanesi nel metrò, formiche in cerca del pane"

di Angelo Maria Perrino @amperrino

Era un bravissimo calciatore il poeta Vincenzo Gasparro, quando giocavamo al campo comunale o nel campetto di don Guanella. Un po' sovrappeso, all'epoca, ma per la sua eleganza nel tocco di palla gli perdonavamo tutto, ammirati da come la sua testa fosse capace di disegnare sul campo geometrie di gran classe, mostrando intuizioni e aperture imprevedibili insieme con amplissime e strategiche visioni di
gioco nel suo ruolo di regista.

Intuizioni e visioni che ora si trovano nei suoi versi meravigliosi. Dove racconta con dolcezza e sensibilità delicatissime persone e luoghi, odori, sapori e suoni,  riti, ricordi e tradizioni.Con il retrogusto del vecchio militante comunista deluso. Ma con grande sensibilità per la politica e forte senso civico.

Racconta il Sud, Vincenzo. Racconta la sua (e mia) Ceglie Messapica, in questa chiacchierata. Ceglie da lui sentito e visto come " un giardino edenico di piante, fiori, profumi. Il vero paradiso terrestre.Macon grandi potenzialità che non vengono sfruttate". Anche se "nel nostro Eden, in un paese dove si vive bene e un senso alla vita lo si puo' dare, siamo riusciti a trasformare la povertà in ricchezza". "Si vive bene qui" ,dice orgoglioso,mentre a Milano, dove ha due figli avvocati di cui uno ha vinto una causa contro un'industria molto famosa di sigarette, obbligandola a  indennizzare una famiglia "ho dedicato una poesia alla gente che sta nella metropolitana, formiche che camminano sotto terra,che sono lì per cercare il pane"

"Si riparte da qui. dove noi viviamo una vita autentica, anche dentro una grande povertà. Perchè qui ognuno si fa l'olio o il vino. E siamo riusciti a prendere gli elementi più semplici e poveri della nostra cucina cegliese portandola a livelli di notorietà nazionale".

Poi c'è l'Ilva,col suo assalto violento al territorio, ("anche se ha portato lavoro e quindi valore".).E c'è il rischio che, scampati finora al rischio omologante della globalizzazione, il giocattolo Sud si rompa sotto i colpi di un invasione turistica stravolgente.
"La notte della taranta, partita grazie a intuizioni geniali, è diventata business.Bisogna avere la capacità di percorrere quei momenti mantenendo l'autenticità.Nei paesi limitrofi i borghi sono stati distrutti, vedi Ostuni. Un borgo come il nostro è intatto,qui a Ceglie, va rivitalizzato con qualità"..

Paese di poeti famosi, come Pietro Gatti e di pittori affermati "andati alla Biennale", come Uccio Biondi, "Ceglie nelle sue viscere produce queste stelle, ma poi frena".

Borgo sulla collina,piu' antico di Roma che affaccia sulla valle dei trulli e delle masserie  "sorge su orti che compongono uno scenario teatrale. Ma se andiamo giu' e alziamo gli occhi da sotto vediamo come un utero, da cui nasce Ceglie. Che viene dal greco Kalia ventre, madre".

"Un paese capace di darti risposte, di farti essere gioiosamente insieme agli altri, in piena fratellanza. Un paese con grandi qualità potenziali, nascoste. Ma il nostro limite è non riuscire a consolidare, a fare sistema".
Problema di popolo o di classe dirigente?
"Quello cegliese è certamente un popolo molto individualista,ma la classe dirigente nasce dal popolo.Cii vogliono modi nuovi di rappresentanza politica".
Bisogna bloccare la fuga dei talenti, trattenere i tanti giovani costretti a emigrare per trovare un lavoro.
"I figli scappano perchè qui non ci sono le condizioni per restare. I miei figli sono andati dove il lavoro potevano trovarlo. Ma torneranno.

Perchè la città ti aspetta. Come è successo per te,caro Angelo,che stai tornando: Ceglie ti sta aspettando".

Guarda l'incontro tra due vecchi amici Vincenzo Gasparro e Angelo Maria Perrino

 

 

ALCUNI VERSI INEDITI DI VINCENZO GASPARRO IN ESCLUSIVA PER AFFARITALIANI.IT. UN REGALO DEL POETA AL DIRETTORE ANGELO MARIA PERRINO

"Un giorno di primavera.
I prati erano fioriti
e le rondini nascoste.
La tosse si dileguò
sul filo dei panni
affogata nella cenere del bucato
e l'odore dei fichi maritati.
La luna
correva tra le nuvole
gravida di paure.
I bimbi gridavano
soldatini di piombo."
Da Taccuino

-
 
"Abbiamo rifatto velocemente le valigie
nel silente mattino del gelido Ill
(passavano richiami di guerra e spettri di soldati).
Solo l'anatra tracciava il fiume.
Non esistono gli addii
perchè tutto rimane nella memoria
e ritorna il tempo.
Anche se t'immetti nel mare inatteso
e godi squarci d'orizzonti
girovagando tra gli angiporti
le storie sono fissate sui muri.
L'addio è nel finale di partita".
Da Parole mai distratte
Questo testo è stato pubblicato da Maurizio Cucchi su Lo specchio della Stampa.

-
 
"I bambini giocano nel cortile arrotolano
rocchetti srotolano sul davanzale
aperto a dismisura.
 
Imparano a conoscere le cose
a rappresentare mescolando
colori d'acqua e foglie.
 
Il giorno di primavera il prete
sillaba preghiere incomprensibili
ma i bimbi annegati nel basilico
partono sugli aquiloni".
 
"Fu dato un mare
crudele alla terra del Salento.
Nel turchino galleggiano
occhi di paura.
 
Nel vespro la luna
fa capolino tra le palme
di piazze infuocate
e danzano dannati.
 
E' tempo di presentare
a Dio il conto del dolore".
 
Da Grazie per i balconi fioriti

-
 
"Bussava la notte alla porta
coperti sull'aia
dopo la pula dormendo
contammo le stelle a una a una
sfatti di fatica e sudore
tra prati di mamdorle
e stabbio di capre
dai seni stracolmi."
Da Barchette arancio e limone

-
 
"La verità svolazza sui peneri
incapace d'orientare scelte.
Ci limitiamo a rinfrinzellare
i guasti del mondo.
Caduta la ragione s'afferma
la precarietà del postmoderno
e alcuni si ribellano
abolendo la punteggiatura.
Il limite è invalicabile
non possiamo ridurre il male
neppure i sacerdoti
hanno l'orecchio attento.
I poeti rincorrono la speranza
vigili al parlottare di Dio".
Da La cura di Gaia

-
 
"Com'erano dolci le nespole
nell'arancio del mattino
e la lucertola pensosa
sul sasso aguzzo e fremente.
Il ciliegio al ronzio dell'ape
avida ha deposto i petali
dispersi nel giardino della sera
che succhiai ingordo
nel tempo fertile tra le gambe
di ragazze furiose.
Ma appena sfiorisce la viola
bracca l'autunno la rondine
a migrare nel groviglio di nubi
terribili della pioggia senza
arcobaleno che ci attende sulla terra dura".
da Il passero maldestro

-
 
"Segni codici hanno sostituito la realtà
tutto è figlio della simulazione ci resta
l'irrealtà. In Piazza Duomo De Dominicis
nella frenesia ha deposto le ossa ci attende
lo sterminio simbolico della mostruosa
Calamita Cosmica ma tutto scorre infelice
nell'apparenza del piacere sulle guglie
s'è arroccato il dolore del mondo. Com'è
triste la gente a Milano nel metro.
Braccia conserte e sguardi verso terre
lontane per un pane amaro. E s'accavallono
dolori nei pensieri distesi sul marciapiede
mentre scrutano infelici gli avanzi".*
*Esposizione della Calamita Cosmica,Milano 2007
Da A che servono le rose

-
 
"Plana veloce il cormorano radente
raggiunge il porto mentre s'alza il vento
della tempesta noi al riparo del faro
ci dipingiamo gli occhi di blu e verde
il doganiere è fuggito non siamo mai stati
così stretti nell'inverno buio che avanza
soli due gocce di mare al mare torneremo
socchiudi l'uscio in fretta che passa l'angelo".
Da Il viandante cieco

 

Tags:
sud-milano-futuro-uomini-sviluppo
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