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LO SPECIALE SU HOEPLI E LA CRISI DELLE LIBRERIE A MILANO (E NON SOLO)...

Il presidente Ulrico Carlo Hoepli ad Affaritaliani.it: La cassa integrazione? Ho fiducia per il futuro, ci riorganizzeremo... Il Kindle? E' fantastico"
 - L'intervista del 7 gennaio 2013

Hoepli e la crisi delle librerie a Milano. L'assessore Stefano Boeri "preoccupato, ma il Comune può offrire spazi con affitti agevolati..." - L'intervista di Affaritaliani.it del 7 gennaio 2013

Milano, cassa integrazione per la storica libreria Hoepli. I dettagli - Pubblicato da Affaritaliani.it il 4 gennaio 2013

 

 

 

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LO SPECIALE

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StefanoMauriGeMS

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Il Natale, tradizionalmente, è il periodo dell'anno in cui si vendono più libri. Ma le festività appena trascorse sono state meno positive del solito per il mercato librario, che da mesi fa i conti con il rallentamento delle vendite, in un contesto di crisi generale. Il 2013 si è poi aperto con la notizia della cassa integrazione per la storica libreria Hoepli e con le difficoltà che vivono molte librerie indipendenti nella stessa Milano, la città italiana in cui si leggono più libri (nel box a destra interviste e particolari, ndr). Il nuovo anno è inoltre cominciato con alcune novità che riguardano Messaggerie italiane, holding di un gruppo che include distribuzione e editoriaStefano Mauri, già presidente e Ad del gruppo GeMS, è stato nominato vice-presidente, con delega allo sviluppo strategico. Del suo nuovo incarico e della situzione del mercato librario parla con Affaritaliani.it.

Se le librerie sono in difficoltà nella "capitale" del mercato librario e della lettura, Milano, allora le prospettive per il futuro di questo settore sono davvero nerissime...
"Quando ho cominciato a lavorare, i libri si vendevano solo in libreria. Oggi gli italiani leggono di più e soprattutto i giovani (si veda ad esempio il recente rapporto Istat), ma  le librerie subiscono la concorrenza di supermercati, negozi online, edicole,  autogrill, tablet e reader, audiolibri in mp3, pay tv, internet in genere oltre a tutti i rimedi che i lettori escogitano per risparmiare in tempi di crisi. E penso al prestito, alle biblioteche, ai cauti acquisti... Quindi, intanto distinguerei tra crisi di mercato, che riguarda tutti i consumi e non soltanto i libri, crisi delle grandi librerie in un contesto certo non facile, e crisi della lettura, che non mi risulta. Inoltre Milano ha molte grandi librerie perché è il principale mercato. Ma proprio per questo è anche il primo i cui consumatori avvertono i colpi della crisi.  Poi ci sono  in Italia librerie che riescono comunque a sorridere, di solito sono di medie dimensioni e i titolari, anzi sarebbe meglio dire le titolari, hanno uno stretto legame personale e di fiducia con la clientela".

Messaggerie

Il Cda di Messaggerie l'ha appena nominata vice-presidente. Concretamente, quali saranno i suoi primi obiettivi?
"Innanzitutto Messaggerie Italiane non è un distributore. E' la holding di un gruppo che controlla aziende specializzate nella distribuzione e nel commercio di libri e anche attività editoriali attraverso il Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Nell'attuale scenario, portando me e Alberto Ottieri nella holding, si vuole rafforzare la vocazione di holding industriale di Messaggerie Italiane.  La mia nomina a vice-presidente del gruppo sancisce anche il rilievo che in questi anni ha conquistato l'attività editoriale e la sua importanza per il futuro nonché l'indipendenza, che ho sempre garantito e che gli azionisti hanno sempre rispettato, delle nostre direzioni editoriali.  La stessa passione eclettica per le case editrici che ha portato mio nonno e mio padre a sviluppare la distribuzione e mio zio Achille a proseguire sulla loro strada è stata alla base dello sviluppo del gruppo Longanesi e poi di GeMS, che nel tempo hanno 'adottato' o fondato diverse attività editoriali".

In qualche modo GeMS ha aperto delle porte agli editori distribuiti da Messaggerie Libri e viceversa. Una distribuzione di questo livello, che da 99 anni assiste gli editori indipendenti, non è  comune in Europa.
"Come tutti i gruppi editoriali del mondo siamo di fronte a nuove sfide in un periodo in cui crisi e cambiamento tecnologico si assommano e il miglior modo per affrontarlo è sostenere le singole strategie dei singoli business come è la tradizione di questo gruppo, ma inserendole in una cornice di lungo periodo unitaria e coordinata. La crisi impone una spending review e una attenzione ai costi e alla finanza maggiore che in passato, e tutte quelle misure comuni a tutte le aziende. Anche sotto questo profilo una maggiore unità del gruppo è una carta che è il momento di giocare. Rispetto a tante altre realtà siamo avvantaggiati perché non subiamo  la forte flessione strutturale dei periodici e della pubblicità, attività sulle quali non abbiamo mai potuto contare troppo. Quanto al digitale, elaboreremo una strategia partendo dal nostro punto di forza: siamo, credo, l'unico gruppo nei Paesi di un certo rilievo a essere tra i protagonisti della produzione editoriale libraria e anche tutt'oggi leader nell'e-commerce del libro. Quello che accade tra l'autore e il lettore è destinato a cambiare, non c'è dubbio, ma autori e lettori resteranno e noi sappiamo sia come nascono i buoni libri attraverso le attività editoriali sia cosa vogliono i lettori, attraverso le librerie e l'e-commerce. Abbiamo sempre investito molto in tecnologia per tradizione, già mio padre era uno dei principali clienti di Ibm begli anni '70,  oggi controlliamo Ibs, abbiamo fondato Edigita, leader nella distribuzione di e-book, con Rcs Libri e Feltrinelli, abbiamo strutture distributive estremamente sofisticate sotto il profilo tecnologico, forniamo servizi alle principali piattaforme internazionali di e-commerce".

E' stata istituita la Fondazione Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri, in concomitanza con i trent’anni di attività della scuola che verranno celebrati a Venezia il 25 gennaio. Nel tradizionale incontro di fine gennaio, quest'anno più che di editoria digitale si parlerà delle difficoltà e delle prospettivo del mercato "tradizionale" legato ai testi cartacei, ancora dominante. In questo momento lei ha più chiaro quale sarà il futuro prossimo del mercato? Il 2013 sarà ancora dominato dal segno meno?
"L'e-book, del quale si è parlato nelle scorse edizioni, è uno sbocco importante e nel quale facciamo la nostra parte, ma in tutto il mondo i lettori chiedono prevalentemente di leggere libri.  Quest'anno, ci scusino gli internettuali,  ci occupiamo del 99% del mercato, cioè della distribuzione del libro, invitando i principali distributori mondiali. Purtroppo, come dimostrano le ricerche sulla fiducia dei consumatori, ci vuole poco al 'signor 2013', come lo chiama Massimo Gramellini, a far meglio del 'signor 2012', eppure ci credono in pochi. Prima o poi confido che la fiducia nel futuro torni a splendere nel mondo e nel nostro Paese in particolare e si spezzi questa spirale viziosa. In realtà, ad esempio, il nostro secondo semestre è stato nettamente migliore del primo, il che autorizza la speranza. Allora anche i libri e gli e-book avranno la loro rivincita. Ma non ho la sfera di cristallo".

Ma oggi in Italia per un giovane ha senso aprire una nuova libreria?
"Un giovane animato da profonda passione, con l'umiltà di capire che deve imparare tante cose e non può improvvisare un mestiere, con capacità di relazionarsi con gli editori e gli autori e i suoi clienti, aprendo il negozio  nella via giusta potrà sempre prosperare. Ma certamente dovrà lottare più che in passato".

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