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Culture
La mostra-evento/ Bruno Munari, artista da riscoprire

di Simonetta M. Rodinò

La figura di Bruno Munari è stata troppo spesso incasellata nella grafica, nella pedagogia e nell’editoria. L’obiettivo della mostra “Munari politecnico”, da domenica nello spazio mostre temporanee del Museo del Novecento di Milano, è indagare la sua tecnica applicata alla creatività artistica. L’insolita esposizione, curata da Marco Sammicheli, cui ha collaborato Giovanni Rubino, ricostruisce frammenti di storie dimenticate e si snoda seguendo una scansione per temi e non cronologica. 

E’ una rassegna corale: alle opere di Bruno Munari, raccolte dai due collezionisti Vodoz e Danese nel corso della loro attività e conservate presso la loro Fondazione, si affiancano alcuni lavori di altri autori custoditi nelle collezioni del Museo del Novecento e dell’ISISUF-Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo. Artisti che dal secondo periodo futurista all’arte povera sono stati compagni di viaggio dell’artista milanese, mancato 91enne, nel 1998, nella sua città natale. In un continuo gioco di rimandi formali e teorici, dai lavori delle prime esperienze giovanili, rielaborazioni di modi e idee delle avanguardie storiche, al confronto con lo scenario internazionale, si incontrano, sulla parete laterale della lunga sala, ricerche visuali di Victor Vasarely, cui si aggiungono quelle di autori che frequentarono Munari: da Max Bill a Max Huber, da Franco Grignani al gruppo T - gruppo, nato a Milano nell'ottobre del 1959, fondato da Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, e Grazia Varisco – da Enzo Mari a Marina Apollonio.

In una piccola stanza accanto, con la mostra “Chi s’è visto s’è visto” sono documentati fotograficamente vari momenti dell’iter umano di Munari: gli scatti in bianco e nero di Ada Ardessi e Atto presentano ritratti non sempre gioiosi del loro amico. Fino all’ultimo realizzato cinque giorni prima di morire.

Presso gli Archivi del Novecento “Ettore e Claudia Gian Ferrari”, poi, è allestita “Frontiere Varcate”: la rassegna, curata da Paolo Rusconi, attraverso documenti, stampe, cataloghi, manoscritti e foto, presenta il lavoro di Guido Lodovico Luzzatto (Milano 1903-1990), storico e critico d’arte attivo principalmente nella prima metà del ‘900. Un’occasione per conoscere questo personaggio inquieto, perseguitato, errante, antifascista, che tra gli artisti amava soprattutto Van Gogh, perché “sapeva parlare con il suo linguaggio semplice alla gente”.

“Munari politecnico” e “Frontiere Varcate”:

Museo del Novecento – Via Marconi, 1 - Milano

6 aprile – 7 settembre 2014; 6 aprile – 31 luglio 2014 ( seconda mostra)

Orari: lunedì 14:30 – 19:30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9:30 – 19:30; giovedì e sabato 9:30 – 22:30

Infoline: 02/88444061

Ingresso gratuito

www.museodelnovecento.org

 

 

Tags:
bruno munaribruno munari mostra
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