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di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

LilloGarlisi

Mentre a Roma le decine di piccole case editrici riunite nell'Osservatorio degli Editori Indipendenti chiedono un sostegno al candidato del centro-sinistra alla Regione Lazi Nicola Zingaretti, in Lombardia c'è un editore (indipendente) che ci mette la faccia, e si candida nella lista civica che sostiene Umberto Ambrosoli, candidato alla Regione. Si tratta di Lillo Garlisi, fondatore di Melampo e di Laurana, che ha deciso di pubblicare un libro sulla sua scelta, dal titolo "Stavolta sì - Milano, Lombardia, Italia" (che verrà distribuito gratuitamente nelle manifestazioni politiche a cui parteciperà e che viene proposto, gratis, in e-book sul portale Bookrepublic (qui) e sui vari store digitali. Tra l'altro, è online anche il sito www.garlisi.it). Nato a Racalmuto (Agrigento) nel '60, Lillo Garlisi vive a Milano da più di trent’anni. Laureatosi nel 1986 in Economia Aziendale alla Bocconi, da sempre è stato accompagnato da una forte passione civile.

Dai libri alla campagna elettorale. Perché ha deciso di candidarsi?
"Ho voglia di veder cambiare una Regione che per il mesto ventennio formigoniano è stata organizzata sulla connivenza, sul compromesso, sul favore personale. Mi piacerebbe che la politica regionale riposasse su una progettualità condivisa grazie alla quale ci si occupa dei cittadini, di tutti i cittadini. Io vengo dall'esperienza di 'Società Civile', di 'Omicron' (l'Osservatorio milanese sulla criminalità organizzata al Nord), di Melampo Editore, che si occupa dei temi della legalità, della giustizia, della corretta convivenza sociale: credo si tratti di un patrimonio di valore, che è utile mettere al servizio della svolta necessaria. Perché questa regione deve riuscire a ripartire".

La Lombardia è una Regione in bilico, e sarà decisiva alle prossime elezioni: pensa che Ambrosoli uscirà vincente dalla sfida con Roberto Maroni e Gabriele Albertini? E' ottimista?
"Penso che siamo di fronte a una grande occasione, per la Lombardia e per l'Italia. La grande occasione di tornare a una politica fatta di valori, di trasparenza e, perché no, di una sana normalità. Ma le svolte non si ottengono con la bacchetta magica: ci vuole un lavoro quotidiano fatto di pazienza e fiducia. Io mi pongo quindi nella prospettiva di questo lavoro, oggi per centrare l'obiettivo della vittoria e domani per vedere una Lombardia sana. Vedo un sano entusiasmo attorno ad Ambrosoli, di tante persone che si stanno rimboccando le maniche per un'idea di bene comune. Ed è per questo che credo fermamente che centreremo la grande occasione".

Se dovesse essere eletto (alle Regionali ci sono le preferenze, non le liste bloccate, ndr), si occuperà soprattutto dei numerosi problemi del mondo del libro? E in che modo?
"Me ne occuperò senz'altro, ma a partire da un inquadramento più ampio: quello delle tematiche del lavoro. Umberto Ambrosoli l'ha messo come primo posto e io concordo con questa priorità. L'attenzione al mondo del libro e della cultura sarà grande. Da un lato vanno sostenute le librerie in maniera fattiva, con agevolazioni e fondi specificamente destinati, per tornare a vederle come una ricchezza del territorio, che col territorio dialoga e al territorio fa riferimento. Dall'altro è importante instaurare una progettualità condivisa, che porti a bandi di concorso utili a far partire progetti innovativi e liberi".

Pensa che i suoi colleghi editori l'appoggeranno?
"Non chiedo un appoggio a scatola chiusa. Segnalo che sono qui, pronto al dialogo. Ma soprattutto segnalo che continuerò a essere a disposizione e pronto al dialogo sempre, in caso di elezione come in caso di non elezione".

Nella Milano "capitale dell'editoria", l'Assessore alla Cultura Stefano Boeri ha promosso il lancio di una nuova manifestazione letteraria, "Bookcity", che ha avuto successo e che tornerà anche a novembre 2013 (qui i retroscena di Affaritaliani.it). La crisi del mercato librario, però, prosegue e coinvolge l'intera filiera editoriale. Recentemente Boeri ha incontrato i librai indipendenti e i precari del libro. Come giudica il lavoro dell'assessore in relazione all'editoria libraria?
"Penso che Boeri abbia intrapreso un percorso importante e inedito, che non ha precedenti in quella Milano che lei giustamente ricorda essere 'capitale del libro'. È senz'altro la direzione in cui andare: siamo solo all'inizio ed è importante che l'amministrazione milanese e il governo della Regione possano essere concordi, per arrivare a risultati necessari. Perché le questioni sono vaste e strutturali, quindi le risorse e l'impegno profusi per risolverle non possono essere da meno".

 

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