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eduard limonov

Eduard Limonov è sicuramente uno dei personaggi e degli scrittori più discussi del nostro tempo: autore di culto, dissidente sdegnato, guerrafondaio ribelle, fondatore del Partito nazionalbolscevico, più volte arrestato, da sempre la sua visione della realtà e del futuro dell’umanità risulta alternativa ad ogni teoria esistente. La sua notorietà si deve anche alla biografia. Limonov, edita da Adelphi, scritta dallo scrittore e sceneggiatore francese Emmanuel Carrère, in cui si legge: "E' stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio". E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato "che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale".
 
Nel Trionfo della metafisica (Salani Editore) Limonov racconta i mesi trascorsi all’interno della colonia penale n° 13 nelle steppe della regione di Saratov. Al lager Limonov era arrivato all’inizio del maggio 2003 dopo due anni di prigione. Verrà liberato dopo qualche mese. Qui l’esperienza penitenziaria diventa un esercizio di autoconsapevolezza; il recluso nelle pagine di Limonov è quasi un monaco, con una libertà tutta interiore conquistata e difesa ogni giorno. Il libro pullula dei personaggi più disparati: i duri passati per le carceri e i campi di rieducazione, per giudizi spesso iniqui e affrettati, i criminali incalliti, ma anche gli innocenti ingiustamente condannati. Tutti riforgiati in qualche modo dall’esperienza dolorosa della prigionia, non necessariamente abbrutiti ma quasi sempre colti dallo sguardo pungente e imperturbabile dell’autore nella loro insopprimibile ma castrata umanità.

CHI E' LIMONOV - Eduard Veniaminovich Savenko è nato nel ’43 a Dzerzhinsk, nella regione di Nizhny Novgorod, ma è cresciuto in Ucraina, a Kharkov, dove ha fatto quasi contemporaneamente le sue prove criminali e anche scritto le sue prime poesie classificate «d’avanguardia», regnante Breznev. 

Il primo romanzo racconta l’autoesilio a New York, la vita miserabile di un emigrante, piccoli lavori in un sordido hotel, esperienze sessuali etero e omo, risse di strada e rapine, il mondo di De Niro in Taxi driver. Ricorda Carrère (che ha radici russe, la madre Hélène Carrère d’Encausse, accademica di Francia, è una grande russista) che allora l’idea che si aveva dei dissidenti sovietici era piuttosto standard: barbuti gravi e malvestiti che vivevano in piccoli appartamenti strapieni di libri e di icone, che passavano le notti intere a parlare della salvezza del mondo.

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