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Culture

di Alessandra Peluso

MACELLERIA EQUITALIA

Recensire un libro che parla di sofferenze umane è come scorticare con una lama quella stessa ferita per farla sanguinare ancora, qualsiasi cosa si vuol dire si cerca di farlo sommessamente per non urtare la sensibilità di nessuno. Ecco sì, di sensibilità si tratta nel libro Macelleria Equitalia (Lupo Editore), di un’acuta sensibilità che hanno i protagonisti delle storie raccontate con acume intellettuale da Giuseppe Cristaldi, ma di questa singolare caratteristica umana non è certo provvista la spregiudicata macchina esattoriale italiana chiamata “Equitalia”.

È un mostro gigantesco, simile alle Arpie raccontate da Omero, Virgilio e Dante o ai tanti mostri mitologici dalle sembianze umane e animali che uccidono senza pietà.

È l’incubo di moltissimi italiani del presente.

È in queste pagine si tocca con mano la realtà di gente povera, semplice, contadini, imprenditori agricoli, operai che per non aver pagato le fatidiche tasse si ritrovano con l’incombenza Equitalia e le visite di ufficiali giudiziari che sembrano spregiudicati come racconta Paolino, mentre in realtà eseguono solo il loro lavoro, una professione come tante che a ben dire non devi possedere certo sensibilità nè un briciolo di cuore altrimenti sei fregato, altrimenti il lavoro non puoi eseguirlo, non puoi essere spietato contro chi disarmato si presenta nudo davanti “senza arte nè parte”: nudo - disarmato. Paolino, giovane protagonista di una storia, cova rabbia parimenti determinazione per diventare un giorno anche lui funzionario Equitalia e riscattare la povera madre che si occupava di cucire le suole presso un calzaturificio salentino e il padre che distrutto dal vino e dalla miseria trascinava ogni giorno a stento il suo corpo.

Nel silenzio di questa famiglia povera ma ricca di dignità e coraggio di vivere si perpetua l’amore: un grande amore e riconoscenza che Paolino ha nei riguardi della madre che vorrebbe un giorno far vivere e non sopravvivere e attendere magari il proprio turno per diventare carne da macello.

È un libro stra-ordinariamente reale Macelleria Equitalia: una metafora e un accostamento quasi simbiotico che identifica la drammatica quotidianità che vive moltissima gente attualmente in Italia.

Un’Italia misera sotto ogni punto di vista.

È acuto il linguaggio utilizzato dall’autore per raccontare storie che ci appartengono, insomma chiunque prima o poi si imbatte in Equitalia, basta non pagare una tassa. È certo che le tasse è dovere di tutti i cittadini pagarle per fare andare avanti la macchina dello Stato, questo Stato però che siamo noi stessi, non dimentichiamolo, membra di un corpo che spesso tradisce e non perdona.

È un libro di denuncia, come anche di testimonianza, è un libro che racconta le vite di gente sola e dimenticata e quindi vuole essere anche un modo generoso per dare voce a chi voce non ha.

Macelleria Equitalia di Giuseppe Cristaldi lascia il segno, come un solco percorso dal letto del fiume. Così il figlio alla madre dice: «Ascolta, mamma  mia beddra, ci sono cose che uno vive mentre un fiume lo passa dal buco del culo al cuore. Fiume e ommini sono due cose diverse: ci sono volte in cui lu fiume cangia ma l’uomo no. Se pure un fiume decidesse di cambiare il corso, di scorrere da un’altra parte, tralasciando ‘u bucu t’u culu e lu core, l’uomo non cambierebbe una minchia, si comporterebbe come se quel fiume lo avesse dentro. Mi capisci, ma’? Ci sono cose che segnano. L’acqua si asciuga, ma il segno rimane». (pp. 116-117).

Cosa si può dire di fronte a questa lezione di vita?

Nessuna parola sublime, eufemismo, enjambement, raffinatezza letteraria avrebbe senso e potrebbe parlare al lettore meglio della saggezza popolare. Quella sana saggezza che forse soltanto Aristotele conosce bene, una virtù che sembra appartenere ai nostri avi che hanno vissuto lasciandoci un’eredità abbondante con sacrifici anche umani e noi ahimè la stiamo sperperando.

Poco è rimasto di una saggezza che insegna se pur purtroppo nel dolore, perchè è quando c’è il bisogno e si conosce la sofferenza - come dice anche il protagonista di un racconto del libro - che si aguzza l’ingegno e si impara a vivere.

Leggere Macelleria Equitalia è necessario, perchè fa rivivere quei diritti e valori che appartengono ad ogni essere umano, ma che cadono nel dimenticatoio della macchina maledetta della burocrazia, della finanza e delle banche che uccidono come carne da macello e dove dignità e lavoro - chiaramente scritti nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e nella cara Costituzione italiana - non esistono più e restano voci mute o peggio azzittite.                              

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macelleria equitalia
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