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Culture
Milano e la mala, dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca. La mostra
L'arresto di Renato Valanzasca - Roma, 1977

di Simonetta M. Rodinò

 

La storia della criminalità a Milano, tra fine degli anni Quaranta e metà degli Ottanta, è narrata in una mostra dalla documentazione rigorosa e dal ritmo incalzante.

“Milano e la mala. Storia criminale della città. Dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca”, da domani a Palazzo Morando - Costume Moda Immagine del capoluogo lombardo, ripercorre cronologicamente le imprese più clamorose e i profili dei suoi protagonisti: dai banditi della rapina di via Osoppo a Luciano Lutring, “il solista del mitra”, da Francis Turatello “Francis Faccia d’Angelo”, a Pietro Cavallero, “denti di lupo”, da Renato Vallanzasca, “il bel René…

E’ un taglio tanto interessante quanto insolito. Che nell’obiettivo del curatore Stefano Galli vuole descrivere come la malavita si sia stratificata, evoluta e come si è sempre più organizzata. Centosettanta tra immagini d’epoca, documenti, “strumenti del mestiere”, reperti, periodici e quotidiani, armi – frutto di sequestri – accompagnano il visitatore nelle stanze del piano terreno.

E’ una continua scoperta…I luoghi principali della malavita a cavallo della seconda guerra mondiale e fino agli anni Cinquanta erano i bar, le osterie, le bottiglierie. I protagonisti che facevano capo a questi ambienti erano truffatori e ladruncoli, ricettatori che fungevano talvolta da delatori, informatori, grazie ai quali la polizia riusciva a contenere entro limiti accettabili la delinquenza.

È con la fine del conflitto mondiale che le cose cambiano drasticamente: si moltiplicano ritorsioni, vendette private e anche atti indiscriminati di banditismo.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta si assiste poi a un salto di qualità importante con la rapina del secolo: quella di via Osoppo il 27 febbraio 1958. Fu assalito un furgone portavalori della Banca Popolare di Milano. Quattro i veicoli, sette i banditi con il volto mascherato da passamontagna e vestiti di tute blu da operai. Un bottino di svariati milioni. Non fu sparato un colpo. Ma i tempi mutano: nel ventennio 1960-1980, ecco che un nuovo tipo di malavita strutturata in gruppi omogenei - anche di stampo mafioso – si dedica non solo a sequestri, ma anche al controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e del traffico degli stupefacenti.

La mostra si chiude con la figura di Angelo Epaminonda, morto nel 2016.  Uno dei boss più sanguinari della mala milanese degli anni Ottanta. Una scia di sangue lunghissima quella lasciata sulla sua strada dal “Tebano”: 17 gli omicidi di cui è stato mandante o complice, ma dopo l’arresto - per avere ucciso Turatello nella guerra per il controllo della piazza milanese - contribuì a ricostruirne 44. 

 

“Milano e la mala. Storia criminale della città. Dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca”

Palazzo Morando - Costume Moda Immagine

via Sant’Andrea 6 - Milano

9 novembre - 11 febbraio 2018

Orari: martedì - domenica: 10.00-20.00

Ingressi: intero € 10 – ridotto € 8

Infoline: 02 884 65735 – 64532

Catalogo edizioni Spirale d’Idee.

www.mostramalamilano.it

 

Tags:
milano malavita mostramilano mostra malavitamilano storia criminale mostra
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