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Culture
Mostre / Camille Pissarro, pittore di cieli, campagne e boulevard
Camille Pissarro Verger en fleur (Frutteto in fiore), 1871 olio su tela, 39,1 x 56,4 cm MNAR, Muzeul National de Art al Romăniei, Bucarest

di Simonetta M. Rodinò

Unico a partecipare a tutte le mostre parigine del movimento impressionista, dalla prima realizzata nel 1874 nello studio del fotografo Nadar, al 35 di boulevard des Capucines, all’ottava del 1886, Camille Pissarro cercò sempre di attutire attriti e rivalità del gruppo. La profonda umanità e il gran rigore morale conferirono un forte fascino alla sua personalità e una straordinaria coerenza alla sua opera. Definito da Cézanne, di nove anni più giovane, “l’umile e colossale Pissarro” il pittore, nato nelle Antille danesi nel 1830, è protagonista della mostra “Camille Pissarro, lo anima dell’Impressionismo”, da oggi alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia.  La rassegna, se pur piccola, offre, attraverso una selezione di una trentina di opere, l’occasione di ripercorrere il suo iter artistico: dai lavori giovanili agli ultimi, eseguiti con attività febbrile nella strenua lotta contro la malattia agli occhi che lo portò alla semi-cecità.

Il solo, nella cerchia degli amici pittori, a concepire l’immagine agreste in rapporto a chi vi lavora, sviluppò l’interesse per la realtà quotidiana in cui è sempre avvertibile la presenza umana. Paesaggista più di Manet, Monet, Degas, Renoir Bazille, Sisley, Cézanne, nelle prime tele di Pissarro si trovano riferimenti e richiami alle opere di Jean-Baptiste Corot, da lui scelto come maestro e guida spirituale - presente nell’esposizione con due lavori -. Ma se le rappresentazioni “en plein air” corottiane si caratterizzano per vena idilliaca e sentimentale, i paesaggi di Camille sono legati a un mondo umile e discreto: campi arati, piccoli villaggi della campagna francese con orti, vecchie case contadine… dalla luce ancora offuscata. Dipingendo la natura all’aria aperta, dove non si possono cogliere le gradazioni di passaggio tra luce e ombra, non si vedono gli oggetti ciascuno col suo colore, ma una mescolanza di toni che si fondono nel proprio occhio, o meglio nella propria mente.

Sarà al suo ritorno nella casa di Louveciennes - in seguito alla guerra franco- prussiana del ’70 si vide costretto a trasferirsi con la famiglia a Londra per un anno -, che gli scenari si tingono di cromie più chiare con tocchi rapidi di pennellate, creando un’impressione di diffusa luminosità. Verso la fine della vita, rappresenta instancabilmente il giardino di Éragny, sua nuova casa, e il villaggio. Costretto poi dai problemi di vista che gli rendono insopportabili vento e intemperie, si rivolge a soggetti urbani: l’inverno si trasferisce a Parigi e, dalla finestra dell’Hôtel Rome, di fronte la stazione Saint-Lazare, dipinge i boulevard. Nell’ultima sala le splendide tele “Boulevard Montmartre: Mardi Gras” e “Place du Théâtre-Français, effet du soleil” chiudono il percorso di questo maestro che sopportò delusioni e miseria con una rassegnazione serena e che nonostante le difficoltà economiche riuscì ad allevare otto figli. Una sorta di “biografia emotiva” accompagna il visitatore lungo la mostra: grazie a video e testi, estrapolati anche dalle lettere di Pissarro al figlio Lucien, si è trascinati nelle emozioni e visioni del grande maestro, mancato nel 1903.

 

“Pissarro, l’anima dell’Impressionismo”

Scuderie del Castello Visconteo - Piazza Castello - Pavia

21 febbraio – 2 giugno 2014

Orari: lunedì - venerdì: 9.00 – 19.00; Sabato, domenica e festivi: 9.00 – 20.00

Biglietti: intero: 15,00 euro - ridotto: 13,00 euro

Infoline: 0382/309879

Catalogo: Rubbettino Editore

www.scuderiepavia.com

Tags:
camille pissarro

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