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Culture
Mostre/ I tanti viaggi di Valerio Adami, tra arte e letteratura

di Simonetta M. Rodinò

Ha viaggiato tutta la vita Valerio Adami. Ha cercato, rincorso, fermato nel mondo quel segno da cui nascono ritmicamente le sue tele. Non solo ha viaggiato, ha letto molto e la sua pittura è intrisa di letteratura. 

Al grande pittore intellettuale la Fondazione Marconi di Milano dedica l'ampia antologica "Valerio Adami": una selezione di una settantina di quadri, dagli anni Cinquanta ai Novanta, allestita su quattro livelli e che segue un percorso cronologico.

"A ogni rappresentazione necessitano due linee; soltanto la sofferenza è fatta di una sola linea, quella che si esprime nella nostra solitudine", scrive l'artista.
La costruzione disegnata del quadro per Adami va oltre la semplice tecnica del disegno, e quel disegno dal tracciato rapido e sicuro si anima di solide masse di colori molto netti, stesi con grande maestria.

Adami l'uomo del viaggio. I viaggi veri. Le cose viste. Le cose trattenute negli occhi e nella memoria. La sua pittura di memoria, di tempo, sino ad approdare nel mito. E tornare alla terra del mito. "Ho passato la mia vita a disegnare. Per anni ho disegnato in camere d'hotel di paesi lontani, ma poi ritornavo immancabilmente nell'atelier di rue Becquerel e sul tavolo disponevo i frutti del raccolto (è così che Parigi è diventata la mia città). Oggi disegno sulle rive di un lago, e questo lago si trova in Italia".

I viaggi nella pittura, tutti intellettuali: dal classicismo iniziale tratto da Achille Funi - di cui seguì i corsi all'Accademia di Brera - al viaggio nell'onirico rasentando i segni di Lam, di Sutherland e Matta, al viaggio reale con una personale rivisitazione della pop-art umanizzata però in una pittura di scomposizione e assemblaggio prettamente concettuale. Al viaggio nel tempo con le rivisitazioni dell'antico ben lontano dal citazionismo, ma permeato di conoscenza tratta dalla lettura.

I viaggi nella letteratura con uno sfondo di cultura dei classici ma pervasa dai graffi ironici di Raymond Queneau, dall'irriverenza di Anatole France, per approdare alla complessità degli accumuli linguistici di André Gide.

"Rientrato da Meina nell'atelier di Parigi, dilato i miei disegni riproducendoli sulle grandi tele: così comincia per me la pittura, nel ritmo dell'estate sul lago e dell'inverno a Parigi. Londra, New York, il Messico, la Svezia e la Danimarca e tutti gli altri "miei" paesi si sono allontanati dalla mia vita, oggi più sedentaria", scrive il dicembre scorso, nei suoi appunti, probabilmente in compagnia del suo bassotto Ego che condivide con l'intellettuale Adami momenti di tenerezza.

"Valerio Adami"
Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Via Tadino 15 -  Milano
Durata: fino al 12novembre 2016
Infoline: 02 29 41 92 32 
Orario: martedì - sabato 10-13; 15-19 
Ingresso gratuito
Catalogo Skira
www.fondazionemarconi.org

Tags:
mostra valerio adami milanovalerio adami milano mostra
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