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Culture

di Simonetta M. Rodinò

All'Italia è internazionalmente riconosciuta la bellezza artistica. Tra i nostri vari primati, certo non tutti positivi, si annovera quello di avere i falsari di banconote migliori del mondo. Una mostra insolita e curiosa ripercorre cronologicamente la storia della falsificazione e della lotta alla contraffazione. L'obiettivo di "Il vero e il falso. La moneta, la banconota, la moneta elettronica e la Guardia di Finanza in Lombardia", a Palazzo Reale di Milano, è contribuire a far crescere la coscienza civica. La piccola ma interessante esposizione, promossa dal Comune di Milano e dal Comando Generale della Guardia di Finanza, ultima tappa di un viaggio che ha toccato altre città, ha nel tema della moneta il punto di riferimento tra cultura e attività della Guardia di Finanza. Si scoprono così vicende personali di famosi falsari, come quella di Giovanni Agostino Rivarola, che nel Seicento produsse una miriade di tipi di monete: da quelle svizzere a quelle olandesi, fino ai talleri austriaci. O quella del catanese Paolo Ciulla, le cui banconote da cento lire, negli anni Venti, sbarcarono in America grazie agli emigranti italiani. Ci furono anche i falsi nelle operazioni belliche: l'operazione denominata Bernhard, dal nome del maggiore delle SS Kruger, si sviluppò all'interno di due blocchi del campo di concentramento di Sachsenhausen. Per realizzare banconote inglesi, furono radunati esperti del settore scelti tra gli stessi prigionieri. Furono tra i pochi internati ebrei a tornare a casa salvi. Lungo le sale, si snodano le vetrine contenenti esemplari veri e artefatti di monete e banconote tra i più rappresentativi casi di contraffazione attraverso i secoli. In mostra anche "La stanza del falsario", ricostruzione di una stamperia clandestina realmente rinvenuta e posta sotto sequestro nel corso di un'operazione condotta a Pomezia. Non manca il falso declinato dal punto di vista artistico-letterario: in una stanza, su un video scorrono immagini tratte dal famoso film "La banda degli onesti", la commedia del 1956 diretta da Mastrocinque con protagonisti Totò, Peppino De Filippo e Giacomo Furia. Alle pareti e in una bacheca locandine e libri ricordano altre storie legate al tema dei falsari. Un segmento è dedicato alla "clonazione" delle carte di credito, un ambito in cui ingegneri e periti elettronici rumeni sono veri "maestri".



 

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"Il falso perfetto non esiste, perché richiede macchinari troppo costosi. Ma se da un lato si evolve il sistema della sicurezza, dall'altro aumenta la capacità dei falsari", spiega il Gen. Div. Bruno Buratti, Comandante del III Reparto Operazioni del Comando Generale Guardia di Finanza di Roma. Nel nostro Paese un terzo delle carte di credito non viene utilizzato: sarà perché gli italiani non si fidano?

"Il vero e il falso. La moneta, la banconota, la moneta elettronica e la Guardia di Finanza in Lombardia"
Palazzo Reale - Piazza Duomo 12, Milano
29 gennaio - 24 marzo 2013
Ingresso libero
Orari: Lunedì 14.30-19.30; Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica 9.30-19.30; Giovedì e Sabato 9.30-22.30
www.comune.milano.it/palazzoreale

 

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