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Culture

 

 

di Simonetta M. Rodinò

 

Una visione del mondo orientata a cogliere e valorizzare la realtà interiore, misteriosa, indistinta, profonda, da evocare più che descrivere, fu l’anima del simbolismo. Che, tra gli anni Ottanta e Novanta dell’800 e la prima decade del secolo scorso, si affermò in Europa non solo nella pittura, ma anche nella letteratura, nella musica e nell’architettura. Nei dipinti simbolisti, malinconia, alterazione, fragilità e sessualità si manifestavano in immagini avvolte da sogni e da incubi e dove la stessa natura era rappresentata come minacciosa o sconvolta. La rassegna “Miti e misteri. Il Simbolismo e gli artisti svizzeri”, ospitata nelle due sedi Museo Cantonale d’Arte e Museo d’Arte Lugano, del comune svizzero del Canton Ticino, presenta 200 lavori dei più significativi artisti elvetici cui si affiancano alcune opere di pittori internazionali. La mostra ha un ritmo tematico e si snoda in ventuno sezioni suddivise nei due musei, di cui le prime allestite al Museo Cantonale d’Arte. Nel segmento di apertura “La profondità notturna e il sogno”, spicca la straordinaria tela “La notte” di Ferdinand Hodler: il grande pittore svizzero raffigura se stesso mentre la morte lo sveglia dal sonno. Tra le altre sezioni, una è dedicata alla “metamorfosi della donna”, occasione per contemplare tre veri gioielli. Un olio di Gustav Klimt, massimo esponente della Secessione viennese, che raffigura con tonalità delicate un profilo di bambina e l’acquarello e matita colorata “Due donne” dell’olandese Jan Toorop, dove la nuvola di capelli che avvolge le figure si dilata fino ad assorbire la cornice disegnata dall’artista e dipinta in argento. Una realtà angosciosa e stritolante domina poi la poetica del grande pittore norvegese Edvard Munch, di cui è presentata la litografia a colori “Vampira”. Al Museo d’Arte, diverse tele dell’altro grande protagonista svizzero, Arnold Böcklin, tra cui “Cleopatra morente” e “Il ritorno a casa”. Di sala in sala si susseguono lavori, spesso rarefatti, che sembrano scarnificare il dato naturale, oscillando dal naturalismo allo spiritualismo, dalla morte alla vita, dal sogno all’angoscia, non sempre però caratterizzanti il linguaggio dei singoli autori, così per i quadri di Odilon Redon o Gustave Moreau o Félix Vallotton o Gaetano Previati. La rassegna resta comunque interessante e ben articolata, soprattutto nelle prime sezioni del Museo Cantonale, più ricche di lavori di alta professionalità. L’ambizioso progetto della curatrice Valentina Anker sarebbe stato più incisivo se avesse privilegiato la qualità dei lavori alla loro quantità.

 

“Miti e misteri. Il Simbolismo e gli artisti svizzeri”

15 settembre - 12 gennaio 2014

Museo Cantonale d’Arte - Via Canova 10 – Lugano - Svizzera

Orari: martedì: 14-18; mercoledì-domenica: 10–18

Museo d’Arte - Riva Caccia 5 - Lugano

Orari: martedì-domenica: 10-18; venerdì: 10-21

Ingressi: un museo: fr. 12/ridotto fr. 8; due musei: fr. 16/ridotto fr. 12

Entrata gratuita fino a 16 anni

Entrata libera prima domenica del mese

Info e prenotazioni: tel: +41 (0)58 866 7214/fax: +41(0)58 866 7497

e-mail: mediazione@lugano.ch

www.mitiemisteri.ch

 

 

Tags:
simbolisti
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