IL PROGRAMMA

Mercoledì 16 gennaio è stata inaugurata a Bari la II edizione del Festival dei saperi e delle pratiche delle donne, quest'anno "Nel segno di Carla Lonzi", kermesse di incontri, seminari, eventi che si prolungherà sino al 22 febbraio. La manifestazione, promossa dal Centro di Documentazione e Cultura delle Donne di Bari, lo scorso anno era dedicata a Ipazia, icona dell'intelligenza femminile votata al sapere eppure mortificata e infine annientata dal potere maschile, quest'anno invece, spiega Francesca R. Recchia Luciani, filosofa e ideatrice con le altre donne del CDCD del Festival, si incentra sulla figura e sul pensiero rivoluzionario di un'importantissima femminista italiana, Carla Lonzi, scomparsa nel 1982, e poi progressivamente rimossa dal panorama culturale nazionale.
 
Donna di straordinaria forza e intelligenza politica, nonché apprezzata critica d'arte, Carla Lonzi ha dato vita al gruppo milanese di Rivolta femminile, con il quale ha sperimentato le pratiche di autocoscienza ed elaborato il pensiero della differenza sessuale. La sua intelligente produzione critica nell'ambito dell'arte contemporanea a partire dai primissimi anni Settanta si trasformerà in una militanza politica e culturale indefessa nell'alveo del femminismo.

 

Le artiste Fabrice Sabre e Aurelien Nougier realizzano il progetto fotografico Coup d’état dames (Colpo di stato donne) in cui rappresentano delle ragazze giganti, bellissime e guerriere che fanno la rivoluzione in bikini. Le immagini sono pubblicate sul sito degli artisti indipendenti Ufunk.net.

ufunk Sabre Nougier 8IL PROGRAMMA

Mercoledì 16 gennaio è stata inaugurata a Bari la II edizione del Festival dei saperi e delle pratiche delle donne, quest'anno "Nel segno di Carla Lonzi", kermesse di incontri, seminari, eventi che si prolungherà sino al 22 febbraio. La manifestazione, promossa dal Centro di Documentazione e Cultura delle Donne di Bari, lo scorso anno era dedicata a Ipazia, icona dell'intelligenza femminile votata al sapere eppure mortificata e infine annientata dal potere maschile, quest'anno invece, spiega Francesca R. Recchia Luciani, filosofa e ideatrice con le altre donne del CDCD del Festival, si incentra sulla figura e sul pensiero rivoluzionario di un'importantissima femminista italiana, Carla Lonzi, scomparsa nel 1982, e poi progressivamente rimossa dal panorama culturale nazionale.
 
Donna di straordinaria forza e intelligenza politica, nonché apprezzata critica d'arte, Carla Lonzi ha dato vita al gruppo milanese di Rivolta femminile, con il quale ha sperimentato le pratiche di autocoscienza ed elaborato il pensiero della differenza sessuale. La sua intelligente produzione critica nell'ambito dell'arte contemporanea a partire dai primissimi anni Settanta si trasformerà in una militanza politica e culturale indefessa nell'alveo del femminismo.

 

Le artiste Fabrice Sabre e Aurelien Nougier realizzano il progetto fotografico Coup d’état dames (Colpo di stato donne) in cui rappresentano delle ragazze giganti, bellissime e guerriere che fanno la rivoluzione in bikini. Le immagini sono pubblicate sul sito degli artisti indipendenti Ufunk.net.

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Mercoledì 16 gennaio è stata inaugurata a Bari la II edizione del Festival dei saperi e delle pratiche delle donne, quest'anno "Nel segno di Carla Lonzi", kermesse di incontri, seminari, eventi che si prolungherà sino al 22 febbraio. La manifestazione, promossa dal Centro di Documentazione e Cultura delle Donne di Bari, lo scorso anno era dedicata a Ipazia, icona dell'intelligenza femminile votata al sapere eppure mortificata e infine annientata dal potere maschile, quest'anno invece, spiega Francesca R. Recchia Luciani, filosofa e ideatrice con le altre donne del CDCD del Festival, si incentra sulla figura e sul pensiero rivoluzionario di un'importantissima femminista italiana, Carla Lonzi, scomparsa nel 1982, e poi progressivamente rimossa dal panorama culturale nazionale.
 
Donna di straordinaria forza e intelligenza politica, nonché apprezzata critica d'arte, Carla Lonzi ha dato vita al gruppo milanese di Rivolta femminile, con il quale ha sperimentato le pratiche di autocoscienza ed elaborato il pensiero della differenza sessuale. La sua intelligente produzione critica nell'ambito dell'arte contemporanea a partire dai primissimi anni Settanta si trasformerà in una militanza politica e culturale indefessa nell'alveo del femminismo.

 

Le artiste Fabrice Sabre e Aurelien Nougier realizzano il progetto fotografico Coup d’état dames (Colpo di stato donne) in cui rappresentano delle ragazze giganti, bellissime e guerriere che fanno la rivoluzione in bikini. Le immagini sono pubblicate sul sito degli artisti indipendenti Ufunk.net.

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Mercoledì 16 gennaio è stata inaugurata a Bari la II edizione del Festival dei saperi e delle pratiche delle donne, quest'anno "Nel segno di Carla Lonzi", kermesse di incontri, seminari, eventi che si prolungherà sino al 22 febbraio. La manifestazione, promossa dal Centro di Documentazione e Cultura delle Donne di Bari, lo scorso anno era dedicata a Ipazia, icona dell'intelligenza femminile votata al sapere eppure mortificata e infine annientata dal potere maschile, quest'anno invece, spiega Francesca R. Recchia Luciani, filosofa e ideatrice con le altre donne del CDCD del Festival, si incentra sulla figura e sul pensiero rivoluzionario di un'importantissima femminista italiana, Carla Lonzi, scomparsa nel 1982, e poi progressivamente rimossa dal panorama culturale nazionale.
 
Donna di straordinaria forza e intelligenza politica, nonché apprezzata critica d'arte, Carla Lonzi ha dato vita al gruppo milanese di Rivolta femminile, con il quale ha sperimentato le pratiche di autocoscienza ed elaborato il pensiero della differenza sessuale. La sua intelligente produzione critica nell'ambito dell'arte contemporanea a partire dai primissimi anni Settanta si trasformerà in una militanza politica e culturale indefessa nell'alveo del femminismo.

 

Le artiste Fabrice Sabre e Aurelien Nougier realizzano il progetto fotografico Coup d’état dames (Colpo di stato donne) in cui rappresentano delle ragazze giganti, bellissime e guerriere che fanno la rivoluzione in bikini. Le immagini sono pubblicate sul sito degli artisti indipendenti Ufunk.net.

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Quali opere di Carla Lonzi vanno riscoperte oggi e perché?
La sua produzione, da Sputiamo su Hegel, a La donna vaginale e la donna clitoridea, a  Vai pure, passando per l'autobiografia, Taci, anzi parla, sono pietre miliari nell'assunzione di consapevolezza delle donne lungo il percorso dell'affermazione della loro differenza. Ma non casualmente nella prima giornata del Festival abbiamo previsto anche una lettura pubblica del Manifesto di Rivolta femminile che Carla Lonzi e il suo gruppo pubblicano nel luglio del 1970, poiché esso articola nei suoi passaggi gli elementi fondamentali del femminismo rivoluzionario che ne è il cuore pulsante.

Quest'anno il Festival affianca alla riflessione sui "saperi" quella relativa alle "pratiche" delle donne, in che senso?
Già lo scorso anno avevamo messo a tema la questione delle modalità peculiari con cui le donne declinano le conoscenze e le discipline quando studiano, conoscono e pensano in una consapevole ottica di genere, quest'anno vogliamo interrogare le "pratiche" intese come punto di equilibrio fra conoscenza e condizione materiale, soggettiva e collettiva, poiché questa è una tipicità dell'esperienza femminile: la sua densità pragmatica, il tradursi della conoscenza in vita.

 

L'artista tedesca Julia Fullerton-Batten realizza fotografie per rappresentare la grandezza delle donne. Le immagini sono pubblicate sul sito degli artisti indipendenti Ufunk.net.

 

Quali temi saranno al centro dell'edizione del Festival di quest'anno?
Gli snodi tematici che abbiamo individuato quest'anno, e ai quali corrispondono  specifici seminari, sono quattro: la cura, intesa nella sua polisemanticità e nelle sue varianti teoriche e pratiche; il lavoro, osservato dal punto di vista delle donne in alcune sue connotazioni contemporanee che vanno dalla generalizzata precarietà alle professioni creative; il diritto e la sua applicabilità in quanto diritto "sessuato" o "diseguale", la pedagogia di genere nella teoria e nella pratica dell'insegnamento. Dal punto di vista metodologico i seminari si articoleranno come dialoghi aperti tra ospiti rappresentative del dibattito italiano in questi ambiti e figure impegnate nel Centro di Documentazione e Cultura delle Donne di Bari

Quali gli "eventi" più significativi del Festival?
Il Festival offre anche degli eventi trasversali rispetto ai seminari: una discussione su Arte e femminismo con affermate professioniste del settore, la presentazione del mio libro Simone Weil. Tra filosofia ed esistenza con filosofe e letterate, la performance di danza Lei e Tancredi di Loredana Parrella e le Videonarrazioni della documentarista Costanza Quatriglio. Naturalmente, in filigrana sarà sempre riconoscibile il pensiero di Carla Lonzi, le cui parole fungeranno nel corso del Festival da sottotraccia e costante ispirazione.

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