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Culture

di Alessandra Peluso

 

Feltrinelli

Leggere “Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia” (Feltrinelli) lascia attoniti sia per lo stile descrittivo ironico sia per una certezza che “se lo si vuole si può cambiare”.

Non ci sono dubbi in questo libro scritto da Giuseppe Rizzo, ma soltanto certezze, verità che riguardano una piccola cittadina della Sicilia: Lortica.

Si assiste a delle vicende che fanno venire in mente le storie raccontate dal grande Totò animate in un modo sbalorditivo creando con l'ironia uno strumento efficace per cercare di sconfiggere il male, o almeno tenerlo lontano.

È questa ironia che appartiene ai siciliani come per liberarsi da un dolore acuto, rasserena il sistema nervoso, lenisce i dolori. È necessaria per non pensare alle ristrettezze economiche, alle ingiustizie dei “pidocchi” - come li chiama l'autore, a sopravvivere e ad insegnare a vivere con una risata. Si apprende inoltre un'encomiabile lezione a tal proposito che è quella narrata nelle novelle di Pirandello, il quale da siciliano sapeva e conosceva i siciliani.

E lo sa bene anche Giuseppe Rizzo che da siciliano la espande chiaramente in questa coinvolgente narrazione come arma impugnata da un gruppo di amici trentenni Andrea detto Osso, Martina detta Pupetta, Marco detto Gaga che non tollerano l'ipocrisia, la falsità, la baldanza dei cosiddetti pidocchi, cioè di signorotti locali che si arrogano il potere di decidere il destino degli altri come quello della famiglia Bonanno, imponendo la propria volontà  di non fare aprire loro un negozio di fiori in cambio della vita.

Una connivenza tra sindaco del paese, il comandante dei carabinieri e i pidocchi. Quest'atteggiamento che i giovani di Lortica non tollerano più e cospirano ad organizzare una guerra lampo. Ora dirvi se riusciranno nel loro intento non è dato saperlo se non leggendo “Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia”, ciò che è necessario invece dire al lettore che si tratta di una storia avventurosa, ironica, divertente, che si legge animati dal grande desiderio di sconfiggere esseri spregevoli e di verificare se “La Sicilia non esiste”, o meglio un certo tipo di Sicilia, come scrive l'autore.

Giuseppe Rizzo sbalordisce per la trama e principalmente per la verità descritta in tono confidenziale, amichevole, come si farebbe ad un amico, senza porsi tanti problemi su orpelli e decori da aggiungere al contesto, passando una sorta di testimone l'esempio dei giovani di Lortica va seguito perché si può, si deve, è possibile, è un'esigenza, una necessità.

Si può cambiare se lo si vuole per ringraziare la Sicilia: una terra ricca di meraviglie, di gente onesta, rispettabile e non solo di disonesti, parassiti come i “pidocchi”. 

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia” consegna senza ombra di dubbio un'arma formidabile al lettore, potentissima - l'ironia - per riuscire a cogliere l'assurdo, il vano dell'esistenza, della realtà e ucciderlo creando una nuova verità, una nuova vita estrapolando l'essenza pura che è li in ogni essere umano, in ciascun siciliano, basta riconoscerla e farla propria per cambiare e imporre l'autenticità della vita e vederne chiaramente la bellezza.              

«Quando i tempi nuovi compariscono in un lontano orizzonte, la prima forma che li preannunzia, è l'ironia. Che cos'è l'ironia? È il sentimento della realtà, che si mette dirimpetto quel mondo già tanto venerato, e ride...» scrive Francesco De Sanctis ed aggiungerei ride amaramente affrontando una realtà che si può cambiare però se lo si vuole con decisione così come lo testimonia - con abilità destreggiandosi egregiamente nel racconto - l'autore Giuseppe Rizzo.

Tags:
“piccola guerra lampo per radere al suolo la sicilia”giuseppe rizzo
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