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Culture
Pieter Paul Rubens: umanesimo italiano e tradizione nordica

di Simonetta M. Rodinò

Nuovo appuntamento milanese natalizio con i capolavori dell'arte. La Sala Alessi di Palazzo Marino ospita da domani al 10 gennaio la tela di Rubens "L'Adorazione dei pastori".

E' la prima grande pala d'altare barocca in Italia. Creata alla fine del soggiorno italiano, in cui il pittore, tra il 1600 e il 1608 vive a Mantova, Genova e Roma. Sono anni intensi e ricchi d'incontri fondamentali per la sua formazione. A Mantova lavora per i Gonzaga, a Genova esegue i ritratti di alcuni membri delle famiglie patrizie, i Doria, gli Spinola, gli Imperiale…a Roma dipinge, tra gli altri, l'Altare Maggiore per la Chiesa Nuova degli Oratoriani.
In Italia studia Tintoretto e gli schemi compositivi di Tiziano, a Mantova conosce l'opera d Giulio Romano e a Roma copia i Profeti e le Sibille di Michelangelo nella Sistina.

"L'Adorazione dei pastori" è realizzata a trent'anni, nella fase della prima maturità: la pala si compone di elementi scenografici, così da offrire un effetto teatrale. Per la prima volta gli elementi barocchi della sua pittura si rendono percepibili.

Il dipinto gli viene commissionato per la chiesa di S. Filippo Neri nella città marchigiana di Fermo, nell'ultimo anno dunque della sua presenza nel nostro Paese e mentre si trova a Roma.

 "La memoria dell'opera nei secoli è stata tramandata soltanto da alcune antiche fonti locali, anche
per la sua collocazione appartata ed è stata quindi ignorata dagli studi specifici sul pittore. Solo nel
1927 Roberto Longhi nel corso di una sua visita a Fermo riconobbe la mano indubitabile di Rubens", spiega la curatrice Anna Lo Bianco

La grande tela celebra uno dei momenti più intimi e suggestivi della Natività, secondo la narrazione del Vangelo (Luca 2, 8-16), con una composizione dipinta a luce notturna, densa di bagliori in cui si stagliano le monumentali figure.

Protagonista della scena sembra essere il giovane pastore in primissimo piano, inginocchiato, dalla sfolgorante veste rossa, che indica la figura del Bambino, così da sottolineare il perno della tela, di cui egli occupa tutta la parte sinistra. Anche per questa figura centrale dell'opera, Rubens si è ispirato alla statuaria antica - maestosità delle membra e bellezza del volto classico -: è stato uno dei primi artisti a interpretare come citazioni i lavori realizzati dalle sculture classiche fino a Caravaggio.  E' proprio al grande genio milanese, di appena sei anni più anziano, che l'artista fiammingo guarda con interesse mutuandone il forte contrasto chiaroscurale e la densità delle ombre che lasciano improvvisamente scorgere sul quadro frammenti di colore.

"L'Adorazione dei pastori" di Fermo conclude dunque la sua esperienza sulla penisola. Un'opera autografa di notevole suggestione. Una sorta di saluto, anzi di addio all'Italia che a fine ottobre 1608 lascerà per Anversa.  Lì aprirà la sua bottega. Raggiungerà l'affermazione. Vi morirà nel 1640.

3 dicembre - 10 gennaio 2016
Sala Alessi - Palazzo Marino - Piazza della Scala 2 - Milano
Ingresso libero
Orari: tutti i giorni dalle 9.30 alle 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30);  Giovedì dalle 9.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 22.00)
Catalogo: Marsilio Editori
Info prenotazione riservato scuole e disabili tel. 800167619
www.comune.milano.it/rubens

 

Tags:
pieter paul rubens
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