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Culture
Popolare di Vicenza mette in mostra il patrimonio.Tiepolo e Tintoretto a Prato fino a gennaio

Capolavori che si incontrano”, l’esposizione che, grazie alla collaborazione con il Comune di Prato, viene
ospitata in questo autunno 2014 nella splendida nuova sede museale del Palazzo Pretorio, costituisce una
straordinaria occasione per la collezione pittorica della Banca Popolare di Vicenza.

Quella di un “incontro ravvicinato”, mai prima d’ora avvenuto, fra quasi novanta dipinti delle nostre raccolte, una quindicina dei quali per la prima volta presentati al pubblico.

Larga parte delle opere in mostra è esposta in permanenza a Vicenza nella pinacoteca di Palazzo Thiene,
sede storica del nostro istituto e capolavoro palladiano, patrimonio mondiale dell’UNESCO. A esse, in
questa speciale circostanza, si affiancano, in un suggestivo intreccio di temi e immagini, dipinti provenienti da altre sedi istituzionali della nostra Banca in Italia e all’estero: dal Palazzo degli Alberti di Prato, al Palazzo Luzzatti di Milano, alla Fabbrica della Luce di Palermo, alla sede romana di largo Tritone fino agli uffici di rappresentanza di New York e Mosca".

Gianni Zonin Presidente della Banca Popolare di Vicenza, utilizza queste parole nell'introdurre la grande mostra "Capolavori che si Incontrano "Bellini, Caravaggio, Tiepolo e i maestri della pittura toscana e veneta nella Collezione Banca Popolare di Vicenza".  

"Siamo convinti - aggiunge Zonin - che il valore più profondo di ogni capolavoro artistico risieda nel poter comunicare il suo messaggio culturale attraverso una circolazione diffusa, perché un bene culturale, ancorché privato, è un patrimonio dell’umanità di cui tutti e ovunque hanno il diritto di godere.

Patrimonio di tutti, è esattamente questo il concetto che ha ispirato il progetto di Banca Popolare di Vicenza e che ha dato vita alla Mostra unica nel suo genere, con l'intento di riunire il patromonio pittorico della Banca, offrendolo nella sua completezza e varietà al  pubblico.

Una rara sequenza di capolavori di Filippo Lippi, Bellini, Caravaggio, Tiepolo, Tintoretto, Jacopo Bassano, importantissime opere d’arte, alcune delle quali mai esposte finora al grande pubblico.

Una inizaitiva molto aprrezzata dalle istituzioni sia a livello locale come sottolinea il Sindaco di Prato Matteo Biffoni, sia al massimo livello come scrive nella prefazione Louis Godart Consigliere del Presidente della Repubblica Italiana per il patrimonio artistico "Consentire al più gran numero possibile di persone di ammirare le opere fondamentali dell’umanità e mettere il patrimonio culturale a disposizione di tutti gli uomini, favorendo così la creazione di nuovi capolavori, è una delle grandi sfide del terzo millennio".
 
Aperta il 5 ottobre, la mostra proseguirà fino al 6 gennaio 2015, nelle prestigiose sale del Museo di Palazzo Pretorio di Prato, proponendo un ampio panorama dell'arte toscana e veneta tra il '400 e il '700.

 

 

 

 

L'esposizione, a cura di Fernando Rigon, sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica Italiana e con il patrocinio della Regione Toscana, è promossa e organizzata dalla Banca Popolare di Vicenza e dal Comune di Prato. 

E lo stesso Fernando Rigon, scrive nell'introduzione alla mostra " La trasversalità della scienza iconografica che studia le immagini, quindi in definitiva i soggetti delle opere d’arte consente di avvicinare e far incontrare dipinti di differente scuola, di disparata epoca e origine e di eterogeneo livello qualitativo, grazie a comparazioni ricche di potenzialità conoscitive.    
Sul binario dell’immagine figurativa si snoda il percorso di questa mostra, avendo ad esteso panorama il nutrito patrimonio pittorico del gruppo Banca Popolare di Vicenza.     
All’interno di un orizzonte sufficientemente ampio da consentire agevolmente un’operazione del tipo di quella qui proposta, sono state portate in primo piano 86 tra tavole e tele, in prevalenza di maestri toscani e veneti dal ‘400 al '700, a costituire altrettante tappe iconografiche, snodate in sezioni e aggregate in “comprensori”, coincidenti   con le principali tematiche dell’arte occidentale dal Rinascimento  alla Rivoluzione francese".    

Quattro le sezioni in cui si articola l'esposizione delle 86 opere tra tavole e tele. 

La prima ruota intorno ai soggetti pittorici a tematica religiosa, con la Crocifissione di Giovanni Bellini o la Coronazione di Spine del Caravaggio e ancora la Madonna col Bambino e San Giovannino di Jacopo Bassano e quella di Filippo Lippi. 

La seconda sezione espone invece opere i cui soggetti affondano le radici nell'eredità culturale del mondo greco e romano. Fonte di ispirazione sono la mitologia e gli dei dell'Olimpo, gli eroi e i personaggi celebri dell'antichità classica, dall'Apollo di Cesare Dandini all' Entrata di Alessandro Magno in Babilonia di Gaspare Diziani. 

La terza sezione, dedicata al ritratto, che passa in rassegna le opere toscane e venete, soprattutto del Rinascimento, con due approfondimenti riservati ai ritratti ufficiali della Serenissima e a quelli dei Santi, con opere di Santi di Tito e Tintoretto. 

La conclusiva quarta sezione è dedicata alla natura attraverso i dipinti di Zuccarelli, Zais, Chimenti, Scacciati.

Le collezioni d'arte della Banca Popolare di Vicenza sono custodite a Palazzo Thiene, opera del Palladio e sede storica della banca: non solo i dipinti della pinacoteca, con opere che arrivano fino al XIX secolo, ma anche sculture di Arturo Martini, la raccolta di stampe settecentesche dei Remondini e la collezione di ceramiche popolari venete dell'Ottocento nonchè la collezione di "Oselle veneziane", l'unica raccolta completa al mondo visibile al pubblico delle rare monete coniate dai dogi veneziani.

Per questa ultima collezione si è trattato di un ritorno a casa, in Veneto: le "Oselle" sono state raccolte in dieci anni di ricerca di un patrimonio che era prima disperso. Ma il recupero, anzi il "ritorno" delle opere d'arte, è uno dei fronti su cui è maggiormente impegnato l'istituto bancario, per tentare di ricomporre, almeno in parte, il patrimonio pittorico veneto andato disperso nei secoli nel mondo. In oltre 10 anni la Banca, attraverso l'iniziativa "Capolavori che ritornano", ha riportato in Veneto capolavori da ogni parte del mondo, spesso anche con modalità avventurose e sorprendenti. 

Ad esempio, una serie di recuperi sui mercati antiquari di mezzo mondo, ha consentito di far tornare a Vicenza una raccolta di dipinti di Carpioni, ritrovati in Spagna, Francia e Austria oltre a due capolavori di Jacopo e Francesco Bassano, uno ricomparso a Londra e l'altro a New York. 

Dall'estero sono state riportate in Italia quattro tele di Tintoretto, padre e figlio, provenienti da collezioni private europee e la "Testa di orientale" di Giandomenico Tiepolo. Tra gli ultimi recuperi il ritratto di Livia Barbiano di Belgioioso con la figlia Anna Leonora Sanvitale, il cosidetto "il ritratto delle sorprese": Anna Leonora Sanvitale nel 1576 andò in sposa a Giulio Thiene, erede della famiglia che aveva commissionato al Palladio proprio Palazzo Thiene, dove il dipinto è ora collocato.

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