Gian Arturo Ferrari: "Felice per Pennacchi. La Mondadori allo Strega va per vincere"

PREMIO STREGA E NON SOLO... / Gian Arturo Ferrari, presidente del nuovo Centro per il Libro ed ex direttore della Divisione Libri della Mondadori, sceglie Affaritaliani.it per commentare la serata finale dello Strega: "Sono contento per la vittoria di Pennacchi e della Mondadori. 'Canale Mussolini' era il miglior libro in cinquina. Non sono più io a guidare la Mondadori, ma sono convinto che si sia impegnata moltissimo, come sempre. La casa editrice di Segrate d'altronde non ha mai amato lo spirito di Pierre de Coubertin. L'importante è vincere, non certo partecipare!". E aggiunge: "No, non è vero che intendo lasciare la presidenza del Centro per il Libro...". Poi ammette: "Smentisco le dicerie. Non sono io l'autore del romanzo 'Desiderio' uscito per gli Oscar Mondadori. So benissimo chi è, ma non glielo posso dire. Posso solo rivelare che sono io l'Arthur De La Fer a cui il romanzo è dedicato...". L'INTERVISTA

Venerdì, 2 luglio 2010 - 10:37:00

di Antonio Prudenzano

gian arturo ferrari
Ferrari

IL GIORNO
DOPO LO STREGA...

 

PARLA IL PRESIDENTE

Strega/ Tullio De Mauro ad Affaritaliani.it: "Riforme del regolamento? Ci vuole pazienza...". L'intervista a tutto campo

Tullio de Mauro Strega
De Mauro

LA POLEMICA/ L'intervento in esclusiva su Affaritaliani.it di Stefano Mauri (Gems)

Stefano Mauri, sconfitto: "Non si vive di solo Strega. Noi non abbiamo i voti di scuderia di Rizzoli e Mondadori..."

 

"Purtroppo ieri, dopo tanti anni, non sono potuto essere presente alla serata finale dello Strega. Ma solo perché ero già impegnato a Venezia per fare un corso alla Fondazione Cini...". Ma Gian Arturo Ferrari, presidente del nuovo Centro per il Libro ed ex direttore della Divisione Libri della Mondadori, contattato telefonicamente da Affaritaliani.it, a proposito della vittoria di Antonio Pennacchi di ieri, ci tieni comunque a dire la sua: "Naturalmente sono molto contento. Penso che Pennacchi sia un grande scrittore, oltre che un personaggio che ispira simpatia. 'Canale Mussolini' (edito da Mondadori, ndr) era il miglior libro in cinquina".

Ferrari, come giudica la sconfitta bruciante della Rizzoli ("Acciaio" della strafavorita Silvia Avallone è arrivato secondo, ndr). Si diceva che la Mondadori quest'anno non si sarebbe "impegnata", e invece...
"Non sono più io a guidare la Mondadori, ma sono convinto che si sia impegnata moltissimo, come sempre. Sia quando c'ero io sia ora che il mio posto è stato preso da Riccardo Cavallero, la casa editrice di Segrate non ha mai amato lo spirito di Pierre de Coubertin. L'importante è vincere, non certo partecipare! Chi decide di partecipare allo Strega poi non può non impegnarsi... Ma ribadisco, la Mondadori ha rivinto lo Strega perché quello di Pennacchi era il libro migliore".

Mettiamoci lo Strega alle spalle. Gira voce che si sarebbe già stufato del suo nuovo ruolo alla presidenza del Centro per il Libro, sia per i tagli alla cultura in vista, sia per le lentezze burocratiche inevitabili in un ente governativo, e che per lei, abituato all'efficenza mondadoriana, sarebbero inaccettabili...
"Tutte fantasie. Smentisco totalmente. Ho accettato il ruolo e porterò avanti il lavoro. Tengo a mantenere gli impegni che assumo. Nonostante le difficoltà che ci sono, come è normale che sia".

A questo punto ci tolga un'ultima curiosità: gira un'altra voce sul suo conto, e cioè che avrebbe scritto lei "Desiderio", uscito alcune settimane fa per Mondadori (Oscar): un romanzo a firma di tale Riccardo Belnome, dedicato a un "certo" Arthur De La Fer ("editore sensibile quando chiede e terribile quando deve... (...) esperto, come pochi, di letteratura, ma forse non di quella erotica"...
"L'autore non sono io. So benissimo chi è ma non glielo posso dire. Posso solo rivelarle che sono io l'Arthur De La Fer a cui il romanzo è dedicato...".

 

2 luglio 2010: IL COMMENTO/ Strega, la rimonta di Pennacchi prevista da Affaritaliani.it...

di Antonio Prudenzano

Ma chi l'ha detto che

pennacchi
Antonio Pennacchi
Antonio Pennacchi non 'avrebbe potuto' vincere lo Strega 2010 (e che il supergruppo Mondadori, a sua volta, non 'avrebbe potuto' - né addirittura 'voluto'... - aggiudicarsi per la quarta volta consecutiva il premio letterario più famoso)? Questo il tema di un articolo pubblicato da Affaritaliani.it lo scorso 23 giugno (LEGGILO QUI), che raccoglieva le inevitabili indiscrezioni della vigilia e che anticipava la rimonta di Pennacchi auspicandone la vittoria (anche perché, e il pezzo in questione lo spiegava, la Mondadori non era affatto "ferma" come molti hanno scritto, ma dietro le quinte si stava muovendo con la consueta decisione e quindi non aveva alcuna intenzione di lasciare il trionfo ai rivali della Rizzoli come si era letto...). Sì perché  "Canale Mussolini", che ieri al Ninfeo di Villa Giulia a Roma ha battuto a sorpresa "Acciaio" (Rizzoli) della strafavorita della vigilia, la discussa Silvia Avallone (LEGGI QUI TUTTI I PARTICOLARI SULLA SERATA FINALE), era il libro più valido in cinquina (ma non il migliore testo di narrativa uscito in Italia nell'ultimo anno, sia ben chiaro). Nell'anno dei giovani e degli esordienti, quindi, vince l'unico non esordiente, il simpatico, controcorrente e soprattutto ottimo narratore Pennacchi. Ora arriveranno le polemiche, è naturale. Alla Rizzoli, dopo tutti gli investimenti di marketing (e non solo) fatti nei mesi scorsi, questa inattesa sconfitta (ma non per chi scrive) brucia e non poco, è inevitabile. Ma, se proprio si vogliono tirare in mezzo le "sporche" manovre dietro le quinte che negli anni hanno reso famoso il premio letterario italiano più discusso, allora la Mondadori, (così come la Rizzoli, senza dimenticare tutti gli altri gruppi editioriali più o meno grandi coinvolti in questa "guerra" all'ultimo voto), fa il suo mestiere, e lo fa meglio (non a caso è il gruppo editoriale italiano con la quota di mercato più ampia). Lo Strega è questo, purtroppo o per fortuna.

ALLA VIGILIA PARLA PETROCCHI, COORDINATORE ESECUTIVO DELLA FONDAZIONE BELLONCI. E AD AFFARITALIANI.IT RIVELA: "VORREI LA ROTAZIONE QUINQUENNALE DEGLI AMICI...". E ATTACCA IL DOCUMENTARIO DI CORTELLESSA...". CHE REPLICA SU AFFARITALIANI.IT

30/06/10

LA REPLICA DI CORTELLESSA A PETROCCHI SU AFFARITALIANI.IT

di Andrea Cortellessa (critico letterario)

Leggo con interesse le osservazioni di Stefano Petrocchi sul Premio Strega e condivido l'esigenza, da lui espressa, del profondo rinnovamento di un meccanismo che - al di là delle polemiche giornalistiche - a molti osservatori pare assai usurato e, in particolare, eccessivamente dipendente dai voleri delle grandi aziende editoriali. Naturalmente leggo con ancora maggiore interesse le sue considerazioni sul film prodotto da Raicinema del quale sono coautore con Luca Archibugi, «Senza scrittori» (e che, ripeto qui per la seconda volta, riguarda il Premio Strega solo per uno dei suoi cinque capitoli). Naturalmente ogni dissenso è lecito; soprattutto da chi, come responsabile della Fondazione Bellonci e coordinatore del Premio, si vede chiamato direttamente in causa. Solo vorrei precisare una cosa riguardo al titolo del film, che secondo Petrocchi finirebbe per «decretare la 'non esistenza' degli scrittori». Forse non ha seguito con attenzione le premesse del film, Petrocchi, altrimenti gli sarebbe evidente che il titolo si presenta esplicitamente come ironico e paradossale. In Italia infatti ogni anno vengono pubblicate decine di migliaia di novità librarie, e letteralmente non si contano gli esordi di poeti, narratori e saggisti. Il guaio è che la stragrande maggioranza di questi libri non vengono presi in considerazione né dai premi né dalla critica né dal pubblico; e la loro massa in continuo aumento è un effetto della sovrapproduzione da parte di un'industria editoriale che sempre più sembra pensare solo in termini di numeri (di copie vendute, di titoli in catalogo, di premi conseguiti, ecc.) prescindendo dalla qualità dei testi, e dunque dalla personalità concreta degli autori, che essa presenta sul mercato. Gli oggetti-libro a rapidissimo smercio e di pronto consumo, ormai, sembrano voler fare a meno, appunto, degli scrittori - senza i quali peraltro non esisterebbero. Purtroppo non condivido affatto il convincimento di Petrocchi, secondo il quale quest'anno «i romanzi in cinquina sono tutti di grande valore»; a me parrebbe più vicina al vero la formulazione contraria - e più in generale il parere della maggior parte dei critici letterari è stato assai severo, negli ultimi anni, nei confronti delle scelte dello Strega. Con ciò auspico vivamente che il radicale rinnovamento annunciato da Petrocchi possa far meglio combaciare le proposte di questa storica e un po' affaticata istituzione con l'evoluzione del gusto contemporaneo e gli orizzonti della ricerca letteraria viva: che nel nostro paese, in effetti, è tutt'altro che sopita. Auspico cioè che il prossimo film che verrà dedicato a quest'argomento potrà intitolarsi «Dalla parte degli scrittori».

L'INTERVISTA A SCARPA E LA REPLICA DI CORTELLESSA

Tiziano Scarpa ad Affaritaliani.it: "Allo Strega voto per Pavolini. E sul documentario di Cortellessa... LEGGI L'INTERVISTA AL VINCITORE DELLO STREGA NEL 2009 E LA REPLICA DEL CRITICO LETTERARIO ALLE SUE DICHIARAZIONI

LE ULTIME
SULLE STREGA...

RUMORS/ Il primo luglio si assegna il Premio Strega. Grandi favoriti la Avallone (Rizzoli) e Sorrentino (Feltrinelli). Ma secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it anche la Mondadori, al contrario di quanto si è detto, è pronta a giocarsela fino all'ultimo, tanto che Pennacchi "rischia" di spuntarla a sorpresa... Quarto dovrebbe arrivare Nucci (che può contare sui circa 40 voti del gruppo Gems), mentre Pavolini (nonostante il sostegno della Fandango di Procacci e Desiati) si dovrà accontentare del quinto posto... Un lapidario Stefano Mauri (Gems) ad Affaritaliani.it: "Lo Strega non è certo in premio 'metitocratico' nel senso nel quale intendono questa parola i lettori. L'anno scorso prima del premio Vitali aveva già venduto quanto tutti gli altri concorrenti messi assieme...". SCOPRI QUI TUTTE LE INDISCREZIONI DELL'ULTIMA ORA

 

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di Antonio Prudenzano

Alla vigilia dell'assegnazione dello Strega 2010, e nel bel mezzo delle polemiche per il documentario "Senza scrittori" del critico letterario Andrea Cortellessa e del regista Luca Archibugi, parla Stefano Petrocchi, coordinatore esecutivo del premio letterario italiano più noto e discusso, che sceglie Affaritaliani.it anche per rivelare in anteprima una possibile modifica al regolamento che riguarda gli Amici della Domenica...

avallone sorrentino pennacchi nucci pavolini
Nella foto sopra i finalisti dello Strega 2010:
da sinistra, la Avallone, Sorrentino, Pennacchi, Nucci e Pavolini

Petrocchi, partiamo dal documentario di Cortellessa. L'immagine del premio che ne viene fuori non è certo delle migliori...
"Il documentario si è avvalso dell'effetto traino dell'imminente serata finale dello Strega. C'è da dire che ormai alle polemiche sullo Strega siamo abituati, si sa che cominciano mesi prima e che sono diventate un vero e proprio genere giornalistico. Da un paio di anni la formula è la seguente: prima arrivano le polemiche sui libri che non concorrono allo Strega e poi quelle sul vincitore annunciato, che di solito poi risulta un altro... La verità è che ultimamente molti squali si attaccano allo Strega nel corso della traversata, e noi ogni anno dobbiamo cercare di portare a casa il pesce più o meno integro... Tornando al documentario, lo scorso anno Cortellessa ha chiesto e ottenuto il permesso per riprendere la serata finale. Mi sono state anche rivolte un paio di domande, che poi non sono finite nella versione finale probabilmente perché giudicate poco interessanti. Di sicuro, non mi aspettavo una centralità del premio nel discorso che il documentario ha poi sviluppato. Non condivido il punto di vista che emerge, che rischia di essere poco aderente alla realtà. E non sono d'accordo con l'immagine estremamente negativa dell'ambiente culturale italiano che viene data. Non mi sono nemmeno piaciute certe musiche di commento alle parole di Antonio Franchini. Più che al paragone con Michael Moore, mi viene da fare quello con 'Striscia la notizia'..."

Nello specifico, cosa non le sta bene?
"Già il titolo, 'Senza scrittori', mi fa chiedere chi, oggi, è in grado di decretare la 'non esistenza' degli scrittori. Tanto per capirci, la nostra critica letteraria, oggi, può permetterselo? Da sempre il Premio Strega ha senso se i libri che premia, che devono essere di qualità, vengono letti anche dal grande pubblico e non solo dai 'lettori forti'. Un pubblico decisamente più ampio rispetto a quello a cui si rivolge il documentario... E in questo senso mi lascia perplesso anche la conclusione del documentario, ambientata nel ridente paesino di Topolò, in cui si svolge un festival letterario a cui il pubblico di massa non può prendere parte, altrimenti si guasta l'equilibrio. Sono certo che nella nicchia di Topolò accadano le splendide cose che racconta Cortellessa, ma non può diventare il metro di misura su cui valutare gli eventi culturali. In Italia i già pochi 'lettori forti' sono in costante erosione anagrafica, e c'è vitale bisogno di allargare la base dei lettori".

E veniamo al premio, guardando al futuro visto che sulla serata finale di domani sera al Ninfeo di Villa Giulia è già stato detto fin troppo. Che novità potrebbe arrivare a livello di regolamento a partire dalla prossima edizione?
"Premesso che già a metà degli anni '60 gli Amici della Domenica chiedevano una riforma del regolamento del premio, e negli archivi abbiamo trovato numerose lettere a questo proposito, e premesso che a mio avviso lo Strega funziona già bene così e che l'introduzione dei 30 'lettori forti' votanti risulterà decisiva per la vittoria domani, posso anticipare che, pur dovendoci ancora riunire per discuterne, mi piacerebbe far ruotare ogni 5 anni parte degli Amici della Domenica. Mi spiego:  il voto dei giurati è sempre stato vitalizio. Secondo me ciò è abbastanza anacronistico. Introdurre una rotazione quinquennale potrebbe essere una misura adeguata. Ogni anno la lista degli Amici viene rinnovata, sostituendo chi rinuncia e chi viene a mancare. In media ci sono circa 10 nuovi Amici all'anno. Quest'anno, oltre ai 30 'lettori forti', ci sono stati ben venti nuovi ingressi, ma è stato un caso. In pratica ogni cinque anni il comitato direttivo del premio potrebbe fare una specie di tagliando alla giuria, in modo da garantire di volta in volta una maggiore rappresentatività rispetto al mondo culturale italiano. In questo modo, ripeto, ogni cinque anni l'incarico potrebbe essere rinnovato oppure no. Per dare l'idea, va detto che dal 1990 al 2010 è stata rinnovata praticamente metà giuria: sono entrati 200 nuovi Amici. In futuro il rinnovamento potrebbe essere decisamente più ampio e rapido".

Ieri Tiziano Scarpa, vincitore dello Strega l'anno scorso, ha dichiarato ad Affaritaliani.it che domani voterà per Pavolini. In futuro si può pensare di rendere pubblico il voto degli Amici?
"E' già successo nella storia dello Strega nel 1969, dopo le contestazioni del '68, ma l'innovazione durò poco perché tanti Amici se ne lamentarono minacciando di ritirarsi. Dubito che in futuro la formula del voto palese si possa riproporre, ma senz'altro è positivo quando un giurato dichiara pubblicamente per chi vota, perché si alimenta il dibattito culturale intorno ai libri in gara".

Tullio de Mauro Strega
Tullio De Mauro
E lei per chi vota domani sera?
"Il mio ruolo non mi consente di rendere pubblica la mia preferenza. Posso solo dire con certezza che i romanzi in cinquina sono tutti di grande valore".

Di recente si è parlato dei tagli del Governo agli enti culturali, che coinvolgerebbero anche lo Strega...
"Siamo in attesa di sapere cosa deciderà il ministro Bondi. Noi ogni anno con puntualità rendicontiamo e spieghiamo al Ministero le nostre attività annuali e l'uso che facciamo dei contributi. Esiste una tabella triennale degli istituti culturali nella quale noi siamo inseriti. La Fondazione Bellonci è sempre stata molto precisa in questo senso. Siamo fiduciosi".

Tullio De Mauro, presidente del comitato direttivo dello Strega e direttore e presidente del comitato scientifico della Fondazione Bellonci, resterà in carica anche per il prossimo triennio?
"Al momento del suo arrivo è stato lo stesso De Mauro a volere un incarico triennale e non più a vita come era stato prima di allora. A fine 2010 scade il suo mandato. Mi auguro che la carica di una personalità così autorevole e aperta venga rinnovata dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione".

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