Cesari & Repetti: "Nel futuro di Einaudi Stile Libero (anche) la teologa Veladiano". E Saviano...

ESCLUSIVA DI AFFARITALIANI.IT/ Severino Cesari e Paolo Repetti dal '96 si occupano della collana Stile Libero di Einaudi. Nell'intervista a tutto campo con Affaritaliani.it spiegano il restyling e anticipano le altre novità in arrivo: "Fin dalla nascita noi di Stile Libero abbiamo giocato in modo divertito e spudorato con il marchio Einaudi. Diventare indipendenti non sarebbe conveniente". E aggiungono: "Nel 2010 abbiamo pubblicato due esordienti molto importanti come Giorgio Falco e Antonella Lattanzi. All'inizio del 2011 lanceremo Mariapia Veladiano, una teologa, il suo libro si intitolerà 'La vita accanto'. Ci puntiamo molto...". Sui flop di questi primi 15 anni: "Ogni volta che abbiamo ascoltato troppo il mercato poi non è andata bene come si pensava. Ad esempio è successo con 'L'Agenda di Mr. Bean'...". Sul nuovo libro di Giuseppe Genna: "Ci ha presentato un progetto importante...". E rivelano: "Con Saviano stiamo discutendo della possibilità di fare in futuro un altro libro insieme. Sarebbe in ogni caso successivo a quello che dovrebbe pubblicare per Mondadori e a cui sta lavorando. Ma è ancora presto...". Cesari e Repetti parlano anche di e-book, stimoli professionali personali, concorrenza interna all'Einaudi e tendenze letterarie di ieri, oggi e domani... L'INTERVISTA

Mercoledì, 6 ottobre 2010 - 10:49:00

I PARTICOLARI SUL RESTYLING DI EINAUDI
STILE LIBERO

Il comunicato della casa editrice - Quindici anni fa nacque Stile libero, come collana di original in formato
tascabile, dentro i Tascabili Einaudi. Bianca ed essenziale, con la costola  gialla e i disegni di Pericoli. C’era Benigni, e subito dopo arrivarono
Simona  Vinci, Carlo Lucarelli, Niccolò Ammaniti e tanti altri. Qualche anno dopo  naquero i “Big”, di formato un po’ più grande, con Wu Ming, Edward Bunker, e  Romanzo criminale di De Cataldo tra i primi titoli. La collana cresceva, per  lettori più numerosi e diversi. I Big portarono con sé una piccola
rivoluzione  che ebbe un grande seguito non solo tra il pubblico, ma anche tra tanti
editori. Copertine tutte a colori, composte di pochi elementi semplici: non
piatte, ma che suggerivano il senso di una storia. I caratteri di autore e  titolo diventarono più grandi. La costola gialla rimase. Accanto ai Big  comparvero gli Extra, per titoli di saggi e di varia, i Noir, i Dvd… Stile  libero diventava un intero sistema editoriale, con collane diverse e quasi
70  novità all’anno.  Era tempo di cambiare di nuovo.  Fare editoria è sempre fare un piccolo passo nel futuro, e abbiamo allora  pensato che questo non era un problema, ma una buona occasione per
“ripensare”  Stile libero. Abbiamo studiato parecchio, con il giovane grafico Riccardo  Falcinelli (con il quale già impostammo i Big e che nei fatti è stato in  tutti  questi anni una sorta di art director di Stile libero) e con molte persone  della casa editrice. Il risultato è qualcosa che a noi sembra riprendere e
sviluppare gli antichi caposaldi: semplicità, intuitività, riconoscibilità.  Cerchiamo questa volta, sempre usando pochi elementi semplici, di far sì che  ogni copertina racconti il più possibile l’anima unica e singola di ogni  libro,  e al tempo stesso che i libri tra loro mantengano una riconoscibilità, un’aria  di famiglia.

Gli elementi del nuovo progetto:

1) Prima di tutto, un nuovo marchio. E’ il primo vero marchio di Stile libero. Prendiamo il cartiglio
rinascimentale del Giovio, il marchio Einaudi cioè, e lo ingrandiamo,  Ovvero,
lo rendiamo visibile in tutti i dettagli. Poi, come una mela,  lo dividiamo  in  due metà, non esattamente perfette. E accanto, nel carattere Franklin,  scriviamo: Stile libero.
2) Nuovi formati
- Il formato fondamentale della collana, il nuovo standard, nel quale faremo  uscire la maggior parte dei Big e degli Extra, è di quasi un centimetro più  alto e più largo di prima. C’è poi un secondo formato, un po’ più grande di un tascabile, nel quale  usciranno i Big e gli Extra di minor mole.
3) Iconografia delle copertine. La ricchezza visiva delle copertine di Stile libero cresce: accanto alle  foto  ricorreremo a un repertorio vasto e libero di illustratori e disegnatori, e
di archivi iconografici, anche storici e artistici, per dare a chi fa le  copertine  gli strumenti per arrivare alla migliore personalità possibile di ogni  singolo  libro.
4) Il carattere scelto è del tutto nuovo. Ha un’aria di famiglia con la  tradizione Einaudi, ma viene da oltreoceano. Si chiama Franklin. È caldo e  forte. Ed elegante.
5) La costola gialla
Quella, e come poteva essere diversamente? Rimane la stessa.
Il progetto di rinnovamento grafico ed editoriale è la piccola cassetta  degli  attrezzi – pochi e semplici, come è tradizione – per arrivare all’unico  libro  che conta: quello che stiamo per pubblicare, quello di cui innamorasi,  quello  da amare, quello che si vende e diventa catalogo. La nuova grafica verrà inaugurata da due libri importanti. Il nuovo romanzo
di  De Cataldo, I TRADITORI e il romanzo di Pynchon, VIZIO DI FORMA. E poi il  nuovo   Lucarelli, Michela Murgia, Aldo Nove, Luigi Garlando. E a metà novembre il romanzo di Niccolò Ammaniti, IO E TE inaugurerà il nuovo formato di Stile libero dedicato ai romanzi brevi.

AFFARITALIANI.IT INCONTRA GLI EDITOR DI NARRATIVA ITALIANA...

Antonio Franchini (editor degli italiani di Mondadori) si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it e rivela: "Il nuovo libro di Paolo Giordano? Potrebbe arrivare nel 2011... La moda mediatica degli esordienti? Passerà..."

"La 'nuova' Avallone? Sarà Barbara Di Gregorio...". Michele Rossi (editor Rizzoli) a tutto campo con Affaritaliani.it

Alice Di Stefano (editor responsabile degli italiani della Fazi) ad Affaritaliani.it: "Non sono raccomandata... E scrivo un libro sui difetti di mio marito Elido Fazi"

Lo scrittore & editor Mario Desiati ad Affaritaliani.it: "Vi racconto la collana di italiani ('Galleria', ndr) che curo per Fandango..."

Lo scrittore Nicola Lagioia racconta ad Affaritaliani.it la collana di culto 'Nichel' che cura per Minimum Fax

Jacopo De Michelis, editor della Marsilio, ad Affaritaliani.it: "La moda degli esordienti? Chi se ne lamenta è incoerente..."

Giulio Mozzi ad Affaritaliani.it: "Silvia Avallone? E' una scrittrice 'solida'... Il libro di D'Avenia? E' brutto..."

Con Alet gli "Iconoclasti" della nuova letteratura italiana. L'intervista di Affaritaliani.it a Giulia Belloni, la curatrice della nuova collana

Mario Bonaldi, editor degli italiani di Isbn, ad Affaritaliani.it: "Trovare scrittori italiani esordienti di qualità? Difficilissmo..."

Giulio Milani, (ri)fondatore, direttore ed editor di Transeuropa, ad Affaritaliani.it: "Cerchiamo di 'tradire creativamente' l'eredità di Pier Vittorio Tondelli. E sugli esordienti..."

Simone Caltabellota (ex direttore editoriale della Fazi, oggi a Elliot) ad Affaritaliani.it: "A lungo essere un editor ha bloccato il romanziere che è in me..."

Giacomo Papi (ex direttore editoriale Isbn, attuale consulente di Einaudi Stile Libero) ad Affaritaliani.it: "La letteratura italiana di oggi? Ambiziosa e autobiografica, dopo anni di minimalismo"

di Antonio Prudenzano

Dal 1996, l'accoppiata Severino Cesari-Paolo Repetti cura Einaudi Stile Libero, che definire semplicemente una collana della storica casa editrice torinese forse è riduttivo, vista la quantità e il successo dei titoli pubblicati ogni anno, per non parlare delle tendenze editoriali anticipate e, perché no, "cavalcate". In questi giorni Stile Libero ha cambiato volto. Del presente e soprattutto del futuro di questa "supercollana" Affaritaliani.it ha parlato con i due responsabili.

Paolo Repetti Severino Cesari Einaudi Stile Libero
Paolo Repetti e Severino Cesari

 

Il restyling di Stile Libero, che per la prima volta ha un suo marchio, è anche un passo verso il passaggio da collana di Einaudi a casa editrice a sè?
CESARI: "Vediamo che cosa comunica il marchio di Stile libero. Prima di tutto ingrandisce il bel cartiglio rinascimentale, l’ovale del Giovio, rendendo visibile i dettagli del segno,e quindi rinfrescandolo. Poi lo taglia in due metà, non esatte. L’insieme che si crea è del tutto nuovo. Dal tronco vivo e robusto nascono insomma rami nuovi. A parte la storia passata di Stile libero, potrebbe essere anche un'idea per l’editoria nei tempi futuri, quando forse il lettore avrà piacere di sentire di far parte, oltre che di un grande insieme, anche di un insieme relativamente più piccolo, su misura sua, e abbastanza omogeneo. Il grande insieme potrebbe essere formato di diversi insiemi più piccoli…”.
REPETTI: "No, anche perché non converrebbe a nessuno. Fin dalla nascita noi di Stile Libero abbiamo giocato in modo divertito e spudorato con il marchio Einaudi. Soprattutto all'inizio abbiamo cavalcato questo piccolo equivoco. Sul nuovo marchio di Stile Libero va anche detto che quello nuovo richiama in modo 'pop' quello storico della casa editrice, quindi resta la continuità".

Mariapia Veladiano
 Mariapia Veladiano

Capita spesso che vi 'contendiate' un libro con la casa madre Einaudi?
REPETTI: "In generale c'è una sana concorrenza interna. Allo stesso tempo il nostro percorso ormai si è ben delineato. Siamo partiti da una
prima fase in cui era evidente la ricerca di linguaggi underground, aggressivi, controcorrente... penso all'esplosione dei 'cannibali'. Poi Stile Libero è divenuto più laico e politeista… abbiamo dato voce a quel fenomeno letterario noto con la formula del 'New Italian Epic', che ha unito una galassia di libri apparentemente non legati da una poetica comune o da un manifesto, ma da una corrispondenza d'amorosi sensi anche se spesso gli autori non si conoscevano, e non si conoscono, tra loro. Parlo di grandi narrazioni di stampo realistico. Questi autori, che hanno un dna ben definito nella loro scrittura, non abbandoneranno così presto tale sguardo, a mio avviso destinato ad evolversi ma non a scomparire. C'è da aggiungere, poi, che Einaudi Stile Libero ha sempre fatto ricerca letteraria. Nel 2010 ci sono stati due esordienti molto importanti come Giorgio Falco e Antonella Lattanzi. All'inizio del 2011 la ricerca proseguirà. Lanceremo un'altra esordiente. Ha da poco vinto il premio Calvino, si chiama Mariapia Veladiano, è una teologa e il suo libro si intitolerà 'La vita accanto'...".
CESARI: "Paolo ha riassunto benissimo due anime che messe insieme fanno buona parte del dna di Stile libero. Che è nato proprio pensando di 'fare libro di ciò che ancora non è libro', e prima di tutto pensando dunque alle storie che aspettavano di essere ancora raccontate: quello che molti autori hanno riassunto nello slogan ormai antico della 'metà oscura' della società. E insieme a questo, Stile libero fin dall’inizio pensa a quella capacità della letteratura di rovesciare il mondo e farlo vedere sotto una luce nuova, che è poi la nascita di un nuovo autore, una voce nuova. Ma poiché è ovvio che questo alla fine è ciò che fanno tutti i buoni editori, quindi anche la Einaudi nel suo insieme, si tratta di vedere le cose anche con uno sguardo un poco più ampio. Quando si cercano nuove strade lo spazio aumenta per tutti, mentre se si percorrono sempre le stesse, l’entropia, o il traffico, aumentano, inevitabilmente".

giacomo papi
Giacomo Papi
Tra di voi litigate spesso?
CESARI: "Siamo sempre esposti, sempre alla ricerca, sia di modi più efficaci di comunicare, sia di autori e libri, come tutti: e come in tutti i gruppi di lavoro veri non si litiga per le idee, perché noi siamo molto orgogliosi di rivendicare che non abbiamo idee proprie: ma si discute invece anche ore e giorni per capire se quello che all’uno o all’altro è apparso come il nuovo miracoloso specifico, la Killer Application della letteratura mondiale, non è invece una sonora bufala… Questo coinvolge naturalmente in modi diversi tutto il gruppo di lavoro di Stile libero: Angela Tanfo, responsabile con Luca Briaco della straniera, Rosella Postorino, editor narrativa italiana; e si è aggiunto da due anni Giacomo Papi, tra saggi e varia. Ma discutiamo il più possibile tutti assieme, ed è òla cosa più simile a un litigio, ferile e creativo, che si conosca. Vorremmo solo il metallo che suona buono, buonissimo. E recentemente l’abbiamo trovato nel romanzo della Veladiano".
REPETTI: "Difficilmente, anche perché ci occupiamo di ambiti diversi. Severino è un notevolissimo editor e lavora più a contatto con gli autori. Io mi interesso più di marketing. E poi abbiamo caratteri diversi: io tendo a deprimermi se non ricevo trenta telefonate al giorno, lui se potesse terrebbe sempre il cellulare spento".

Qual è il bestseller di Stile Libero? E  la delusione?
REPETTI: "'Io non ho paura' di Niccolò Ammaniti è il successo maggiore, con circa un milione e mezzo di copie vendute. Quanto alle delusioni, devo ammettere che ogni volta che abbiamo ascoltato troppo il mercato poi non è andata bene come si pensava. Mi riferisco ad esempio a 'L'Agenda di Mr. Bean', che si è rivelata un flop".

michela murgia
Michela Murgia
Di solito Stile Libero 'anticipa' le tendenze dell'editoria. La prossima quale sarà?
CESARI: "Non riesco molto a vedere la letteratura e l’editoria in termini di 'tendenze'. Leggo tanto, anche romanzi allo stato germinale, autori ancora del tutto sconosciuti che non fanno riferimento a nulla, ma alla propria verità poetica o alle ferite aperte che sentono nel mondo, scegli tu, o qualunque cosa, e a volte d’improvviso 'senti' che quello sarà, è... una voce che non c’era. Poi può diventare qualunque cosa, anche una tendenza, ma solo a partire dalla qualità, dall’autenticità e dalla consapevolezza di ciò che quell’autore scrive. Una volta John Barth  scrisse sulla ‘letteratura dell’esaurimento”, e dieci anni dopo scrisse sulla 'letteratura della pienezza'… Tutto sembrava morto, e tutto rinacque".
REPETTI: "Dopo i linguaggi forti dei 'cannibali' c'è stato un lungo periodo di 'riflusso', in cui è tornata la narrazione 'classica'. Sono così arrivate scritture importanti spesso legate a una rivisitazione delle letterature nate in ambito regionale. Michela Murgia ne è l'emblema. L'interesse degli addetti ai lavori e dei lettori verso le sperimentazioni e il linguaggio antagonista è contemporeneamente diminuito. Una tendenza letteraria è qualcosa che si annusa, mentre al momento tendono a emergere singoli talenti letterari non legati a una tendenza. Finalmente è nata una nuova generazione di scrittori, che andrà confermandosi negli anni a venire: tra questi meritano senz'altro attenzione Nicola Lagioia, la stessa Silvia Avallone, Francesco Piccolo, la Murgia, i nostri scrittori legati al 'New Italian Epic' e i già citati Falco e Lattanzi...".

giuseppe genna
Genna

Se l'interesse per le sperimentazioni è finito, come mai nel 2011 pubblicherete il nuovo romanzo di Giuseppe Genna, che ha annunciato in una recente intervista ad Affaritaliani.it il suo passaggio a Stile Libero?
REPETTI: "Proprio perché pubblichiamo non solo seguendo il mercato. E poi perché non pubblichiamo neppure pensando ogni volta di inaugurare una nuova tendenza. Genna negli anni è maturato molto e ci ha presentato un progetto importante e convincente. Anche lo splendido libro di Mariapia Veladiano che uscirà a inizio 2011 non mira certo a inaugurare una nuova tendenza".

Credete nell'e-book?
REPETTI: "In Italia il processo sarà più lento rispetto a quello americano, ma naturalmente noi ci saremo sin da subito. I nostri primi libri digitali arriveranno da metà novembre e saranno il nuovo libro di Ammaniti e il nuovo di De Cataldo. In ogni caso, il libro cartaceo non scomparirà".

Dopo 15 anni di Stile Libero non avete voglia di cambiare aria?
REPETTI: "Finché avremo la libertà di far evolvere la collana e finché Stile Libero rimarrà un cantiere aperto, non vedo perché gli stimoli dovrebbero diminuire".

roberto saviano
Saviano
Si parla tanto del nuovo misterioso libro di Roberto Saviano. Non è che per caso lo pubblicherà Stile Libero...
REPETTI: "Con Saviano stiamo discutendo della possibilità di fare in futuro un altro libro insieme. Sarebbe in ogni caso successivo a quello che dovrebbe pubblicare per Mondadori e a cui sta lavorando. E' ancora molto presto, quindi".


 

LE COPERTINE DEI PROSSIMI LIBRI IN USCITA:

carlo lucarelli


 
niccolò ammaniti

decataldo

michela murgia

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