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Culture
Rome Indipendent Film Festival. A maggio la XIV edizione

A partire dalla prima edizione del 2002, il RIFF è diventato sempre di più un appuntamento seguito con interesse dal pubblico di Roma e un riferimento per i filmakers di tutto il mondo. In questi anni, infatti, il Riff ha ricevuto opere provenienti dai 5 continenti finendo col rappresentare un attento testimone delle direzioni e delle passioni del cinema
indipendente Una vocazione internazionale che ha trovato giusta espressione nella selezione delle pellicole (con il criterio di preferenza per le anteprime nazionali e internazionali). 

Non è stato quindi un caso che i lungometraggi vincitori delle ultime edizioni siano stati
film stranieri. Per citarne alcuni: lo statunitense “Self medicated” di Monty Lapica nel 2006; l’italo-statunitense “Punk Love” di Nick Lyon nel 2007; nel 2008 l’estone “The Class” di Imar Raag. 

Le ultime due edizioni del RIFF, vinte da due grandi registi come Steve McQueen con “Hunger” (2008) e Andrea Arnold con “Fish Tank”, hanno suscitato un particolare interesse da parte della critica e del pubblico. Un’anima internazionale che ha portato il RIFF a non chiudersi in una specifica tematica ma a fare del dialogo, della ricerca e della sperimentazione cinematografica l’identikit del festival.

Ogni anniversario, come questo decennale, porta con sé un bagaglio di emozioni. Un flusso emozionale che inizia con l’arrivo delle opere per la selezione (in media ogni anno sono oltre 1000) e cresce quando, in sala, si incontrano tanti personaggi, attori e registi, che rappresentano la realtà del cinema. 

guarda il video della conferenza stampa

 

 

Ma la maggiore gratificazione arriva quando i film selezionati al RIFF ottengono riconoscimenti e successi a livello internazionale. “West Bank Story” di Ari Sandel, ad esempio, un bellissimo corto selezionato nell’edizione del 2005, ha vinto l’Oscar come miglior cortometraggio nel 2007. Profumo di Oscar c’è stato anche per il film selezionato nel 2006, “Kiss by winter” di Sara Johnsen, candidato agli oscar per la Norvegia. 
L’edizione 2005 del festival ha visto come opening film “Omah”, un film sulla Real IRA di Pete Travis, il regista talentuoso che nel 2008 ha firmato con un cast stellare “Prospettive di un delitto”. Diversi sono stati i cortometraggi programmati che poi si sono visti assegnare i “David di donatello” come, tra gli altri, “Lotta Libera” di Stefano Viali, “Aria” di Claudio Noce e “Uerra” di Paolo Sassanelli Anche tra i documentari ci sono stati titoli importanti.

Per tutti il documentario “Crude” di Joe Berlinger che per primo rese pubblico il disastro ambientale causato dalla Chevron in Ecuador. E’ stato presentato in anteprima europea al RIFF nel 2008 ed è cronaca di poche settimane fa la condanna alla Chevron, anche grazie al rilievo internazionale della campagna di denuncia avviata proprio con “Crude”, al pagamento di 9 miliardi di dollari di risarcimento.

 

In questi dieci anni è cambiata la funzione del RIFF e dei Festival in generale come dimostra il loro proliferare. Ogni genere cinematografico ha i suoi appuntamenti, ogni cittadina promuove con alterno successo la sua kermesse. Nessuna critica al localismo, o allarme per un effetto inflazionistico piuttosto la presa di coscienza che è cambiata la mission: da pura ricerca o nicchia estetica, espressione di specifiche tensioni culturali, oggi i festival diventano un nuovo modo di distribuire i film. Opere che non hanno spazio in sala “rivivono” nei festival dove viene premiata la qualità rispetto alle logiche di mercato. 

Per questo da qualche anno, i festival fanno “circuito” alleandosi tra loro (sono oltre 50 quelli “amici” del RIFF) e non è raro vedere le pellicole migliori partecipare a 10 o 20 festival quasi a simulare l’uscita media in sala di una pellicola. Il Riff diventa “l’altro cinema”, quello indipendente (oggi ancora più di 10 anni fa), quello non strozzato dai monopoli, l’unico capace di dare risposte alle “domande” del pubblico Niente di strano,
quindi, se nell’ultima edizione i tre film che hanno ricevuto i RIFF Awards 2010 sono poi arrivati anche in sala: “Fish Tank” di Andrea Arnold (UK); “Amore liquido” di Marco Luca Cattaneo; “18 anni dopo” di Edoardo Leo.

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