Scienza/ Giulio Giorello commenta con Affaritaliani la scoperta del Cern

Mercoledì, 4 luglio 2012 - 09:19:00

di Virginia Perini

"I timori apocalittici di questi giorni sono infondati. E' la tragicità insita nell'uomo a trovare sempre il lato oscuro e misterioso degli avvenimenti. Una specie di masochismo...".

Giulio Giorello sorride, è quasi emozionato nel commentare con Affaritaliani.it la notizia arrivata dal Cern di Ginevra sull'esistenza del bosone di Higgs. Tutto è cominciato quando il Large Hadron Collider (LHC) ha visto il primo fascio di protoni compiere un giro completo nell'enorme anello di ben 27 Km situato a 100 metri di profondità. "Erano 15 anni che tutto il mondo aspettava l'accensione dell'acceleratore di particelle più grande del mondo e oggi finalmente ci siamo".

"La formazione di buchi neri nell'atmosfera è un processo abbastanza comune, non deve terrorizzare. La cosa eclatante è la tecnologia che sta dietro all'esperimento. L'acceleratore sprigiona un'energia mai raggiunta prima e, aldilà del risultato (cioè che si trovi o meno la fantomatica particella in grado di spiegare la formazione primigenia della materia), siamo di fronte a una rivoluzione".

 


Giulio Giorello

Una rivoluzione tecnologica quindi, oltre che scientifica?
"Esattamente. E' anche un punto di arrivo logico: infinitamente grande (l'universo) e infinitamente piccolo (le particelle prime) si sono congiunti. E su questo punto hanno passato notti insonni tutti i grandi filosofi e scienziati della storia".

La comunità scientifica era spaccata all'inizio sull'esperimento: Hawking aveva anche scommesso sul fallimento del tentativo, invece...
"La posizione di Hawking era molto interessante. Lui sosteneva che le probabilità di vedere per la prima volta il bosone di Higgs, cioè la particella in grado di spiegare come mai esiste la massa, fossero bassissime. Ma sosteneva anche che la non riuscita di questo tentativo fosse da valutare come una grande occasione per il progresso e la storia della scienza. Un po' perché è poetico essere continuamente sorpresi dalla natura, un po' perché, come diceva il grande Karl Popper, ogni "falsificazione" è una vittoria e un incentivo ad andare avanti con elementi sempre nuovi. Poi invece non è andata così".

 


Buchi neri
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Dobbiamo ricordare l'insegnamento popperiano allora?"Ho avuto la fortuna di lavorare con lui... Karl... Non lo dimenticherò mai, mi ha cambiato la forma mentis. Mi ha insegnato il vero metodo per arrivare a dei risultati. Il suo motto era: 'Quando le vostre idee sono messe in scacco, gioite'. Ed è davvero questo lo spirito giusto".

 




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