Il self-publishing di Mondadori/ Brugnatelli: "Una comunità in cui surfare divertendosi (gratis)". E sulle critiche...

"La versione 'base' sarà online tra poche settimane, e sarà la versione italiana di Writing Life, la piattaforma Kobo. Mentre per quella 'potenziata', molto più ricca quanto a funzionalità e basata su un’idea di self-publishing fortemente 'editoriale', ci sarà da aspettare qualche settimana di più". Edoardo Brugnatelli, già responsabile della collana Strade Blu, spiega ad Affaritaliani.it i dettagli sulla piattaforma per auto-pubblicarsi che Mondadori lancerà, dopo una lunga attesa, prima di Natale. "Intende offrire tantissimi spunti, stimoli, proposte per chi vuole cimentarsi con la scrittura a qualsiasi livello. Ma non sono previsti servizi a pagamento...". E spiega: "Naturalmente non penso assolutamente che il self-publishing esaurisca le possibili nuove funzioni e i possibili nuovi sviluppi dell’editoria nelle agitate acque del mondo digitale. Ma di certo è una dimensione da esplorare senza preclusioni o timori". Brugnatelli risponde alle tante critiche arrivate in questi mesi, e sottolinea: "Di fatto il self-publishing è una modalità di pubblicazione che può essere declinata nelle forme più diverse. E di forme negative ce ne sono a bizzeffe, come utilizzare il self-publishing per monetizzare i sogni di aspiranti scrittori più o meno frustrati, o per vendere illusioni di gloria, o peggio per svendere marchi dotati di una loro autorevolezza..." - L'INTERVISTA COMPLETA E LO SPECIALE "IL DIBATTITO SUL SELF-PUBLISHING"

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Per la Mondadori il lancio di Kobo è anche l'occasione per concretizzare il progetto legato al self-publishing di cui ormai si parla da mesi: prima di Natale la nuova piattaforma sarà online, come ha annunciato nei giorni scorsi il direttore generale libri trade Mondadori Riccardo Cavallero a Prima Comunicazione (qui). Affaritaliani.it ne ha parlato con l'editor Edoardo Brugnatelli, a cui è stato affidato il progetto, e che che già lo scorso febbraio ci aveva anticipato i primi dettagli  (qui l'intervista all'ex responsabile della collana Strade Blu, quella per cui è uscito, tra gli altri, 'Gomorra' di Roberto Saviano, ndr).

Brugnatelli, finalmente ci siamo: esattamente, quando sarà in rete la piattaforma Mondadori legata all'auto-pubblicazione?
"Esattamente non sono in grado di dirlo. Ma è questione di pochissime settimane, almeno per la versione base: la versione che si limita a rendere disponibile in italiano le funzionalità attualmente presenti sulla piattaforma originale di Kobo. Se invece parliamo della versione diciamo 'potenziata', molto più ricca quanto a funzionalità e basata su un’idea di self-publishing fortemente 'editoriale', allora ci sarà da aspettare qualche settimana di più".

Come si chiamerà la piattaforma?
"Come accennavo prima, la versione iniziale sarà la versione italiana di Writing Life (www.kobobooks.com/kobowritinglife), ma contiamo a brevissimo di offrire una piattaforma molto più ricca. Il nome? Appena lo avremo deciso lo faremo sapere, al momento ci sono parecchie proposte, parecchie idee. Come diceva il Grande Timoniere: 'grande è il disordine sotto il cielo'. Ma come dice Ricky Cavallero:  'vediamo di sbrigarci'...".

Cavallero è stato chiaro: per un aspirante scrittore auto-pubblicarsi tramite la vostra piattaforma non significherà avere accesso alla Mondadori. Quindi non siete interessati a scoprire nuovi autori attraverso il self-publishing?
"Vorrei fosse chiarissimo fin dall’inizio è che alla base del self-publishing di Mondadori c’è grosso modo questa idea: ciascuno di noi ha qualcosa da raccontare e allora vediamo di provare a raccontarlo, ma bene. Qui troverete gli spunti, l’ambiente, le competenze, gli stimoli per provarci. Per tentare di render più ricca, più articolata, migliore la storia che volete raccontare, per rendere più soddisfacente il libro che volete scrivere Qui NON si diventa autori Mondadori, qui si prova a migliorare le proprie capacità di scrittura e basta".

All'interno della vostra community, gli autori si potranno leggere e “giudicare” a vicenda?
"Tutte le persone che accederanno alla community – quindi autori e aspiranti autori ma anche semplicemente chi vorrà curiosare in questo campo-giochi/palestra per scrittori – potranno (anzi saranno incoraggiate a) giudicare, fornire consigli, suggerire. L’idea della community in fondo è proprio quella: un insieme di persone legate da una passione comune che si scambiano giudizi, che si aiutano a vicenda, che litigano appassionatamente su cosa vada bene e cosa no... Il patrimonio di conoscenze, sensibilità e stimoli di parecchie persone è – di norma – più ricco e variegato di quello di un singolo o di pochi".

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IL DIBATTITO SUL SELF-PUBLISHING...

 

Dagli Usa all'Italia i grandi editori puntano sul self-publishing. Nicola Lagioia: "Operazioni suicide". Giorgio Vasta: "Addio al filtro...". Paolo Sortino: "Il self-publishing e l'editoria tradizionale devono restare alternativi...". Le interviste, qui e qui

 

Mondadori guarda al futuro: "Siamo attenti (anche) al self-publishing e ai libri erotici al femminile...". Parla l'editor Giulia Ichino. Qui l'intervista pubblicata il 7 giugno 2012

 

Michele Rossi, responsabile della narrativa italiana Rizzoli, e il self-publishing... Qui l'intervista pubblicata l'8 maggio 2012
 

Alcide Pierantozzi: “Io, scrittore pubblicato, difendo il self-publishing”. Perché l'Editoria sta male... Qui l'intervento pubblicato il 21 marzo 2012

 

 

LO SPECIALE

Libri

 

Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni... Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria libraria

Almeno in una fase iniziale, nella piattaforma i testi saranno pubblicati esclusivamente in e-book perché, come ha spiegato Cavallero, nel self-publishing "l'edizione cartacea vuol dire solo vendere illusioni". E, tenuto conto che su Kobo il libro sarà leggibile gratuitamente, spetterà all'autore decidere se metterlo anche in vendita, "stabilendo il prezzo di copertina e facendosi carico del costo del codide Isbn", indispensabile per la commercializzazione. Ma offrirete un servizio di editing a pagamento a chi vorrà pubblicare il proprio e-book con la vostra piattaforma?
"La nostra piattaforma – ripeto – intende offrire tantissimi spunti, stimoli, proposte per chi vuole cimentarsi con la scrittura a qualsiasi  livello. Ma non sono previsti servizi a pagamento. Sarebbe proprio qualcosa di totalmente estraneo all’idea che abbiamo di self-publishing: un’occasione per creare una comunità di scrittori, aspiranti scrittori, coraggiosi perditempo, curiosi, volonterosi maestrini, geni in crisi di identità, eterni adolescenti e – perché no? - persone normali che condividono la passione per il gioco più bello e più difficile che ci sia: dare forma scritta alle proprie idee, ai propri incubi, alle proprie follie. Sono certo che da qualche parte nel mondo esistano campi giochi nei quali l’accesso all’altalena o allo scivolo sia a pagamento. Ma devono essere campi giochi abbastanza tristi e poco frequentati. L’unico esborso eventualmente da affrontare, per chi vorrà pubblicare sulla nostra piattaforma, sarà quello per l’attribuzione del codice Isbn, ma si tratta di una cifra nell’ordine di pochissimi euro".

E' una domanda che spesso le è stata posta in questi mesi in cui, in più occasioni, è stato chiamato a presentare il progetto e a discutere di self-publishing: una volta per tutte, cosa ci "guadagna" Mondadori? Solo la creazione di "una comunità, probabilmente non vastissima, ma altamente qualificata" e di cui come editori v'importa sapere cosa pensa e cosa vuole (non a caso, anche se il self-publishing farà parte della piattaforma di Kobo, i dati della comunità verranno gestiti direttamente da Segrate, ndr)? In pratica, vi interessa ottenere “informazioni” su questi aspiranti autori, che si suppone siano anche buoni lettori?
"L’editoria messa di fronte allo tsunami del digitale ha due possibili scelte. Una è quella di pensare che la propria barchetta di carta basterà a superare la tempesta... col piccolo inconveniente che quella che abbiamo di fronte non è una tempesta più o meno passeggera. L’altra scelta è quella di provare a salire sull’onda e di surfare. Il self-publishing è esattamente questo: una tavola da surf. E’ un modo per provare a vedere cosa può fare un protagonista importante dell’editoria come il gruppo Mondadori di fronte a una realtà nella quale hanno sempre meno senso i confini e i ruoli tradizionali. Naturalmente non penso assolutamente che il self-publishing esaurisca le possibili nuove funzioni e i possibili nuovi sviluppi dell’editoria nelle agitate acque del mondo digitale. Ma di certo è una dimensione da esplorare senza preclusioni o timori".

Spesso in questi mesi scrittori affermati, editori e addetti lavori hanno espresso pareri negati sul self-publishing. Visto che ormai in materia è un esperto, se la sente di spiegare, brevemente, perché l’arrivo della vostra piattaforma è una bella notizia per l’editoria italiana, alle prese con il rallentamente delle vendite e i timori per la rivoluzione digitale in atto?
“Il self publishing è uno nessuno e centomila. Di fatto è una modalità di pubblicazione che può essere declinata nelle forme più diverse. E di forme negative ce ne sono a bizzeffe: utilizzare il self-publishing per monetizzare i sogni di aspiranti scrittori più o meno frustrati, o per  vendere illusioni di gloria, o peggio per svendere marchi dotati di una loro autorevolezza. In questa prospettiva capisco e condivido le perplessità e i giudizi  contrari. La nostra idea di self-publishing – come temo di aver già ripetuto un po’ troppe volte per la pazienza di chi legge – è diversa e si basa sull’idea di uno spazio inclusivo, terribilmente serio in quanto terribilmente giocoso, aperto e condiviso, disordinatamente rigoroso. Come, tra l’altro, è normale visto che parliamo del luogo più aperto e potenzialmente inclusivo che ci sia: il Web. In una battuta: il nostro self-publishing  vuole rendere più agevole e divertente - per chiunque ne abbia il desiderio - l’accesso all’avventura di scrivere”.


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