Self-publishing/ Anche il ruolo degli agenti letterari cambierà... L'intervista a Tettamanti (Grandi&Associati)

Dopo gli interventi di Riccardo Cavallero (Mondadori) e Stefano Mauri (Gems), continua su Affaritaliani.it il dibattito sul self-publishing e gli scenari futuri per l'editoria libraria. Stefano Tettamanti, dell'agenzia letteraria Grandi&Associati, ci spiega: "Conosciamo bene il vasto universo potenzialmente interessato al self publishing. Chi vuole autopubblicarsi spesso è un critico severo di se stesso ed è il primo a richiedere un lavoro editoriale di esperti e specialisti sul proprio testo (...). Che continuino a farlo gli editori o lo facciano altri soggetti (editor, autori, agenti, librai...) non cambia la sostanza delle cose. Del resto i primi editori dell'era moderna non sono stati i librai?". E sul ruolo delle agenzie letterarie in futuro aggiunge: "Siamo dinamici e aperti. Ogni autore ha le sue specificità e le sue esigenze. Alcuni dei nostri che non sono mai stati presenti sul mercato anglo-americano, ad esempio, ci stanno chiedendo ultimamente di trovar loro le migliori condizioni per vedersi tradotti in e-book. E noi stiamo imparando a farlo, sfruttando le opportunità che il self publishing offre anche in questo senso...". E sui contratti legati agli e-book: "La nostra politica è stata sin dall'inizio quella di trattare con gli editori cartacei interessati la cessione dei diritti e-book e dove abbiamo trovato condizioni che ci sono parse soddisfacenti, cederli, per durate brevi e in qualche modo sperimentali, per ridiscuterle quando il quadro generale di riferimento sarà più chiaro a tutti". L'INTERVISTA E I PARTICOLARI SULLA DISCUSSIONE

I GRANDI GRUPPI SI SFIDANO SUL SELF-PUBLISHING/ GLI INTERVENTI DI CAVALLERO (MONDADORI) E MAURI (GEMS)...

"Pubblicarsi da solo un libro, pagando di tasca propria, era una cosa da poveretti. Ora non più. L'autopubblicazione è un elemento imprescindibile per gli editori. Stiamo studiando modi diversi di self-publishing. Nel prossimo futuro, un editore che non sarà coinvolto nel self-publishing non avrà autori". Intervistato da Prima Comunicazione, Riccardo Cavallero, direttore generale Libri Trade del gruppo Mondadori, ha annunciato sorprese in arrivo per il suo gruppo sul versante self-publishing. Stefano Mauri, presidente e Ad di Gems, con il suo gruppo organizza il torneo letterario "Io Scrittore", che già rappresenta una possibile evoluzione del self-publishing. E ad Affaritaliani.it spiega: "Se uno pensa che il lavoro dell'editore sia prendere un manoscritto e pubblicarlo così com'è fa bene a ritenere di non essere più necessario in futuro. Viceversa, se uno pensa che l'editore faccia compiere all'opera l'ultimo fondamentale miglio che la porta al successo, come le nostre case editrici dimostrano ogni anno portando in classifica decine di esordienti, ha ragione a pensare di avere un mestiere anche per il futuro e che il self-publishing sia solo una opzione in più e naturalmente benvenuta". E aggiunge: "Bob Young, il presidente di lulu.com (la più grande operazione di self-publishing online del mondo: pubblicano 10.000 novità al mese) a maggio mi ha detto: 'Se in 10 anni di attività non ci è capitato nessun bestseller esplosivo mentre sono esplosi tanti bestseller pubblicati da editori, significa che gli editori con il loro mestiere fanno la differenza'...". I PARTICOLARI E L'INTERVISTA A STEFANO MAURI

 

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di Antonio Prudenzano

Negli Stati Uniti tutto accade prima, nel bene e nel male. E così, quello che da noi viene da molti addetti ai lavori considerato il probabile futuro dell'editoria libraria, oltreoceano è già il presente. Qualche esempio: Amazon, il colosso di Seattle, ha appena annunciato che diventerà (anche) editore. Il primo libro, "Cuoco in 4 ore" del 34enne Tim Ferriss (che negli Stati Uniti è un "self help" molto noto) uscirà in versione cartacea e digitale nella primavera 2012 (qui i particolari). E in Italia quando accadrà? Per ora da noi Amazon non pare intenzionato a replicare scelta (anche perché è sbarcato da meno di un anno). Per ora...

Negli Usa una delle risposte degli editori tradizionali alla mossa di Amazon sarà il lancio, a brevissimo, di Bookish.com, nato dall'alleanza tra Hachette, Simon&Schuster e Penguin: si tratta di un sito (che funzionerà anche da libreria online) che punta a offrire notizie, interviste e recensioni (e non solo) per ottenere dai lettori iscritti informazioni sui propri gusti di lettura. L'obiettivo, quindi, è quello di proporre consigli personalizzati. In particolare, secondo le intenzioni, questa misteriosa piattaforma virtuale dedicata ai libri cercherà di "offrire ai lettori, dal neofita all’appassionato, un’esperienza personalizzata che li metta in contatto con i loro autori e libri preferiti, il tutto attraverso originali funzioni editoriali e strumenti inediti".

Nel frattempo, sempre negli Stati Uniti, nel mondo dei libri a passarsela peggio di tutti sembrano essere le catene di librerie tradizionali: dopo la clamorosa bancarotta di Borders (in queste ore 500 negozi stanno svuotando i magazzini offrendo ai clienti testi in svendita), anche Barnes&Noble sembra vicina all'inglorioso capitolo conclusivo: la catena, sommersa dai debiti, rischia la chiusura. Le saracinesche, in questo caso, potrebbero abbassarsi per 705 punti vendita sparsi per gli Stati Uniti. In Italia, invece, i librai aspettano settembre per capire se l'entrata in vigore della discusse legge Levi sul prezzo dei libri migliorerà la situazione.

Riccardo Cavallero Mondadori
Riccardo Cavallero
stefano mauri gems
Stefano Mauri
Anche l'editoria italiana, nonostante le sue lentezze, prova a guardare lontano. Quest'estate si è molto discusso sugli scenari futuri dell'editoria libraria.
E tra gli sviluppi più interessanti in prospettiva sembrano esserci quelli legati al self-publishing. Dopo l'intervista a Prima Comunicazione del direttore generale Libri Trade del gruppo Mondadori Riccardo Cavallero, e la risposta su Affaritaliani.it del presidente e Ad di Gems Stefano Mauri (i particolari sui due interventi nel box a destra, ndr), sul tema dell'autopubblicazione - che rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di sfida per i grandi gruppi nostrani - abbiamo sentito il parere dell'agente Stefano Tettamanti. Sì perché a breve anche il ruolo delle agenzie letterarie "rischia" di cambiare...

Stefano Tettamanti Grandi e Associati - Foto di Patrizia Travers
Stefano Tettamanti
Foto di Patrizia Traverso

La versione italiana del portale di self-publishing Lulu.com è tra quelle che fattura più al mondo. Ed è anche per questo che i nostri grandi gruppi editoriali si stanno muovendo su questo versante. In Italia sono decine di migliaia i libri in attesa di uscire dal cassetto, un business da non sottovalutare. Tettamanti, in prospettiva i portali di auto-pubblicazione potrebbero togliere spazi agli editori tradizionali?
"Alla Grandi&Associati abbiamo una lunga tradizione di lettura di aspiranti scrittori. Da più di vent'anni leggiamo, e valutiamo, naturalmente a pagamento, una media di 150/200 dattiloscritti all'anno, quasi esclusivamente di narrativa, quindi la nostra conoscenza dell'universo potenzialmente interessato al self publishing è piuttosto vasta. E abbiamo imparato che chi vuole autopubblicarsi spesso è un critico severo di se stesso ed è il primo a richiedere, con rigore e autoconsapevolezza, un lavoro editoriale di esperti e specialisti sul proprio testo. Tutti sanno distinguere un testo pensato per far contenti i nipotini o i nonni da un altro che non si pone limiti di “ascolto” e si rivolge alla potenzialmente infinita comunità dei lettori, ad un altro ancora con ambizioni letterarie pensato per un pubblico di appassionati o di specialisti. Mi pare che Cavallero e Mauri nelle loro interviste a Prima ComunicazioneAffari Italiani (vedi box a destra, ndr) centrino due temi ugualmente importanti sull'argomento: il cambiamento in atto (ma ormai da qualche anno, non da ieri) nel processo della produzione dei testi e della fruizione della lettura non può rinunciare all'enorme serbatoio dei lettori/scrittori/recensori e ai loro criteri di giudizio e gradimento; ma è anche vero che qualcuno lo 'sporco' lavoro editoriale deve pur continuar a farlo. È la stessa comunità di chi legge e di chi scrive a pretenderlo, in ogni ambito, più o meno letterario o più o meno commerciale.  Scegliere, correggere, tagliare, limare, modificare, adattare, preparare, discutere con l'autore, in una parola migliorare il testo perché venga letto e apprezzato dal maggior numero possibile di persone, è il mestiere dell'editore e sarà sempre necessario, insieme al lavoro postpubblicazione, su promozione e marketing, pur con diversi strumenti rispetto a quelli attuali. Che continuino a farlo gli editori come li abbiamo conosciuti fino a ieri, e li conosciamo ancora oggi, o lo facciano altri soggetti (editor, autori, agenti, librai...) non cambia la sostanza delle cose. Del resto i primi editori dell'era moderna non sono stati i librai?".

Quindi, in futuro, il ruolo di un'agenzia come la vostra cambierà, anche in relazione al tema dell'auto-pubblicazione? E in che modo?
"Ci siamo sempre sforzati di considerare il ruolo dell'agente in maniera dinamica e aperta. Non ci siamo mai visti, da quando siamo nati, quasi un quarto di secolo fa, come puri estensori di contratti, anche se siamo convinti che, a saperlo leggere, in un contratto editoriale siano considerati tutti i momenti della vita di un libro, di carta o digitale, dalla sua progettazione al suo invio al macero e anche oltre. Quello che ripetiamo sempre è che se rappresentiamo 100 scrittori, facciamo 100 mestieri diversi, offrendo 100 servizi diversi. Ogni autore ha le sue specificità e le sue esigenze, e oggi queste specificità ed esigenze stanno aumentando: se vogliamo continuare a rappresentarli dobbiamo saperci adattare alle loro richieste e saper rispondere alle loro domande. Alcuni dei nostri che non sono mai stati presenti sul mercato anglo-americano, ad esempio, ci stanno chiedendo ultimamente di trovar loro le migliori condizioni per vedersi tradotti in e-book. E noi stiamo imparando a farlo, sfruttando le opportunità che il self publishing offre anche in questo senso. Altri chiedono di essere assistiti nella pubblicazione on demand, o per la promozione presso i media, o per la partecipazione ai festival e agli eventi culturali. Siamo abituati a cambiare, anzi cambiare è nella nostra natura...".

E chiudiamo con il capitolo e-book: lei è l'agente numerosi affermati scrittori italiani (qui l'elenco completo). Gli autori che seguite hanno firmato i contratti per le versioni digitali dei propri libri?
"La nostra politica è stata sin dall'inizio quella di trattare con gli editori cartacei interessati la cessione dei diritti e-book e dove abbiamo trovato condizioni che ci sono parse soddisfacenti, cederli, per durate brevi e in qualche modo sperimentali, per ridiscuterle quando il quadro generale di riferimento sarà più chiaro a tutti. In Italia siamo ancora di fronte a numeri modesti, ma indubbiamente in crescita,  a quanto ci mostra Bookrepublic (nostro cliente per l'ufficio stampa con il quale stiamo sperimentando ambiti di collaborazione anche di ordine editoriale), anche se a ritmi meno accelerati di quelli d'oltreoceano. Così si continua a stare un po' alla finestra, anche se, ripeto, non c'è nessuna pregiudiziale a cedere i diritti per gli e-book a chi compra quelli cartacei di un'opera. Basta che offra il giusto all'autore".


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