Sempre più (creativi) italiani cercano spazio a Berlino: "Qui è premiata la voglia di mettersi in gioco"

IL REPORTAGE/ Mentre in Italia continua la fase recessiva e cresce la disoccupazione, in Germania le cose vanno diversamente. E a Berlino, in particolare, arrivano sempre più giovani italiani. Le storie di Valerio, Elena, Patrick, Elisa e dei molti altri italiani che abitano le strade della capitale tedesca raccontano di una città in cui le idee vengono ascoltate e la voglia di fare spesso premiata...

di Nicola Ricciardi

 

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Sono ormai diversi anni che noi, come la nostra economia, navighiamo in acque sempre più agitate. Ci stiamo quasi abituando a tempeste e mareggiate, ma ci sono ancora onde davanti alle quali non riusciamo a rimanere inermi o impassibili. E' il caso di venerdì scorso, quando l'Istat ha annunciato che il tasso di disoccupazione in Italia nel primo trimestre 2012 e’ salito al 10,9%, in crescita di 2,3 punti percentuali su base annua. Cosa si può fare trovandosi davanti a questo metaforico muro d'acqua, fatto di  posti di lavoro andati perduti? La soluzione scontata e' quella di accovacciarsi dietro al paravento di una crisi del lavoro ormai paneuropea (ad aprile il tasso di disoccupazione dell'area Euro ha raggiunto l' 11%, nuovo massimo storico dal lancio della valuta unica). Ma forse una soluzione più costruttiva potrebbe essere quella di non consolarsi guardando a chi naviga in cattive acque come noi, ma piuttosto gettare un occhio a chi rema controvento, come la Germania, dove il tasso grezzo di disoccupazione ha registrato ad aprile una ulteriore diminuzione di 0,2 punti percentuali, attestandosi al 7%. Tradotto in posti di lavoro significa 65.000 disoccupati in meno in un mese. Ci sono ovviamente logiche macroecononiche dietro questo dato. Ma ci sono anche tante piccole storie dalle quali potremmo imparare qualcosa. Storie italiane, o per meglio dire di italiani, che sono partiti  proprio per la Germania - in particolare per Berlino - con la speranza non solo di trovare ma addirittura di creare lavoro. E cultura. Oggi, nella capitale tedesca, risiedono regolarmente 16.000 italiani, circa il 15% arrivati dopo il 2005. Queste almeno le cifre ufficiali, che riguardano gli italiani con Anmeldung, ovvero la registrazione obbligatoria del domicilio. Le cifre ufficiose parlano di 50.000 connazionali: laureati, artisti e professionisti attirati da un modello di vita culturalmente più stimolante e da logiche cittadine premianti l'intraprendenza e l'ingegnosità.

Prendete ad esempio la storia di Valerio Bassan ed Elena Brenna, ventiseienni dalla provincia di Monza, trasferitisi a Berlino all'inizio dell'anno con un progetto ben definito: dar vita al primo ed unico quotidiano online in lingua italiana sulla città di Berlino (ilMitte.com). “Non sono partito con l'idea di trovare a Berlino un paradiso fatto e finito” - racconta Valerio -“tuttavia, speravo di riuscire ad interfacciarmi con una realtà diversa da quella che stavo lasciando in Italia, con maggiori opportunità e con più vitalità. Il progetto è appena all'inizio, ma abbiamo già un feedback molto positivo dalla comunità italiana che vive qui, sia a livello di visite che di interesse dimostrato.” L'entusiasmo e' ben riposto e condiviso anche da Elena: “Non ci aspettavamo un tale eco in così poco tempo, né di venire sommersi da complimenti, da richieste di collaborazione, da inviti ad eventi. Berlino non è solo la capitale europea delle start-up, ma lo è lei stessa una start-up: è qui che ti chiede di sfruttarla, usando la testa, idee precise e voglia di mettersi in gioco seriamente. Non sarà la città della finanza, dell'economia, della medicina - ma coloro che hanno idee forti, che stanno progettando una start-up per il web, o vogliono fare esperienza nel mondo dell'arte non dovrebbero avere dubbi su Berlino: è il posto giusto." Come racconta Elena, indubbiamente l'arte rappresenta una delle maggiori calamite di Berlino, capace di attrarre giovani talenti dai quattro angoli del mondo, Italia compresa. Gli artisti italiani in città, sono tanti, tantissimi. E non si parla solo di emergenti, ma di artisti acclamati a livello internazionale, come Monica Bonvicini.  O come Patrick Tuttofuoco, classe 1974, milanese di origine e da quattro anni residente a Berlino, dove ha deciso di coltivare e far crescere non solo la sua arte ma anche suo figlio Rio. Alla domanda se consiglierebbe o meno ad un giovane artista di venire a Berlino oggi in cerca di una galleria, risponde così: “Dipende dal lavoro del singolo artista - ci sono cose a cui viene dato poco spazio ma anche cose che posso evolvere incredibilmente qui. La comunità artistica italiana negli ultimi 5/6 anni e' cresciuta molto: c'e' ancora parecchio da fare ma ci sono già davvero tante realtà di rilievo animate proprio da italiani, come ad esempio la galleria di Isabella Bortolozzi o Supportico Lopez (il progetto curatoriale di Gigiotto del Vecchio e Stefania Palumbo, nato a Napoli nel 2003 e trasformatosi poi in galleria nel 2008, quando i due si sono trasferiti a Berlino)”.

Anche Elisa Oddone, classe 1983, si e' trasferita a Berlino quattro anni fa: "Rispetto a quando sono arrivata, oggi ho un occhio più critico nei confronti di alcuni processi in atto, come la dirompente gentrificazione (l'acquisto di beni immobili da parte di una fascia di popolazione benestante in una comunità meno ricca). Tuttavia, questa città e' ancora capace di offrire un livello di qualità della vita superiore a quello di molte altre metropoli europee". Elisa e’ arrivata qui per imparare una lingua che pensava le sarebbe tornata utile, “soprattutto considerato il numero esiguo di persone che parla tedesco correntemente e correttamente”. Questo l’incipit. Poi, grazie a passione e forza di volontà, in poco tempo e' passata dalla redazione tedesca del portale di informazione Euractv.de a quella dell'ANSA e infine a quella di Reuters International, dove oggi lavora (e nel frattempo sta anche imparando l’arabo). Le storie di Valerio, Elena, Patrick, Elisa e dei molti altri italiani che abitano le strade di Berlino raccontano di una città in cui le idee vengono ascoltate e la voglia di fare spesso premiata. Due aspetti in grado di attirare molti giovani che sempre di più - davanti al rischio vero o presunto di affogare - decidono di imbarcarsi verso la capitale tedesca con le loro idee come bagaglio. Ma anche due aspetti che, se coltivati a lungo termine, non e' escluso che possano incidere su quel tasso di disoccupazione che oggi ci spaventa e atterrisce.


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