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Culture

 

Quelli che… ma ora gli scrittori in tv "funzionano"? Dalla Cabello sfilano gli autori (e si divertono)...

Il salotto "istituzionale" e politicamente corretto di Fabio Fazio a "Che tempo che fa" (Rai3). Le “Invasioni barbariche” di Daria Bignardi, dove gli ospiti rivelano lati di sè poco noti, ma devono portare con sè una "storia". "Bookstore", l’approfondimento culturale di La7; e ancora "Billy", la rubrica "letteraria" del Tg1. Nel panorama tv gli spazi per gli scrittori sono pochi ma non pochissimi. E ora se ne aggiunge anche uno nuovo (in realtà storico): si tratta di "Quelli che...", che sempre più spesso ospita scrittori (o, meglio, "autori di libri"). Nell’ultima puntata ce n'erano addirittura 5 disposti a scherzare e a farsi prendere in giro da Victoria Cabello e dal Trio Medusa: Enrico Brizzi, Marco Marsullo, Giampaolo Morelli (meglio noto come l’attore che ha dato il volto all’Ispettore Coliandro), Flavio Soriga e la "rivelazione" Ernest van der Kwast... - Leggi l'analisi di Affaritaliani.it (pubblicata l’11 febbraio 2013)

 

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Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni... Su Affaritaliani.it tutto (e prima) sull'editoria libraria

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Raccontare una storia di dolore e rinascita, in prima persona o attraverso la “mediazione” di uno scrittore. Una narrazione forte, commovente, che catturi dalle prime frasi. Negli ultimi anni nelle librerie italiane sono aumentati i testi di questo tipo, tanto da dar vita a una tendenza editoriale (che si riscontra anche all’estero) particolarmente apprezzata dal pubblico e dall’industria cinematografica (che sempre più spesso porta sul grande schermo storie di questo tipo). Libri che i più cinici “marchiano” come strappalacrime e consolatori ma che, cifre alla mano, spesso diventano casi letterari da decine di migliaia di copie, anche grazie al passaparola e alle apparizioni in tv. E si tratta di un fenomeno (presente anche all’estero) che riguarda sia i grandi editori sia i marchi indipendenti. Del resto, la “storia vera” attrae da sempre i lettori, che del resto quando hanno davanti uno scrittore, tendono a porre quasi sempre le stesse due domande:  ma è lei il protagonista del libro? Il suo romanzo è autobiografico? Ogni autore è abituato a sentirselo chiedere, e ha la sua risposta pronta (spesso poco sincera…).

Fulvio Ervas

FULVIO ERVAS - Ma facciamo qualche esempio di libri di autori italiani (la lista completa sarebbe troppo lunga, soprattutto se dovessimo considerare anche i testi di autori stranieri…) legati a questa tendenza: “Se ti abbraccio non aver paura” (Marcos y Marcos) di Fulvio Ervas è stato uno dei casi editoriali più importanti del 2012, e anche in questo inizio di 2013 è in alto in classifica. Lo scrittore veneto (giallista sopraffino) ha fatto da “mediatore”, raccontando la storia (verissima), che più emozionante non si può, di Franco Antonello e di suo figlio Andrea, autistico, che decidono di partire insieme: per tre mesi attraversano l’America, un’esperienza avventurosa e catartica che segnerà per sempre il loro rapporto.

FABIO GEDA - Prima di Ervas c’è stato un altro bravo “mediatore”, lo scrittore Fabio Geda, che nell’aprile 2010 ha pubblicato per Dalai "Nel mare ci sono i coccodrilli" (bestseller che diventerà un film, proprio come “Se ti abbraccio non aver paura”), che racconta la storia vera di Enaiatollah Akbari, un ragazzino scappato dall'Afghanistan, che dopo aver vissuto momenti difficilissimi è arrivato a Torino, dove ha ottenuto asilo politico ed è stato affidato a una famiglia che si è presa cura di lui. Un’altra storia vera che non può non tenere incollato il lettore alle pagine.

Massimo Gramellini Mauro VaMassimo Gramellini
- foto di Mauro Vallinotto

MASSIMO GRAMELLINI - Altro clamoroso (e discusso) successo del 2012 è stato “Fai bei sogni” (Longanesi) di Massimo Gramellini,  libro in cui il vice direttore de La Stampa (spesso in tv nei programmi di Fabio Fazio) fa i conti con la scoperta, tardiva e dunque causa di sensi di colpa, della verità sulla morte della madre, avvenuta quando lui era ancora un bambino. Un testo empatico e intenso. Circa un anno fa, proprio a proposito del libro di Gramellini, su Repubblica Stefano Bartezzaghi pubblicò un intervento dal titolo "Lacrime&bestseller - Quando il racconto del proprio dolore diventa un format", citando anche i casi, tra gli altri, di Emmanuel Carrère e Joan Didion. Un anno dopo, a quanto pare, la tendenza in libreria prosegue. Mentre forse deve essere ancora trovata la risposta a una domanda importante che pone Bartezzaghi: “(…) Nella patria di Giovanni Pascoli (morte del padre), di Carlo Emilio Gadda (morte del fratello e della madre) o più recentemente di Aldo Nove (morte dei genitori e adolescenza perduta nell'attraversamento del doppio trauma, ‘La vita oscena’, Einaudi Stile Libero) non è certo il fatto di raccontare un vasto e persistente dolore a poter apparire anomalo, o commercialmente sospetto. Del resto, di cosa dovrebbe occuparsi la letteratura? L'America e la Luna sono state scoperte, Atlantide non c'era, gli dèi se ne sono andati, gli Ufo non sono arrivati mai. Per dirla una volta in più con il Gadda saggista, finiti tutti i Viaggi possibili, l'altrove di cui resta da parlare è la Morte. Ma appunto, come farlo? Ed è possibile distinguere tra la letteratura e un'editoria del dolore, che dalla letteratura prescinda?”. Più avanti, nel suo intervento, Bartezzaghi aggiunge: “L'affinamento dell'industria del dolore prevede ora il libro come oggetto transizionale: scrivo il dolore, così in tv vado a parlare del libro”.

Amurri

LORENZO AMURRI – In queste settimane si parla molto di Lorenzo Amurri, figlio dello scrittore Antonio, che nel suo primo libro, avvincente, necessario e autobiografico "Apnea" (Fandango), racconta (non senza autoironia) il suo lento ritorno alla vita. Amurri, classe ’71, dopo un'adolescenza "rock 'n' roll" (da chitarrista metal) ha visto la sua vita cambiare a causa di un terribile incidente. Dopo il coma farmacologico e un’operazione di nove ore alla colonna vertebrale, ha perso completamente sensibilità e movimenti dai capezzoli in giù (qui i particolari sul libro e un estratto, in cui Lorenzo Amurri ammette di aver pensato, nei giorni più critici, a “estreme soluzioni”).

SIMONA SPARACO – Sta vendendo bene (proprio come il libro di Amurri) anche Nessuno sa di noi” (Giunti) di Simona Sparaco. Un’altra scrittrice che fa da mediatrice? Sì, ma qui siamo più dalle parti del romanzo: quello di Simona Sparaco tratta un tema delicatissimo, gli aborti terapeutici. Per scriverlo l’autrice ha incontrato tante donne che hanno sperimentato questo dolore, e a proposito del successo dei libri che trattano vicende emotivamente difficili a Vanity Fair ha spiegato che “è solo il silenzio a fare paura”, e che del “dolore bisogna prendersi cura… solo se lo si dimentica diventa un nemico”.

VITA COSENTINO – A fine marzo la casa editrice indipendente romana Nottetempo pubblicherà “Tam tam” di Vita Cosentino, mémoir sulla propria vita cambiata dalla malattia, e allo stesso tempo “diario di una resistenza”. L’autrice da oltre trent’anni fa parte del collettivo della Libreria delle Donne di Milano ed è nella redazione della rivista Via Dogana. Nel primo anniversario della scoperta della sua malattia invalidante (è stata ricoverata con una diagnosi di paraplegia incompleta) affronta un percorso complesso: dovrà imparare nuovamente, da adulta,  vestirsi, lavarsi… vivere. Scrive Luisa Muraro alla fine della prefazione: “(…) L’altra scoperta a me sembra più nuova e perciò più grande. La donna che racconta, e con il racconto si aiuta, inventa un’arte di vivere di cui non ho mai letto: lei lotta per rifarsi una vita salvando quella di prima, vale a dire per creare una continuità nella tremenda discontinuità del danno patito. Bisogna evitare perdite e sprechi, trovare risorse e rimedi, non creare doppioni, buttare via il superfluo, salvare il meglio. La chiamo arte perché esige, al tempo stesso, istinto e intelligenza, e si traduce in scelte, compromessi, invenzioni, giorno per giorno…”.

StefanoBaldi NewtonCompton

“3.0”, LA NUOVA COLLANA NEWTON COMPTON - Stefano Baldi, morto di tumore a 34 anni, ha finito di scrivere “Sia fatta la tua volontà” (il suo unico libro, già uscito per Pendragon) pochi giorni prima della sua scomparsa, nel 2009. Ora, il romanzo (ricco di elementi autobiografici e ironia pungente) torna in libreria per Newton Compton, nella nuova collana “3.0”, che proporrà "store vere e intense, oltre il genere, in cui ci si possa rispecchiare”. Un altro libro legato a questa tendenza, dunque.

DariaBignardi

PER DARIA BIGNARDI LA STORIA VERA NON BASTA…” - Daria Bignardi, scrittrice e conduttrice su La7 de Le Invasioni barbariche, ha invitato nel suo programma alcuni degli autori citati (il padre e il figlio protagonisti del libro di Ervas, Amurri, lo stesso Gramellini pochi giorni fa…). Al telefono con Affaritaliani.it parla del suo interesse (professionale e da lettrice) per questi libri: “Sì, ammetto che mi piacciono molto le storie vere. Ma credo anche che per avere successo i libri autobiografici debbano essere scritti bene. E non sempre è così. Sono senz’altro scritti molto bene i libri di Ervas, Amurri e Gramellini. Dubito che se la storia che ha raccontato in ‘Fai bei sogni’ non fosse stata sorretta da doti letterarie notevoli, avrebbe avuto tutto questo successo. Il lettore non si fa ingannare. Non si accontenta solo della storia coinvolgente”.

 

 

 

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