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Culture

di  Lucilla   Noviello
 

Nanni

Ci  poniamo sempre più spesso interrogativi che dalla storia quotidiana si innalzano verso temi più astratti, a volte su umanità lontane, altre su spiritualità riscoperte. Lo spettacolo L’Archivio, scritto e diretto da Claudio Morici, in scena al Teatro dell’Orologio di Roma dal 12 al 17 febbraio e poi in tourneè in tutta Italia, rappresenta proprio questo spostamento dell’asse morale, iconograficamente realizzato attraverso la discesa dei personaggi in un luogo che, somigliando a una polverosa ed enorme biblioteca sotterranea, vuole in realtà essere la rampa di lancio per un pensiero più elevato, di cui i libri simboleggiano, come materiale segno teatrale, la presenza. Sono tre uomini, coinvolti in questo percorso: tre persone comuni, mediamente sfortunate – o fortunate, secondo come vogliamo guardare il bicchiere, se mezzo pieno o mezzo vuoto. Tre attori molto bravi – Claudio Morici, Corrado Scalia e Fabio Chi a cui più tardi si aggiunge Beatrice Fazi.  Scambiano una conversazione a tratti ironica, a tratti vagamente drammatica, sul senso della loro vita e soprattutto sull’ultima azione – una fallita rapina – che li ha portati a rifugiarsi nei sotterranei di una ipotetica città: fogne, dentro le quali hanno trovato sale e sale piene di librerie e un custode in tight. Tre attori molto bravi che supportano a volte un testo troppo ripetitivo – che rischia perciò di svilire un messaggio chiaro fin dalle prime battute – in uno spettacolo mai impacciato che attraverso una sintesi maggiore avrebbe meglio focalizzato il tema, insieme mistico e materiale, dell’infinita piccolezza dell’esistenza. Avrebbe reso centrale il senso importante della comunicazione – sempre più perduta, ma ancora cercata, perché non c’è mai resa – nella scrittura continua delle storie e nel loro essere custodite, con la grazia di un personaggio, Sofia,  reso vivo da Beatrice Fazi. “Gli uomini chiamano caso quello che non capiscono” dirà ad un certo punto il Custode un personaggio che l’eccellenza dell’attore Nanni Candelari rende profondo e insieme delicato. Il caso è spesso un elemento inquietante, che questo spettacolo semplicemente sfiora, ma la cui eco resiste e sebbene la densità della scrittura avrebbe reso più incisivi i dialoghi, regia e attori hanno saputo agire anche laddove la parola era un eccessivo mormorio.

 

L’Archivio, scritto e diretto e interpretato da Claudio Morici. con Nanni Candelari, Fabio Chi, Corrado Scalia, Beatrice Fazi. Teatro dell’Orologio di Roma dal 12 al 17 febbraio e poi in tourneè

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"l’archivio"claudio morici

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