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Culture
Il teatro cambia volto. Arrivano i Magical afternoon di Cesare Catà

Contro la crisi del teatro arrivano i "Magical Afternoon". Si tratta delle lezioni-spettacolo ideate dal giovane filosofo Cesare Catà che si sono incentrate per ora su autrici della letteratura inglese e su William Shakespeare. Presentano un format del tutto nuovo, in cui si alternano momenti di lezione e parti recitate o lette da attori. A volte c’è anche un accompagnamento musicale, che rende la cosa più brillante e piacevole. Il tutto per uno spettacolo dinamico e vario, che dura circa un’ora e trenta. L'evento, di volta in volta, viene concepito come una sorta di "visita guidata" in un museo, nella quale l'opera che viene mostrata è però non un'opera visiva, bensì letteraria. Così, la lezione accompagna i "visitatori-spettatori" tra le pagine di Shakespeare, Virginia Woolf o Jane Austen, come si andrebbe in un museo a visionare dei quadri. Il format della lezione-spettacolo non si rivolge a un determinato target culturale, sociale o generazionale, ma vuole e deve giungere a tutti. Un gruppo di giovani e vari attori marchigiani si sta formando come compagnia attorno a questo progetto, provenendo da realtà associative e teatrali come le rinomate Scuole Proscenio e Perelandra. I "Magical Afternoon", che hanno per ora solcato i palcoscenici di vari teatri marchigiani si apprestano ora a proporre il format anche su scala nazionale.

Cesare Catà racconta l'iniziativa ad Affaritaliani.it

Come è nata l idea di questa iniziativa?

Mettendo insieme due forme artistiche ed espressive apparentemente distanti e diversi, come la conferenza filosofica e il reading teatrale. La molla è scattata, da un lato, nell'osservare la distanza che, nel teatro italiano di oggi, parrebbe essersi creata tra l'opera che viene portata in scena e il pubblico; il teatro, nella sua forma più originaria - ad esempio nelle vette raggiunte nel mondo attico o nell'era elisabettiana - deve essere qualcosa di reale, assolutamente decifrabile per il pubblico. Oggi invece, da noi, il teatro la maggior parte delle volte è o un divertissement, cioè un modo per poter trascorrere del tempo, o qualcosa di cui non si riesce a fruire pienamente, in quanto il senso del copione rimane nascosto (invece di essere rivelato) dietro le idee dei registi e le performance degli attori. L'introduzione di intermezzo didattico all'interno delle scene teatrali vuole colmare questo iato tra opera e pubblico. L'altra molla che mi è scattata per quest'idea riguarda invece la filosofia, e l'idea che essa sia per definizione qualcosa di pubblico, qualcosa di pop, che sin dai tempi di Socrate si fa nelle piazze, e non nel chiuso degli uffici dove gli Accademici l'hanno rinchiusa con i loro vuoti specialismi. Alla base dei Magical Afternoon c'è l'idea che il teatro e la filosofia, nell'attuale situazione civica, possano salvarsi la vita.

Qual è il suo carattere innovativo?

Si tratta di un format innovativo da più punti di vista, perché il versante spettacolare della messa in scena assume un valore didattico e la conferenza si esprime in una forma spettacolare. Il pubblico è così chiamato, in un prodotto unico nel suo genere, a compiere una sorta di "visita guidata" all'interno di un testo letterario o teatrale: gli spettatori sono condotti nei significati dell'opera, nella biografia dell'autore, nel contesto storico di riferimento, non diversamente da come, in un museo, si potrebbero ammirare dei quadri in modo migliore attraverso le parole di una guida.

Il teatro vive un momento di crisi economica e di pubblico. Come credi si possa risollevare?

Oggi il teatro italiano è pieno di grandi talenti e splendide professionalità, su tutto il territorio nazionale. Il problema è che esso è appiattito su due diverse derive: o nella mera riproposizione di personaggi televisivi sul palcoscenico; o negli egotrip di attori e registi che nel loro intellettualismo dimenticano il reale fine comunicativo dell'arte teatrale. Ciò che manca, a mio avviso, in Italia, è una struttura che regoli il mondo del teatro e tutte le professioni ad esso collegato, come accade invece in altri paesi europei. Inoltre, credo che all'origine del problema ci sia (come quasi sempre) la questione scolastica: invece di coinvolgere le scolaresche per andare a vedere degli spettacoli in una sorta di scampagnata per riempire le platee, bisognerebbe pensare il teatro come una materia scolastica e didattica. Lo spettatore di domani non potrà mai comprendere uno spettacolo, se l'alunno di oggi non apprende i linguaggi con cui si esprime…

Come scegli i diversi eventi e come vengono organizzati?

In ogni evento, raccontiamo una storia che ha la sua radice nella grande letteratura. Da un testo di Shakespeare o da un romanzo, costruisco un copione originale dividendo in sequenze e scene lo spettacolo, ogni sequenza è introdotta da un veloce momento didattico a introduzione del testo che si va ad ascoltare. Inoltre, una parte fondamentale del processo creativo è rappresentato dagli attori con cui realizzo i Magical Afternoon. Nelle Marche, attorno al Teatro di Porto San Giorgio, si è creato un gruppo di giovani e valentissimi attori, con cui costruiamo lo spettacolo. Le prove le facciamo in un Pub, in un'atmosfera un po' irlandese, e parlando, discutendo, recitando, cerchiamo insieme i significati del testo che poi verrà messi in scena durante lo spettacolo. Presto ci organizzeremo in una compagnia autonoma specializzata in questo tipo di lezionispettacolo, il cui nome sarà "San Giorgio Beach Shakespeare Company".

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