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BeatriceMasini Bompiani Ten

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

 

Autrice di libri per bambini e ragazzi tradotti in circa 20 Paesi (che le hanno fatto vincere numerosi premi,  e che le hanno permesso di concorrere allo Strega nel 2010 con il romanzo per adolescenti "Bambini nel bosco”) ed editor, Beatrice Masini torna in libreria, per Bompiani, con "Tentativi di botanica degli affetti", un romanzo ambientato nella Lombardia del primo '800. Affaritaliani.it ne ha parlato con l’autrice.

Dai libri per bambini e ragazzi a un romanzo per adulti. Com'è nato questo "salto"?
"Non è un salto, è un percorso parallelo e indipendente. Le storie per bambini e per ragazzi, soprattutto quelle per bambini, nascono con un loro preciso corredo di parole che cambia in base all’età del lettore. Questa storia ha avuto bisogno di timbri e ritmi da adulti, di uno sguardo a tutto campo fin da subito, quando un elemento classico da feuilleton, la vicenda del bambino abbandonato, ha cominciato a intrecciarsi con un interesse di lunga data per piante, fiori e giardini: subito dopo è nato il personaggio principale, e non era una bambina, ma una donna, dentro una storia di donne, amori, famiglie".

Il suo nuovo libro è un romanzo dalla atmosfere "classiche". Le pagine sono dominate da passioni, segreti familiari, inganni, e personaggi inquieti e curiosi. Come mai ha scelto di ambientarlo a inizio '800?
"È un periodo vivace, un tempo come sospeso, proiettato verso il futuro, in cui tutto può cambiare – e infatti poco dopo tutto cambierà. Lo scenario giusto per una protagonista come Bianca, giovane donna sola, indipendente, impulsiva, che sta cercando di scoprire il proprio disegno di vita – in senso stretto e più ampio".

La botanica del titolo, ovviamente, ha un ruolo non secondario nella trama: uno dei protagonisti, il poeta don Titta (circondato da numerose figure femminili, dalla madre, Donna Clara, a Bianca, la giovane ospite della sua villa nella campagna milanese), nel suo giardino ama coltivare piante esotiche. Anche lei è stata contagiata da una delle mode del momento, il giardinaggio, che negli ultimi anni trova sempre più spazio in libreria e in tv, oltre che, ovviamente, nella vita di molte italiane (e italiani)?
"Sono solo contenta se una passione come il giardinaggio si diffonde: occuparsi di altro da sé – un altro vivo - e coltivare l’arte della pazienza è importantissimo. Spero che non sia solo una moda ma una scoperta destinata a mettere radici in chi se ne lascia conquistare. Per me è un interesse letterario, nel senso che ho letto parecchio di giardinaggio – Russell Page, Gertrude Jekyll, i nostri Pejrone e Pera – e mi hanno sempre affascinato le Women of Flowers, le signore che nell'Ottocento dipingevano fiori con slancio e personalità. Mi occupo anche di un po’ di verde sul lago di Garda, dove passo le vacanze, ma vivendo a Milano posso farlo solo con piante molto robuste e indipendenti, rose, bulbi, arbusti, che non patiscono troppo le cure a intermittenza. Mi piacciono i giardini spettinati, comunque".

BeatriceMasini

"Tentativi di botanica degli affetti" è pensato anche per un pubblico internazionale? I diritti sono già stati acquisiti all’estero?
“No. Chissà...”.

Il libro potrebbe anche essere la base per una fiction tv di ambientazione storica, ci ha pensato?
“Sarebbe una bella idea, sì. Quando vedo queste facce luminose di giovani attrici italiane ogni tanto fantastico su quale sarebbe una Bianca perfetta”.

E veniamo alla sua attività di editor: dalla scorsa estate lei è la responsabile della narrativa straniera Rizzoli, ed è rimasta anche a capo dei libri per ragazzi Rizzoli. Come concilia l'attività di scrittrice e quella editoriale? L'abitudine a selezionare libri altrui la rende una "spietata" editor di se stessa in veste di narratrice?
"Scrivere e insieme fare i libri degli altri è un bel modo di lavorare: aiuta a guardare le proprie storie con distacco, a tenere alto e acuto lo spirito critico, ma anche a capire meglio che cosa passa per la testa di un autore e affiancarlo in modo discreto. Però quando scrivo sono sola con la mia storia: l’editor la lascio chiusa in redazione".

Siamo a inizio anno, e veniamo da un 2012 difficile per il mercato librario, segnato dal rallentamento delle vendite e dallo straordinario successo della trilogia sadomaso delle "Cinquanta sfumature". Quali saranno le principali tendenze del 2013 nella narrativa? Il target di riferimento, quello delle lettrici, da quali temi si lascerà affascinare?
"Vedo dilagare ancora per un po’ l’onda lunga del neoerotico, magari con un filo d’ironia in più rispetto ai grezzi epigoni delle Sfumature che circolano adesso, e poi mi figuro che le lettrici si affezionino - come sempre - a libri ricchi e intensi, che raccontano mondi e avventure del cuore e della mente: libri veri, che non inseguono le tendenze ma semmai le reinventano. Tracy Chevalier (è appena uscito un nuovo romanzo), Agnello Hornby: libri così, intendo".

Da narratrice, quali sono gli autori contemporanei che legge più volentieri?
"Hilary Mantel (quella di Wolf Hall ma anche di altri romanzi non pubblicati in Italia), Antonia Byatt, Marilynne Robinson, e poi certe formidabili vecchie signore come Diana Athill. Tra le uscite della scorsa annata ho amato molto Stoner di John Edward Williams e L’ultimo inverno di Paul Harding. L’ultimo libro letto che mi è piaciuto è Il dio di Gotham di Lyndsey Faye: un ritratto feroce e magnifico della New York di metà Ottocento. Amo molto anche gialli e thriller: i miei acquisti più recenti sono Michael Connelly e Ian Rankin, e sono sempre in attesa del prossimo Jo Nesbø".

A quando il suo prossimo libro per ragazzi?
"Non lo so".

Un'ultima curiosità: lei ha tradotto cinque libri della saga-bestseller di “Harry Potter” di J. K. Rowling, che è da poco tornata nelle librerie italiane, sempre per Salani, con il suo primo romanzo destinato a un pubblico adulto, "Il seggio vacante" ("The casual vacancy"), tradotto da Silvia Piraccini. Ha letto il romanzo? L'ha apprezzato? La Rowling la convince come narratrice per adulti?
"Sì, l’ho letto, e mi è piaciuto molto. Ho trovato complicato l’inizio, o forse, meglio, l’ingresso nel piccolo mondo crudele di Pagford, ma una volta dentro non ne vuoi più uscire. I protagonisti ragazzini, maschi e femmine, sono i meglio riusciti, così puri e assoluti nella loro dolorosa imperfezione. E che sollievo, un libro senza eroi".

Tags:
"tentativi di botanica degli affetti"bompianircs libririzzolibeatrice masinibeatrice masini intervista

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