Strega/ Tullio De Mauro ad Affaritaliani.it: "Riforme del regolamento? Ci vuole pazienza..."

ANTEPRIMA/ "Quello di Pennacchi è un ottimo libro, anche se non racconta 'l'altra parte...". Tullio De Mauro, presidente del Premio Strega, a tutto campo con Affaritaliani.it all'indomani della quarta vittoria consecutiva del gruppo Mondadori: "Rispondo con una battuta: non resta che chiudere la Mondadori! Le manovre dietro le quinte sono leggende metropolitane". E sulle riforme del regolamento: "Ci vogliono tempo e pazienza. Ma potrebbero esserci altri istituti italiani di cultura all'estero disposti ad aggregarsi... L'aumento dei 30 lettori 'forti'? Vedremo. La rotazione quinquennale degli Amici della Domenica? Non partirebbe certo dall'anno prossimo. E prima andrebbero avvisati i giurati...". L'INTERVISTA A DE MAURO

Venerdì, 2 luglio 2010 - 15:50:00

di Antonio Prudenzano

Tullio de Mauro Strega
Tullio De Mauro
Il giorno dopo il trionfo di Pennacchi con 'Canale Mussolini' (Mondadori), parla con Affaritaliani.it il presidente del Premio Strega Tullio De Mauro: "I libri in cinquina erano tutti interessanti. 'Canale Mussolini' è un grande romanzo, una storia nazionale, che coinvolge la memoria delle numerose famiglie venete portate con la forza nelle paludi pontine, non raccontando però l'altra parte. E cioè chi in quelle paludi ci viveva ed è stato estromesso. E non erano solo agrari, ma anche povera gente delle montagne. Quello di Pennacchi resta comunque un libro bellissimo".

Il migliore in cinquina?
"Forse. Per rispondere occorrerà far passare qualche anno. Deciderà il tempo".

De Mauro, per chi ha votato ieri?
"Renderlo noto pubblicamente non ha nessuna rilevanza, il mio è un voto come gli altri".

Tutti (o quasi) quest'anno si aspettavano la vittoria di un esordiente, e invece ha trionfato il navigato Pennacchi...
"Sorrentino è un esordiente per modo di dire, vista la sua notorietà nel mondo del cinema. La Avallone, invece, è un'esordiente vera, e ha sfiorato il successo. Anche il suo è un ottimo libro, del quale si parlerà ancora a lungo".

La favorita Avallone non si aspettava la sconfitta...
"Invece mi è parsa molto serena. Certo, se avesse vinto sarebbe stato meglio per lei. Sarà banale ma è così".

Stamattina Gian Arturo Ferrari (ex direttore della Divisione Libri Mondadori e attuale presidente del Centro per il Libro), tra le altre cose ha dichiarato ad Affaritaliani.it: "La Mondadori allo Strega va per vincere, non per partecipare. Da sempre" (QUI L'INTERVISTA A FERRARI). Sta di fatto che la Mondadori ha trionfato per il quarto anno consecutivo...
"Quella di Ferrari è una battuta simpatica. Io le rispondo con un'altra battuta: potremmo chiudere la Mondadori così non vince più...".

Sì, ma la battuta di Ferrari sottintende che le manovre dietro le quinte hanno ancora un ruolo decisivo. E' così?
"Sono leggende metropolitane, mi creda".

In futuro sono possibili riforme al regolamento del premio? Ad esempio, la rotazione degli Amici della Domenica e l'aumento del numero dei lettori 'forti' in giuria...
"Vedremo. C'è tempo e ci vuole pazienza. Il comitato direttivo ne discuterà. Potrebbero esserci altri istituti italiani di cultura all'estero disposti ad aggregarsi, ed altri voti collettivi. Quanto al possibile aumento del numero dei lettori 'forti', l'Associazione dei librai è stata la prima a essere prudente. Di sicuro ci sarà una rotazione dei 30 e negli anni potrebbe arrivare anche un progressivo allargamento. L'eventuale rotazione quinquennale degli Amici di cui si è parlato, invece, è solo una proposta e di sicuro non partirebbe l'anno prossimo. Gli Amici, eventualmente, andrebbero prima avvisati, non crede?".

Tra gli Amici non è rappresentato il web: non ci sono blogger letterari e responsabili di riviste culturali online. In futuro le cose cambieranno in questo senso?
"In giuria qualche nome legato al web già c'è. Non siamo affatto chiusi nei confronti di internet".

A fine anno si deciderà dell'eventuale rinnovo del suo incarico alla presidenza dello Strega per altri tre anni...
"Vedremo, non tocca a me decidere, ma eventualmente sono disponibile".

 

LO SPECIALE PREMIO STREGA:

IL GIORNO
DOPO LO STREGA...

PREMIO STREGA E POLEMICHE/ L'intervento in esclusiva su Affaritaliani.it di Stefano Mauri (Gems)

Stefano Mauri, sconfitto: "Non si vive di solo Strega. Noi non abbiamo i voti di scuderia di Rizzoli e Mondadori..."

PREMIO STREGA E NON SOLO... / Parla Gian Arturo Ferrari

Il presidente del nuovo Centro per il Libro ed ex direttore della Divisione Libri della Mondadori, sceglie Affaritaliani.it per commentare la serata finale dello Strega: "Sono contento per la vittoria di Pennacchi e della Mondadori. 'Canale Mussolini' era il miglior libro in cinquina. Non sono più io a guidare la Mondadori, ma sono convinto che si sia impegnata moltissimo, come sempre. La casa editrice di Segrate d'altronde non ha mai amato lo spirito di Pierre de Coubertin. L'importante è vincere, non certo partecipare!". E aggiunge: "No, non è vero che intendo lasciare la presidenza del Centro per il Libro...". Poi ammette: "Smentisco le dicerie. Non sono io l'autore del romanzo 'Desiderio' uscito per gli Oscar Mondadori. So benissimo chi è, ma non glielo posso dire. Posso solo rivelare che sono io l'Arthur De La Fer a cui il romanzo è dedicato...". LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA

pennacchi
Pennacchi

Antonio Pennacchi batte a sorpresa la strafavorita della vigilia Silvia Avallone, anche se la sintesi più azzeccata sarebbe: la Mondadori trionfa e se la gode (per il quarto anno consecutivo, altro che l'alternanza tanto attesa...), mentre per la Rizzoli è una sconfitta inattesa e pesantissima, dopo i grandi investimenti di marketing per "Acciaio" della Avallone (129 voti).

Lo Strega va dunque a  "Canale Mussolini" di Pennacchi, ben 133 voti. Pennacchi dedica la vittoria "a mio fratello Gianni e alla mia nipotina che è in arrivo". E sui quattro libri in cinquina sconfitti: "Sono quattro bei testi e in bocca al lupo ai più giovani".

Nell'anno dei giovani e degli esordienti, quindi, vince l'unico non esordiente, il simpatico Pennacchi. Meritatamente, in quanto, manovre dietro le quinte a parte, è sicuramente il libro più valido in cinquina (ma non il romanzo italiano più bello dell'anno, sia chiaro).  

Terzo posto per l'altro favorito, il regista Paolo Sorrentino, con "Hanno tutti ragione" (59 voti). Quarto Matteo Nucci con "Sono comuni le cose degli amici" (39 voti) e Lorenzo Pavolini con "Accanto alla tigre" (32 voti).

 

ALLA VIGILIA PARLA PETROCCHI, COORDINATORE ESECUTIVO DELLA FONDAZIONE BELLONCI. E AD AFFARITALIANI.IT RIVELA: "VORREI LA ROTAZIONE QUINQUENNALE DEGLI AMICI...". E ATTACCA IL DOCUMENTARIO DI CORTELLESSA...". CHE REPLICA SU AFFARITALIANI.IT

30/06/10

LA REPLICA DI CORTELLESSA A PETROCCHI SU AFFARITALIANI.IT

di Andrea Cortellessa (critico letterario)

Leggo con interesse le osservazioni di Stefano Petrocchi sul Premio Strega e condivido l'esigenza, da lui espressa, del profondo rinnovamento di un meccanismo che - al di là delle polemiche giornalistiche - a molti osservatori pare assai usurato e, in particolare, eccessivamente dipendente dai voleri delle grandi aziende editoriali. Naturalmente leggo con ancora maggiore interesse le sue considerazioni sul film prodotto da Raicinema del quale sono coautore con Luca Archibugi, «Senza scrittori» (e che, ripeto qui per la seconda volta, riguarda il Premio Strega solo per uno dei suoi cinque capitoli). Naturalmente ogni dissenso è lecito; soprattutto da chi, come responsabile della Fondazione Bellonci e coordinatore del Premio, si vede chiamato direttamente in causa. Solo vorrei precisare una cosa riguardo al titolo del film, che secondo Petrocchi finirebbe per «decretare la 'non esistenza' degli scrittori». Forse non ha seguito con attenzione le premesse del film, Petrocchi, altrimenti gli sarebbe evidente che il titolo si presenta esplicitamente come ironico e paradossale. In Italia infatti ogni anno vengono pubblicate decine di migliaia di novità librarie, e letteralmente non si contano gli esordi di poeti, narratori e saggisti. Il guaio è che la stragrande maggioranza di questi libri non vengono presi in considerazione né dai premi né dalla critica né dal pubblico; e la loro massa in continuo aumento è un effetto della sovrapproduzione da parte di un'industria editoriale che sempre più sembra pensare solo in termini di numeri (di copie vendute, di titoli in catalogo, di premi conseguiti, ecc.) prescindendo dalla qualità dei testi, e dunque dalla personalità concreta degli autori, che essa presenta sul mercato. Gli oggetti-libro a rapidissimo smercio e di pronto consumo, ormai, sembrano voler fare a meno, appunto, degli scrittori - senza i quali peraltro non esisterebbero. Purtroppo non condivido affatto il convincimento di Petrocchi, secondo il quale quest'anno «i romanzi in cinquina sono tutti di grande valore»; a me parrebbe più vicina al vero la formulazione contraria - e più in generale il parere della maggior parte dei critici letterari è stato assai severo, negli ultimi anni, nei confronti delle scelte dello Strega. Con ciò auspico vivamente che il radicale rinnovamento annunciato da Petrocchi possa far meglio combaciare le proposte di questa storica e un po' affaticata istituzione con l'evoluzione del gusto contemporaneo e gli orizzonti della ricerca letteraria viva: che nel nostro paese, in effetti, è tutt'altro che sopita. Auspico cioè che il prossimo film che verrà dedicato a quest'argomento potrà intitolarsi «Dalla parte degli scrittori».

L'INTERVISTA A SCARPA E LA REPLICA DI CORTELLESSA

Tiziano Scarpa ad Affaritaliani.it: "Allo Strega voto per Pavolini. E sul documentario di Cortellessa... LEGGI L'INTERVISTA AL VINCITORE DELLO STREGA NEL 2009 E LA REPLICA DEL CRITICO LETTERARIO ALLE SUE DICHIARAZIONI

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di Antonio Prudenzano

Alla vigilia dell'assegnazione dello Strega 2010, e nel bel mezzo delle polemiche per il documentario "Senza scrittori" del critico letterario Andrea Cortellessa e del regista Luca Archibugi, parla Stefano Petrocchi, coordinatore esecutivo del premio letterario italiano più noto e discusso, che sceglie Affaritaliani.it anche per rivelare in anteprima una possibile modifica al regolamento che riguarda gli Amici della Domenica...

Petrocchi, partiamo dal documentario di Cortellessa. L'immagine del premio che ne viene fuori non è certo delle migliori...
"Il documentario si è avvalso dell'effetto traino dell'imminente serata finale dello Strega. C'è da dire che ormai alle polemiche sullo Strega siamo abituati, si sa che cominciano mesi prima e che sono diventate un vero e proprio genere giornalistico. Da un paio di anni la formula è la seguente: prima arrivano le polemiche sui libri che non concorrono allo Strega e poi quelle sul vincitore annunciato, che di solito poi risulta un altro... La verità è che ultimamente molti squali si attaccano allo Strega nel corso della traversata, e noi ogni anno dobbiamo cercare di portare a casa il pesce più o meno integro... Tornando al documentario, lo scorso anno Cortellessa ha chiesto e ottenuto il permesso per riprendere la serata finale. Mi sono state anche rivolte un paio di domande, che poi non sono finite nella versione finale probabilmente perché giudicate poco interessanti. Di sicuro, non mi aspettavo una centralità del premio nel discorso che il documentario ha poi sviluppato. Non condivido il punto di vista che emerge, che rischia di essere poco aderente alla realtà. E non sono d'accordo con l'immagine estremamente negativa dell'ambiente culturale italiano che viene data. Non mi sono nemmeno piaciute certe musiche di commento alle parole di Antonio Franchini. Più che al paragone con Michael Moore, mi viene da fare quello con 'Striscia la notizia'..."

Nello specifico, cosa non le sta bene?
"Già il titolo, 'Senza scrittori', mi fa chiedere chi, oggi, è in grado di decretare la 'non esistenza' degli scrittori. Tanto per capirci, la nostra critica letteraria, oggi, può permetterselo? Da sempre il Premio Strega ha senso se i libri che premia, che devono essere di qualità, vengono letti anche dal grande pubblico e non solo dai 'lettori forti'. Un pubblico decisamente più ampio rispetto a quello a cui si rivolge il documentario... E in questo senso mi lascia perplesso anche la conclusione del documentario, ambientata nel ridente paesino di Topolò, in cui si svolge un festival letterario a cui il pubblico di massa non può prendere parte, altrimenti si guasta l'equilibrio. Sono certo che nella nicchia di Topolò accadano le splendide cose che racconta Cortellessa, ma non può diventare il metro di misura su cui valutare gli eventi culturali. In Italia i già pochi 'lettori forti' sono in costante erosione anagrafica, e c'è vitale bisogno di allargare la base dei lettori".

E veniamo al premio, guardando al futuro visto che sulla serata finale di domani sera al Ninfeo di Villa Giulia è già stato detto fin troppo. Che novità potrebbe arrivare a livello di regolamento a partire dalla prossima edizione?
"Premesso che già a metà degli anni '60 gli Amici della Domenica chiedevano una riforma del regolamento del premio, e negli archivi abbiamo trovato numerose lettere a questo proposito, e premesso che a mio avviso lo Strega funziona già bene così e che l'introduzione dei 30 'lettori forti' votanti risulterà decisiva per la vittoria domani, posso anticipare che, pur dovendoci ancora riunire per discuterne, mi piacerebbe far ruotare ogni 5 anni parte degli Amici della Domenica. Mi spiego:  il voto dei giurati è sempre stato vitalizio. Secondo me ciò è abbastanza anacronistico. Introdurre una rotazione quinquennale potrebbe essere una misura adeguata. Ogni anno la lista degli Amici viene rinnovata, sostituendo chi rinuncia e chi viene a mancare. In media ci sono circa 10 nuovi Amici all'anno. Quest'anno, oltre ai 30 'lettori forti', ci sono stati ben venti nuovi ingressi, ma è stato un caso. In pratica ogni cinque anni il comitato direttivo del premio potrebbe fare una specie di tagliando alla giuria, in modo da garantire di volta in volta una maggiore rappresentatività rispetto al mondo culturale italiano. In questo modo, ripeto, ogni cinque anni l'incarico potrebbe essere rinnovato oppure no. Per dare l'idea, va detto che dal 1990 al 2010 è stata rinnovata praticamente metà giuria: sono entrati 200 nuovi Amici. In futuro il rinnovamento potrebbe essere decisamente più ampio e rapido".

Ieri Tiziano Scarpa, vincitore dello Strega l'anno scorso, ha dichiarato ad Affaritaliani.it che domani voterà per Pavolini. In futuro si può pensare di rendere pubblico il voto degli Amici?
"E' già successo nella storia dello Strega nel 1969, dopo le contestazioni del '68, ma l'innovazione durò poco perché tanti Amici se ne lamentarono minacciando di ritirarsi. Dubito che in futuro la formula del voto palese si possa riproporre, ma senz'altro è positivo quando un giurato dichiara pubblicamente per chi vota, perché si alimenta il dibattito culturale intorno ai libri in gara".

E lei per chi vota domani sera?
"Il mio ruolo non mi consente di rendere pubblica la mia preferenza. Posso solo dire con certezza che i romanzi in cinquina sono tutti di grande valore".

Di recente si è parlato dei tagli del Governo agli enti culturali, che coinvolgerebbero anche lo Strega...
"Siamo in attesa di sapere cosa deciderà il ministro Bondi. Noi ogni anno con puntualità rendicontiamo e spieghiamo al Ministero le nostre attività annuali e l'uso che facciamo dei contributi. Esiste una tabella triennale degli istituti culturali nella quale noi siamo inseriti. La Fondazione Bellonci è sempre stata molto precisa in questo senso. Siamo fiduciosi".

Tullio De Mauro, presidente del comitato direttivo dello Strega e direttore e presidente del comitato scientifico della Fondazione Bellonci, resterà in carica anche per il prossimo triennio?
"Al momento del suo arrivo è stato lo stesso De Mauro a volere un incarico triennale e non più a vita come era stato prima di allora. A fine 2010 scade il suo mandato. Mi auguro che la carica di una personalità così autorevole e aperta venga rinnovata dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione".

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