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Rosenberg   Una breve sosta

La "breve  sosta" che dà il titolo a questo libro è quella del suo protagonista, Dawid, un giovane ebreo sopravvissuto al campo di sterminio. Dawid ormai non c’è più e, a distanza di anni, suo figlio, Göran cerca di farlo rivivere attraverso il ricordo, attraverso il potente strumento della parola e del racconto. Aggrappandosi con forza a qualsiasi traccia ne attesti l’esistenza, i giorni di gioia e quelli della tragedia indicibile, Göran ne ricostruisce il viaggio "di ritorno" da Auschwitz, il suo disperato  tentativo di riprendere a vivere in una cittadina svedese, perché come scrive l’autore «visto che i pochi rimasti in vita alla fine del viaggio raramente hanno seguito lo stess o tragitto, è facile che le strade di ritorno da Auschwitz scompaiano nell’oblio».

In "Una breve sosta nel viaggio da Auschwitz" (Ponte alle Grazie), tra  pagine di rabbia e di affetto, di commozione e indignazione, Rosenberg mantiene vivo fino all’ultimo il profondo dialogo con il padre, consegnandoci una storia solo apparentemente familiare, una storia che parla al cuore e alla mente dell’umanità intera, di ogni epoca e latitudine. Per  non dimenticare. Per non ripetere.

L’AUTORE - Nato a Södertälje nel 1948, Göran  Rosenberg è giornalista e scrittore. Il suo  Una breve  sosta nel viaggio da Auschwitz ha vinto nel 2012 il Premio August, il più importante riconocimento letterario in Svezia. Bestseller in patria, i suoi diritti di traduzione sono stati già venduti in altri nove paesi, tra cui Francia, Israele, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti.

SU AFFARITALIANI.IT UN ESTRATTO

(...)

Dunque dove sei salito sul treno? Ci sono così tante stazioni che nessuno si ricorda più. Così tanti posti che hanno cessato di esistere. Così tanti treni fra cui scegliere, tutti che si fermano troppo presto e per sempre. Quindi scelgo io per te. Decido che sali ad Auschwitz. Lo so che suona drammatico, persino a effetto, nel peggiore dei casi artificioso. Certo, non capita tutti i giorni di salire su un treno ad Auschwitz, perché di solito qui i treni si fermano troppo presto e per sempre. Naturalmente tu sei anche salito su un treno diretto ad Auschwitz. A pensarci bene, forse dovrei far cominciare il viaggio qui, alla stazione ferroviaria fuori dal ghetto di Łódź, alla fine di agosto del 1944. La data esatta della tua partenza è un frammento andato perduto. «Consegnato, eingeliefert, 26. VIII. 1944. Auschwitz», così c’è scritto su un elenco ritrovato nel campo di concentramento di ravensbrück nell’aprile del 1945. Si tratta di un elenco tedesco, composto dalle ss. Avranno recuperato la data da qualche parte, ma cosa significa «consegnato»? E quanti giorni sono passati dalla partenza alla consegna? Posso scrivere che sali a bordo di uno degli ultimi treni partiti dal ghetto di Łódź, diretti alla rampa di Auschwitzbirkenau?

(...)

 

 

Tags:
una breve sosta nel viaggio da auschwitzponte alle graziegöran rosenberggiornata della memoria

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