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METEOROPATIE, LO SPECIALE:

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Autunno, boom di depressioni. E' la 'sindrome da alluvione'

di Chiara Squaglia (www.meteogiuliacci.it)

L’inverno dal punto di vista meteorologico inizia ufficialmente il 1° dicembre, ma il freddo ovviamente non rispetta rigorosamente il calendario, sono infatti frequenti le ondate di freddo invernale anche nel mese novembre, proprio come è accaduto la settimana scorsa, quando la prima irruzione di aria artica ha fatto scendere le temperature su valori tipicamente invernali al Centronord, portandole nelle medie di metà dicembre.

Ed è stato solo un assaggio rispetto a ciò che accadrà proprio in questo inizio di settimana, quando l'arrivo di una nuova massa di aria artica porterà molto freddo in tutta Italia, con temperature tipiche di gennaio, neve fino a sfiorare le coste e le prime estese gelate mattutine. Insomma uno scenario non certo autunnale, bensì da inverno inoltrato!

I primi freddi sono in genere anche i più dannosi, perché l’organismo non è ancora rodato per approntare le necessarie contromisure. Ecco quindi la comparsa dei classici sintomi da “infreddatura” quali febbre inferiore a 38 gradi, raffreddore, debolezza e mal di testa, che spesso vengono scambiati per influenza.

Vi sono inoltre alcune parti del corpo che soffrono più di altre, in presenza di temperature rigide. Di fronte al freddo, infatti, i vasi sanguigni si restringono, onde limitare al massimo la dispersione del calore corporeo trasportato dal sangue (vasocostrizione). Questo può favorire, in coloro che hanno una difficile circolazione sanguigna, la formazione di emboli. Inoltre  si attiva un processo di termoregolazione, che porta il cuore ad aumentare la frequenza dei battiti e la sua gittata, per far arrivare più sangue alle zone maggiormente esposte al freddo, ovvero  quelle periferiche, quali mani, piedi e testa.

Ciò porta ad un aumento della pressione arteriosa, che può nuocere ai cardiopatici, agli anginosi e agli ipertesi. Per di più, se la temperatura corporea scende fino a 35 gradi, il sangue trasuda dalle pareti dei capillari, facendo diventare rosse  le parti esposte al freddo. Se tali condizioni si prolungano nel tempo, è facile che si formino geloni su mani e piedi e couperose sul viso.

Il freddo tuttavia ha anche molti effetti benèfici. In primo luogo fa bene  a  chi soffre di varici, flebiti o disturbi della circolazione linfatica; apporta molti benefici alla nostra pelle, tra cui quelli di restringere i pori e di favorire l’ossigenazione naturale delle cellule; induce inoltre ad uscire meno e stare chiusi nel calduccio delle nostre case, facendoci riassaporare gli affetti, per non parlare del fatto che tiene lontane le zanzare e tutti quei fastidiosi insetti che ci tormentano nelle calde notti d’estate.

Tra gli effetti benèfici più importanti delle basse temperature ci sono anche quello analgesico e quello metabolico, ovvero di rallentamento delle attività cellulari, in altre parole il freddo rallenta il processo di invecchiamento dei tessuti...è l'antiage per eccellenza. Il consiglio quindi è quello di proteggere le parti scoperte del nostro corpo con prodotti specifici e trascorrere più tempo possibile all'aria aperta, per rimanere giovani più a lungo!

 

Tags:
freddomalanniinfluenza
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