Durante i mondiali si fa meno sesso. E non solo per la “distrazione” costituita dall’accavallarsi delle partite, fino alle ore piccole. Si registra un aumento del 20 per cento di problemi di erezione tra i maschi italiani durante il torneo calcistico piu’ importante del pianeta. L’allarme viene da Francesco Sasso, urologo e andrologo all’Universita’ Cattolica di Roma. “I mondiali – spiega Sasso all’AGI – creano uno squilibrio sul piano degli orari, sfasano i ritmi, e inoltre si beve e si fuma di piu’. Aumentano i fattori di stress alimentare e gli stili di vita sbagliati, con effetti evidenti sulla capacita’ erettiva”. In sostanza, rivela l’urologo, “si fa meno sesso. Gli italiani passano le giornate con gli amici, si vive meno l’intimita’ con la partner, e si innescano problemi erettivi che magari erano gia’ latenti, e che diventano evidenti per tutti questi fattori”.
Il risultato, sintetizza Sasso, e’ che “come durante le partite dell’Italia si ferma il Paese, si chiudono i negozi, cosi’ si ferma la vita di relazione e il sesso. E’ un aspetto paradossale di un evento sportivo che invece dovrebbe dare gioia, piacere. Noi riscontriamo un +15-20% di pazienti che dopo i mondiali richiedono un aiuto e un supporto per problemi di natura sessuale, in particolare nella fascia di eta’ 45-55 anni”. E quando l’Italia esce dai giochi, il fenomeno cala, ma non del tutto: “In parte i problemi continuano”, spiega l’urologo. “E poi c’e’ una quota di pazienti nei quali la disfunzione erettile rimane un problema anche dopo il mondiale: per loro le difficolta’ durante il torneo erano un periodo sentinella per una patologia non ancora marcatamente dichiarata, che poi si manifesta anche dopo”.
