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Cura di sé
Trapianto capelli, la cura della calvizie va oltre l’autotrapianto

 

La caduta dei capelli, con conseguente diradamento e successiva calvizie, è un problema diffuso, che crea disagio, imbarazzo, complessi sia negli uomini che nelle donne. Se, infatti, è vero che è soprattutto il sesso maschile ad essere più colpito da questo disturbo che diventa inestetismo, le donne non possono però definirsi immuni.

Il diradamento è spesso provocato dalla alopecia, una malattia dei follicoli piliferi spesso ipersensibili agli ormoni maschili presenti nel sangue e in parte da fattori ambientali quali lo stress e la alimentazione

In ogni caso, indifferentemente da quali che siano le cause che portano uomini e donne a perdere una parte consistente della loro capigliatura, è importante sapere che attraverso diagnosi e tecnologie avanzate la cura per arrivare ad una soluzione più completa esiste.
 

Il trapianto di capelli è la cura della calvizie? Assolutamente no!

Il Trapianto Capelli è una tecnica di micro chirurgia estetica che copre un problema senza però risolverlo, è un ottima soluzione e funziona nella misura in cui il paziente abbia davvero seguito una cura avanzata e che sia stata bloccata l’evoluzione della patologia. L’autotrapianto di capelli si “limita” a spostare i capelli da una zona di prelievo (definita “donatrice”) a una zona di innesto colpita dalla perdita dei capelli, di fatto si limita a rinfoltire le zone glabre senza che, però, vi sia una reale soluzione della calvizie e una ricrescita di nuovi capelli protratta nel tempo. La maggior parte delle persone che si sono sottoposte ad autotrapianto di capelli hanno poi dovuto ripetere l’intervento da due a molteplici volte.

benefici box4 x2

La terapia che davvero può fare la differenza per ottenere una soluzione completa è data dalla Medicina Rigenerativa avanzata, si tratta del Protocollo non chirurgico bSBS (Advanced Regenerative Medicine Protocol and Genomic Analysis). L’associazione delle metodiche è definita la soluzione più avanzata della calvizie.

La rigenerazione cellulare dei bulbi piliferi ricettivi in fase di miniaturizzazione (che quindi rischiano l’atrofia), viene ottenuta tramite biostimolazione con cellule ad alta capacità rigenerativa (tra cui le staminali CD34+) ricavate dal sangue del paziente stesso, in modo del tutto indolore, rapido, non invasivo, privo di effetti collaterali. Questo nuovissimo protocollo anti calvizie viene utilizzato in Italia dal Gruppo Locorotondo HairClinic (presente fin dal 1972) capitanato dal dott. Mauro Conti responsabile di Medicina Rigenerativa del Gruppo.

E’ da lui che otteniamo le principali informazioni sul meccanismo che consente di interagire, al massimo delle possibilità oggi disponibili, il fenomeno del diradamento da alopecia.
 

Dott. Conti in breve può spiegare come funziona il Protocollo bSBS?

“L'azione terapeutica della bSBS è concentrata in una sola seduta non chirurgica di due ore e mezza circa. E' eseguita in sala operatoria solo per la massima sicurezza di sterilità offerta al paziente, ma non lascia alcun segno post sessione e la ripresa alla vita sociale è immediata”.

bSBS 3 benefici x2

Spiega il medico. L’idea di poter rinfoltire la propria chioma senza dover ricorrere all’autotrapianto potrebbe sembrare utopistica, ma non se si pensa che l’effetto ricrescita si ottiene attraverso il ricorso ad una tecnica di alta tecnologia medico-scientifica che di “miracolistico” non ha nulla. Ecco quello che accade durante la seduta di bSBS, spiegata step by step, dal dottor  Conti:

“Nel primo step viene utilizzato un particolare gruppo di cellule ad alta capacità rigenerativa tra cui le cellule staminali CD34 e piastrine giovani bioattive. Tali cellule, ottenute con un piccolo prelievo sanguigno dal paziente stesso, vengono “trattate” da un apposita apparecchiatura tecnologica di Separazione Cellulare prodotta da Cytomedix (azienda leader mondiale nella Medicina Rigenerativa) in grado di mantenerne inalterata la vitalità e, nel corso della medesima seduta, vengono immediatamente iniettate nelle aree di cute che lo necessitano.

Volendo aumentare questo potenziale rigenerativo, è possibile ricorrere ad un secondo step, che prevede l’utilizzo di ben tre gruppi cellulari, prelevati questa volta dal tessuto adiposo, e il cui insieme viene definito “nicchia stromale”: adipociti, periciti e cellule staminali mesenchimali. Un ulteriore e fondamentale step, infine, è quello della stimolazione dei fibroblasti nelle zone da trattare.

Grazie all’azione termica ed energetica di una sofisticata apparecchiatura in grado di agire in profondità, queste cellule fondamentali nella genesi e nello sviluppo del capello vengono sollecitate affinché aumentino la produzione di fattori di crescita (in particolare, l’FGF9), speciali proteine con funzione riparatrice e rigenerativa”. A tal proposito è recente una pubblicazione sui fibroblasti è apparsa a dicembre 2013 sulla rivista scientifica Nature.

Una volta ultimata l’unica seduta infiltrativa del Protocollo terapeutico bSBS, il paziente è libero di riprendere la sua vita esattamente da dove l’aveva lasciata, quindi senza doversi  ulteriormente stop dal lavoro o dalla vita sociale e soprattutto senza il timore di reazioni avverse del proprio organismo.

 

Dott. Conti quando è possibile valutare i primi benefici?

L’attesa per i primi risultati – in termini di ricrescita - sarà nell’ordine di qualche mese, quando i bulbi piliferi opportunamente rigenerati, saranno nuovamente in grado di produrre nuovi capelli, sani e identici a tutti gli altri. Capelli “veri”, forti e vitali, che pian piano ripopoleranno le aree diradate per un ottimale risultato estetico, che in primis è curativo.

L’infiltrazione delle cellule staminali nel bulbi piliferi viene potenziata da terapie rivascolarizzanti e antinfiammatorie che hanno lo scopo di contrastare l’effetto della  Prostaglandina D2, un enzima che recenti studi hanno individuato quale causa principale di alopecia e calvizie. Questa proteina, che nelle persone affette da tali patologie  è presente in concentrazioni fuori norma, inibisce la crescita del capello, finendo per portare ad un’atrofia del bulbo pilifero. La capigliatura, con il tempo, comincia a perdere corpo,  diventando  sempre più sottile e rada, per poi smettere del tutto di ricrescere.  E’ proprio  in questa fase, quando ancora è possibile agire per rivitalizzare il bulbo, che entra in gioco il protocollo terapeutico bSBS:

“L’alopecia, cioè la patologia che porta all’indebolimento e alla caduta dei capelli, ha un andamento progressivo: affrontarla semplicemente rinfoltendo le zone diradate non serve a bloccarla. Con il passare del tempo, e con l’evolversi della patologia, è molto probabile che la calvizie si ripresenti. Occorre un approccio diverso, che miri a curare la patologia di fondo, anziché limitarsi a contrastarne gli effetti estetici. E’ questo l’obiettivo della medicina rigenerativa, che punta a favorire la ricrescita di capelli nuovi, “rigenerati”, direttamente nelle zone colpite da alopecia”

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Ci spiega il dott. Conti. Condizioni naturali come l’età che avanza (e l’azione dei radicali liberi che provocano danni ossidativi, e quindi l’invecchiamento di tutti i tessuti del corpo, inclusi pelle e capelli), la menopausa per le donne,  lo stress, ma anche la stessa gravidanza e l’allattamento, con i loro scombussolamenti ormonali, possono favorire la perdita dei capelli. Un trattamento come l’autotrapianto di capelli, in casi come questi non rappresenta certo la soluzione ideale e completa della calvizie. Il Dott. Comti ci spiega il motivo:

“Il trapianto dei capelli , meglio definito autotrapianto di capelli, cioè il prelievo di capelli sani da determinate zone del capo del paziente stesso ed il loro trasferimento in quelle colpite dal diradamento, oggi è un intervento piuttosto diffuso. Sebbene si tratti di una metodica ormai ben collaudata e che può portare, almeno inizialmente, ad un risultato estetico apprezzabile, tuttavia, è importante sapere che non costituisce una cura definitiva a questo problema”.

Per questa ragione negli ultimi anni la Medicina Rigenerativa ha visto un ingresso fondamentale per portare una soluzione più completa. Il Protocollo medico non chirurgico bSBS, è una risposta al legittimo desiderio di quanti, più o meno giovani, uomini e donne afflitti dall’inestetismo della perdita dei capelli, intendano affrontare il loro problema e porvi rimedio in modo efficace e durevole nel tempo, ma soprattutto naturale e non invasivo. Esprime il massimo potenziale nei casi di diradamento/forte diradamento, ma è una base necessaria pre/post chirurgia in tutti i gradi di calvizie.

 

Dott. Conti ma la Medicina Rigenerativa sostituisce l’autotrapianto?

No, non copre il ruolo dell’autotrapianto di capelli, la sua azione va oltre l’estetica. Certo, l’effetto visivo immediato del trapianto di capelli è gratificante in un primo momento, ma a lungo andare, ci si accorge sconsolatamente che il problema del diradamento si ripropone, perché non è stato risolto lo problema che sta all’origine della caduta, per ottenere un risultato completo e il più definitivo possibile è necessario agire in prima analisi con una cura avanzata della patologia di fondo.

Solo su una vera base di salute è possibile percepire la rigenerazione sui follicoli ricettivi e non atrofici, invertire il processo di miniaturizzazione riportando il capello ad essere sano spesso e pigmentato, esattamente come accade in una capigliatura in salute

Il Protocollo medico include l’analisi genomica con test del DNA e genetista associato analisi Lipidomica (Profilo Lipidomico della membrana cellulare) e ai test ormonali, perché anche se l’alopecia è un disturbo diffuso con cause abbastanza precise, è altrettanto vero che ciascuno la “declina” in modi diversi.

Il protocollo bSBS è, pertanto, personalizzato, studiato ad hoc sulle caratteristiche, sulle esigenze estetiche, sul sesso e sull’età della persona che vi si sottopone. Non essendo una tecnica invasiva, né associata a cure farmacologiche, può tranquillamente essere eseguita anche durante la gravidanza, in concomitanza con altre terapie che prevedano l’assunzione di medicinali, e in qualunque  momento  dell’anno. Una soluzione davvero innovativa per “ritrovar la chioma perduta”, adatta a tutti.

 

Per approfondimenti:

Dott. Mauro Conti HairClinic Italia (Gruppo Locorotondo)

HairClinic.it

Tags:
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