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Economia

Dieci domande, come aveva fatto Repubblica con Berlusconi. Renato Brunetta prende, di fatto, a prestito il 'format' dialettico e precisa che "per il bene del Paese e per la trasparenza dei conti pubblici, desidero porre dieci rispettose domande al ministro tecnico Fabrizio Saccomanni". Ecco, allora, i quesiti indirizzati a via XX Settembre dal capogruppo Pdl alla Camera:

1. Che fine ha fatto la Spending Review?

2. Che fine ha fatto in questo 2013 il piano del suo predecessore Vittorio Grilli, che prevedeva dismissioni del patrimonio pubblico per un punto di PIL, vale a dire 16 miliardi, all'anno?

3. A che punto sono i pagamenti della PA con riferimento ai 10 miliardi di debiti per spese in conto capitale che portano a un aumento di 0,5 punti del rapporto deficit/PIL nel 2013?

4. Abbiamo consegnato 7 proposte di copertura al presidente del Consiglio, Enrico Letta, senza ricevere alcuna risposta, ne' direttamente ne' indirettamente. Il ministro Saccomanni puo' dirci cosa ne pensa?

5. E sulla proposta (win-win-win) di rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia, qual e' la posizione del ministro?

6. In vista della Legge di Stabilita' 2014-2016, a che punto e' l'implementazione di quanto previsto dalla Legge di Stabilita' 2013-2015, approvata lo scorso anno?

7. Dove sono le linee guida per la Legge di Stabilita' 2014-2016 che il governo dovra' presentare alle Camere entro il prossimo 15 ottobre?

8. A che punto sono le trattative con l'Europa ai fini dello scomputo nel calcolo del rapporto deficit/Pil delle componenti legate ai terremoti avvenuti a L'aquila nel 2009 e in Emilia Romagna nel 2012?

9. Quando comincia, il ministro Saccomanni, a preparare i decreti legislativi di attuazione della delega fiscale che verra' approvata questa settimana in Aula alla Camera?

10. Cosa hanno da dire, nel merito, il ministro Saccomanni e la Ragioneria generale dello Stato, tanto occhiuti su IVA e IMU, sui 3 provvedimenti di sola spesa (stabilizzazione di 120.000 precari della Pa; Fondi allo spettacolo per 200 milioni di euro; scuola) coperti da aumenti di accise voluti dal PD e dalla CGIL?"

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