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Economia


 

antonio patuelli

Le banche medio-piccole vanno al vertice dell'Abi. Lo scandalo derivati, che ha colpito il Montepaschi di Siena e che ha portato alle dimissioni di Giuseppe Mussari, ha portato anche in dote la designazione all'unanimità di Antonio Patuelli da parte del comitato di presidenza dell'associazione delle banche italiane per la prossima presidenza.

Il vicepresidente vicario Camillo Venesio ha convocato una riunione del comitato esecutivo per giovedi' 31 gennaio alle 12 per la nomina del nuovo numero uno post-Mussari.

Patuelli, attuale presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna, è stato anche vicesegretario del Pli e sottosegretario alla Difesa nel governo Ciampi e, fino allo scorso anno, è stato vicepresidente vicario dell’Abi. E' anche l’autore principale del nuovo statuto dell’associazione, nonché l’inventore del lodo che ha istituito l’alternanza tra i presidenti dell’associazione fra il fronte delle banche grandi e quelle piccole.

Finalmente toccherà a lui la guida dell'Abi, una poltrona che guarda da vice dal 2002. Classe 1951, bolognese trapiantato in Romagna, Patuelli sbarca giovanissimo in Parlamento. Ha appena 32 anni quando entra alla Camera per la prima volta in quota al Partito liberale, di cui sarà anche vicesegretario vicario. Un'esperienza che replichera' tra il 1992 e il 1994, con un incarico da sottosegretario alla Difesa nel Governo Ciampi nel 1993.

La fine del Pli non segna la sua uscita dalla scena pubblica. Il ritorno alla ribalta parte da Ravenna, dove diventa presidente della cassa di risparmio locale. Un incarico che gli consente di arrivare alla vicepresidenza dell'Acri e nel comitato esecutivo dell'Abi. Di Palazzo Altieri è vicepresidente nei bienni 2002-2004 e 2006-2008 e vicepresidente vicario nel biennio 2010-2012. Titolare dell'azienda agricola di famiglia, Patuelli siede nel comitato di gestione del Fondo interbancario di tutela dei depositi ed è vicepresidente di Carta si'. Molti anche gli incarichi in ambito culturale: da quello nell'Accademia nazionale di agricoltura alla presidenza dell'Accademia degli Incamminati, fino al ruolo di consigliere nell'Accademia dei Georgofili. Appassionato studioso dei temi del Risorgimento, Patuelli e' anche editorialista per Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.

Patuelli ha avuto la meglio su Venesio, altro candidato possibile che è anche amministratore delegato e direttore generale dell’istituto di famiglia, la Banca del Piemonte, fondata giusto 100 anni fa dal nonno omonimo. Un incarico che difficilmente si poteva conciliare con quello, praticamente a tempo pieno, di presidente dell’Abi.

Sono bastati dunque pochi giorni di consultazioni fra gli esponenti più significativi dell’associazione per convenire che in fase così complicata, con Mps sotto i riflettori mediatici e giudiziari, l’ispezione dell’Fmi in corso, le elezioni alle porte e la costituzione di un nuovo governo sullo sfondo, non si poteva lasciare l'Abi senza un presidente con pieno mandato. Per i banchieri non era nemmeno il caso  di aspettare il 20 febbraio, data nella quale era prevista la prossima riunione del comitato esecutivo.

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