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Economia
Matteo Arpe (3)

Ha dovuto riporre le speranze di mettere le mani su qualche asset pregiato di Fondiaria-Sai o di Bpm, ma Matteo Arpe, 47enne ex enfant prodige della finanza italiana, origini modeste, una laurea alla Bocconi e un primo impiego in Mediobanca, da cui uscì nel 1997 coi galloni di direttore generale per approdare prima a Lehaman Brothers come responsabile della divisione Europa, poi alla corte di Cesare Geronzi in quel di Banca di Roma-Capitalia (di cui divenne amministratore delegato), per mettersi infine in proprio dal 2008, non può dirsi un personaggio a cui mancano le capacità e le entrature giuste per fare affari.

Affari che passano per Sator, società d’investimento fondata nel 2007 ed attiva nei settori del private equity e del public equity (attraverso Sator Capital Ltd, controllata al 100% da Sator Spa e nel cui Cda siedono Mario Frontini, Guido Bastianini, Fabio Candeli e Paolo di Filippo) e dell’immobiliare (tramite Sator Immobiliare Sgr, controllata al 75% da Sator Spa e con azionisti quali la Cassa Nazionale del Notariato, al 10, la Fondazione Enasarco, al 10%, e la Fratelli Puri Negri Sapa al 5%, ma con opzioni per salire fino al 30,25%). Nel caso delle attività di private equity, il fondo di Sator, nato come “spinoff” del team di gestione di Capitalia (nel comitato d’investimenti siedono oltre allo stesso Arpe Fabio Candeli, Giacomo Garbuglia e Ramzi Hijazi) prevede di realizzare “da 6 a 10 investimenti”, di cui il più famoso è finora rappresentato dal 53,54% di Banca Profilo.

Oltre all’istituto milanese di cui Arpe è presidente, Sator ha investito nel settore creditizio anche attraverso Extrabanca, divenendo nel maggio dello scorso anno per 15 milioni di euro l’azionista di maggioranza relativa (38,9%) dell’istituto fondato nel 2010 per servire in prevalenza clientela immigrata e che tra i principali azionisti vanta Fondazione Cariplo (4,2%), la famiglia Amenduni (4%) e Generali (3,3%). Sempre in ambito finanziario, ma sul versante editoriale, Arpe è socio di Lettera43, avendo raccolto da un pool di investitori capitanati dalla stessa Sator (tra cui Angelo Mario Moratti, figlio del presidente dell’Inter, Massimo, ma anche Paolo Cantarella, ex numero uno di Fiat, l’armatore Paolo D’Amico e i fratelli Pietro e Luigi Mazza) un plafond di 4 milioni di euro che ha permesso loro di affiancare in News 3.0 Spa (che controlla la testata elettronica di Paolo Modron) i quattro soci fondatori (lo stesso Madron, Daniele Sesini, Tita Prestini e Leonardo Barbieri), che hanno di tasca propria investito un altro milione in cambio del 51% del capitale sociale.

Editoria finanziaria, ma anche e-commerce, è invece il settore in cui opera il più recente investimento di Sator Capital, la Banzai, società di Paolo Ainio, uno dei “padri” del web italiano, già amministratore delegato di Matrix (gruppo Seat Pagine Gialle) e tra i fondatori anni or sono del portale Virgilio (poi ceduto con Matrix a Telecom Italia, che lo scorso agosto ha a sua volta rivenduto la società e il portale al finanziare egiziano Naguib Sawiris, già proprietario di Libero.it). A Banzai fanno infatti capo siti come Soldionline (storico sito italiano di finanza fondato nel 1997 dal compianto Diego Pastorino), Liquida, Studenti, Pianetadonna, Giallozafferano o Cookaround e Giornalettismo solo per citarne alcuni, oltre ai siti di commercio elettronico ePrice, Saldiprivati, Gioie e Sitonline.

Dal cemento al web, passando per la finanza, dunque. Ma la grande passione di Matteo Arpe resta il settore creditizio. Così periodicamente tornano a circolare voci di un interesse per questo o quell’istituto e non è detto che prima o poi il “ragazzo terribile” della finanza italiana non centri il “bersaglio grosso”. Magari tornando a provare a fare affari con la Palladio Finanziaria di Giorgio Drago, guarda caso quello stesso funzionario che lo aveva prima assistito nella realizzazione della tesi e poi assunto in Piazzetta Cuccia. E che l’anno scorso ha provato con lui a dare la caccia a un “elefante” come FonSai. Chissà su quale altra preda quest’anno i due proveranno a puntare i fucili?

 

Luca Spoldi

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