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Autogrill continua a salire a Piazza Affari, imitata oggi da ben poche blue chip come Fiat o Campari e mentre sul settore bancario tornano a piovere ordini di vendita nonostante giudizi in qualche caso più che positivi da parte dei broker internazionali. Nel caso del gruppo controllato dalla famiglia Benetton a sostenere le quotazioni sembrano i passi in avanti che si sarebbero compiuti progetto di separazione delle attività ristorazione (“Food and Beverage”) da quelle retail (“Travel&Duty Free”).

Da Ponzano Veneto sarebbe infatti giunto un sostanziale via libera al progetto, che piace ad analisti come quelli di Intermonte che in un report sottolineano di essere pronti a valutare “positivamente la separazione, ritenendola il primo passo verso la piena valorizzazione degli asset detenuti dal gruppo: un passo necessario per una rinnovata strategia di crescita anche tramite alleanze e aggregazioni”. Giudizio analogo anche dagli uomini di Equita Sim secondo cui separare le due attività agirebbe da catalizzatore per il titolo e potrebbe aprire la strada anuove alleanze industriali, anche se “da un punto di vista valutativo al momento non vediamo un sostanzioso valore liberabile con l’operazione”.

Secondo i calcoli di Equita, infatti, “assegnando a World Duty Free i multipli di Duty Free (leader di settore) se ne ricaverebbe che i multipli impliciti cui tratterebbero le operazioni di ristorazione sono in un range di 4,75-5 volte, che sono piuttosto appropriati per una divisione la cui generazione di cassa al momento è prossima a zero”. Insomma, più che per il “valore nascosto del gruppo” che secondo Mediobanca l’operazione “potrebbe rivelare più chiaramente”, uno spin off delle attività di Autogrill (per le quali già dall’estate del 2011 il gruppo ha contrattato linee di credito separate) potrebbe avrebbe senso in ottica strategica, tesi che sembra convincere anche gli esperti di Websim.

Di certo in un momento in cui, dopo oltre due mesi di “rally” a Piazza Affari iniziano a notarsi i primi segni di una rotazione settoriale che potrebbe preludere a una pausa, storie come quella di Autogrill sembrano ancora piacere agli investitori, tanto che degli 11 punti percentuali di rialzo che il titolo segna negli ultimi 3 mesi poco meno di 7 sono stati registrati da inizio anno. Unico campanello d’allarme potrebbe essere semmai rappresentato dall’andamento dei volumi, che dopo il picco di oltre 8,2 milioni di pezzi scambiati a fine novembre sono tornati a calare, pur mantenendosi su buoni livelli, fino ai 2 milioni scarsi delle ultime sedute. Segnale che alcuni analisti tecnici invitano a non sottovalutare perché potrebbe indicare una fase di distribuzione cui farebbe seguito nelle prossime settimane una pausa delle quotazioni.

 

Luca Spoldi

Tags:
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