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Economia
Citigroup

I conti di Bank of America e di <>Citigroup non entusiasmano come quelli di JP Morgan e Goldman Sachs, le due reginette fra le banche d'affari di Wall Street che ieri hanno aperto la banking-season del quarto trimestre oltre Oceano, annunciando profitti in crescita del 53% nel caso del gruppo di Jamie Dimon e  quasi triplicati nel caso della banca guidata da Lloyd Blankfein.

<> In entrambi i casi, sono stati alcuni strascichi della crisi immobiliare americana dei mutui subprime a comprimere gli utili, attraverso la contabilizzazione di oneri straordinari che dovrebbero consentire ai gruppi di chiudere però il conto con il ciclone immobiliare scoppiato nella seconda metà del 2007.

BofA ha infatti visto calare i profitti trimestrali del 63% a 732 milioni di dollari, contabilizzando nel quarto trimestre 2012 oneri di oltre cinque miliardi legati ad accordi per risolvere lo scandalo di mutui e pignoramenti irregolari. Anche le entrate sono diminuite, del 25% a 18,7 miliardi. Citigroup ha riportato utili per il quarto trimestre 2012 pari a 1,2 miliardi, in aumento del 25% dai 956 milioni di un anno prima, ma ha deluso le attese e contabilizzato oneri da 2,3 miliardi per casi legali e ristrutturazioni. Le entrate sono state pari a 18,7 miliardi, in rialzo ma leggermente al di sotto delle attese.

Bofa ha battuto di poco invece le attese del mercato sugli utili, tre centesimi per azione contro i due centesimi previsti e ha riportato profitti annuali per l'intero 212 in forte crescita, a 4,2 miliardi da 1,4 miliardi nel 2011. Negli ultimi tre mesi dell'anno i prestiti in sofferenza o insesigibili sono inoltre calati. Le riserve a fronte di perdite sul credito sono scese a 2,2 miliardi da 2,9 miliardi.

Bofa

Gli oneri contabilizzati nell'ultimo trimestre comprendono 2,5 miliardi come parte di un accordo del settore da 8,5 miliardi con le autorità federali sui pignoramenti e altri 2,7 miliardi per un'intesa con Fannie Mae, il colosso pubblico operativo nel mercato immobiliare a stelle e strisce, per averla ingannata sulla qualità di prestiti che le ha venduto. "Siamo entrati nel 2013 posizionati per una ulteriore crescita", ha assicurato l'amministratore delegato Brian Moynihan. La banca ha in corso un pano di riduzione dei costi da 8 miliardi entro il 2015.

Citigroup, sotto il neoamministratore delegato Michael Corbat, per l'intero 2912 ha invece riportato utili di 7,5 miliardi, in calo rispetto agli 11,1 miliardi del 2012, e revenue per 70,2 miliardi scese da 78,4 miliardi. Ha a sua volta lanciato di recente piani di tagli dei costi, con l'eliminazione di 11 mila posti di lavoro e la riduzione delle attività sui mercati emergenti. Ha anche raggiunto nuovi traguardi, a cominciare dal mercato obbligazionario: è diventata la prima banca americana per la sottoscrizione di junk bond, le obbligazioni ad altri rischio e alto rendimento. Ma "occorrerà un po' di tempo per superare le sfide nell'attuale clima", ha ammesso Corbat al debutto del suo primo bilancio Citi.

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