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La crisi finanziaria si allenta, ma le condizioni del mercato del lavoro restano critiche. Sono le indicazioni principali contenute nel bollettino della Banca d'Italia.

Secondo via Nazionale, il Pil scenderà dell'1%, ma la "la recessione potrebbe avere fine nella seconda parte" dell'anno. La Banca d'Italia rivede quindi al ribasso le stime precedenti (che prevedevano un calo delllo 0,2%) e si allinea a quelle di Confindustria (-1,1%)". Tuttavia, "la luce in fondo al tunnel" comincia a vedersi davvero: "Si prefigura un ritorno alla crescita nella seconda metà dell'anno, sia pure su ritmi modesti e con ampi margini di incertezza". Le condizioni sui mercati sembrano "molto migliorate" e le tensioni finanziarie "sono in sostanziale allentamento". Resta l'incognita spread. Se lo Stato sarà costretto a pagare rendimenti come quelli sborsati fino allo scorso luglio, "l'uscita dalla recessione sarebbe ritardata", fino a pesare per 0,7 punti percentuali.

Per il governatore di Palazzo Koch, Ignazio Visco, "Anche il 2013 sarà un anno difficile". Ma si potranno ottener "guadagni di competitività con un impegnativo ma imprescindibile disegno organico di riforma".  Solo così si potrà arrivare a una "ulteriore riduzione dello spread". Il numero uno di Bankitalia ha ribadito che "il cammino da compiere è ancora lungo ma la fase più acuta della crisi è stata superata". Durante la sua lectio magistralis all'università di Firenze, Visco è stato interrotto da una contestazione di studenti. I ragazzi, circa una trentina, dopo aver gridato slogan all'esterno dell'aula in cui il govenrnatore aveva iniziato la lezione sono entrati all'interno della sala scandendo slogan come 'fuori i banchieri dall'universita''.
 

Se l'orizzonte finanziario migliora, peggiorano le prospettive del mercato del lavoro, soprattutto per i giovani, e il tasso di disoccupazione volerà al 12% nel 2014. "Gli effetti della recessione non si sono finora riflessi in una caduta dell'occupazione - sottolinea Bankitalia - ma hanno determinato soprattutto un maggiore ricorso alla cassa integrazione guadagni e un aumento delle persone in cerca di lavoro che ha spinto verso l'alto il tasso di disoccupazione, in particolare quello giovanile. Nel terzo trimestre del 2012 quest'ultimo era superiore di oltre sei punti percentuali rispetto a un anno prima".

"Il graduale recupero dell'attività produttiva - spiega Via Nazionale - consentirebbe una stabilizzazione del mercato del lavoro nel prossimo anno, ma non ancora un'inversione di tendenza, anche in considerazione dei consueti ritardi di trasmissione del ciclo economico alla domanda di lavoro. Si stima che l'occupazione si riduca quest'anno (in media di quasi l'1%) e ristagni nel successivo. Il tasso di disoccupazione aumenterebbe, riflettendo anche l'incremento delle persone in cerca di lavoro, e toccherebbe il 12% nel 2014". Per la Banca d'Italia, si prefigura "un'ulteriore flessione della domanda di lavoro nei prossimi mesi": le inchieste congiunturali condotte in dicembre dall'Istat e dalla Banca d'Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore "segnalano in prospettiva un nuovo calo della manodopera dipendente". L'aumento dei disoccupati ha interessato tutte le fasce di età "ma si e' confermato più marcato fra i giovani: l'incremento del tasso di disoccupazione nella fascia di eta' 15-24 (al 32,1% nel terzo trimestre del 2012 sulla base di dati non destagionalizzati, dal 26,5 di dodici mesi prima) e' stato superiore a quello complessivo (al 9,8%). Correggendo per i fattori stagionali, il tasso di disoccupazione dell'intera popolazione e' salito al 10,6% nella media del trimestre e, secondo i dati mensili provvisori piu' recenti, all'11,1% a novembre".

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