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Economia
Draghi (1)

La situazione continua, lentamente, a migliorare, ma il futuro governo italiano spaventa ancora gli investitori. La Bce, nel suo bollettino mensile, ha accertato che "negli ultimi due mesi dell'anno, l'accresciuta incertezza politica in Italia è stata all'origine di alcuni flussi di capitali, con l'obiettivo di ricercare investimenti piu' sicuri, verso i titoli emessi dai paesi con rating 'AAA'".

Per il resto l'Eurotower ha, in sostanza, confermato quanto già sostenuto nei precedenti bollettini: la debolezza dell'Eurozona "dovrebbe protrarsi anche nel 2013", sebbene "nel prosieguo dell'anno si dovrebbe registrare una graduale ripresa". In particolare, prosegue Francoforte, "gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori finanziario e non finanziario, nonchè la persistente incertezza, seguiteranno a gravare sull'attivita' economica".

I dati "continuano a segnalare la persistente debolezza dell'attività economica, che secondo le attese si protrarrebbe anche quest'anno, di riflesso all'impatto avverso sulla spesa interna esercitato dal basso grado di fiducia di consumatori e investitori e dalla moderata domanda esterna".

La debolezza non molla l'eurozona, ma non mancano i segnali incoraggianti: "I vari indicatori congiunturali hanno mostrato più di recente una sostanziale stabilizzazione, seppure su livelli contenuti, e il clima di fiducia nei mercati finanziari è migliorato sensibilmente. Nel prosieguo del 2013 - si legge ancora nel testo - l'economia dovrebbe iniziare a recuperare gradualmente quando l'orientamento accomodante della politica monetaria, il netto miglioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari e la loro minore frammentazione si trasmetteranno alla domanda interna del settore privato - e il rafforzamento della domanda esterna dovrebbe sostenere la crescita delle esportazioni".

Tra i Paesi maggiormente sotto pressione restano Italia e Spagna, dove l'indice sul clima di fiducia ha "segnato un calo piu' marcato, specie a partire dalla meta' del 2011" rispetto agli altri paesi dell'Eurozona. Il riferimento della Bce è alla fiducia dei consumatori, anche se la fiducia delle imprese ha "mostrato andamentianaloghi, segnando netti cali dal 2007 al 2009, una ripresa fino a metàù del 2011, e una nuova flessione da allora". In Germania l'indice ha mostrato "una ripresa piuttosto vigorosa nel 2010, e in seguito è rimasto sostanzialmente stabile". In Francia "è rimasto assai prossimo all'aggregato dell'area dell'euro".

La guardia, però, non dovrà essere abbassata. Il "forte" calo dei rendimenti dei titoli di Stato dei paesi dell'Eurozona registrato di recente "dovrebbe essere sostenuto da ulteriori passi avanti nel risanamento delle finanze pubbliche in linea con gli impegni assunti nel quadro del Patto di stabilità e crescita". E' "fondamentale" che i governi dei paesi dell'Eurozona "riducano ulteriormente gli squilibri sia di bilancio sia strutturali e proseguano nella ristrutturazione del settore finanziario". E' "essenziale" proseguire nel "rafforzare la capacità di tenuta delle banche".

 

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