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Economia
Def, ok del Cdm. Il 'tesoretto' è da 1,6 miliardi di euro

Matteo Renzi torna a battere il tasto del "non ci saranno tasse" alla fine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il Documento di economia e finanza (Def). E' durata un'ora e mezzo circa la riunione a Palazzo Chigi, dedicata appunto al Def, il testo che contiene le linee guida dei prossimi tre anni di politica economica del governo, con i relativi vincoli di bilancio, le previsioni macroeconomiche e i piani di riforma. Il premier ha subito affrontato l'argomento di giornata, ovvero l'emergere di un 'tesoretto' da 1,6 miliardi di risorse, nelle pieghe dei conti pubblici. "Non è il Def il luogo nel quale decidere a cosa destinare quelle risorse", ha precisato il presidente del Consiglio, ricordando che si tratta di soldi derivanti dai maggiori spazi che il governo può sfruttare nel rapporto deficit/Pil grazie alla flessibilità sul bilancio concessa dalla Ue. Serviranno allora le prossime settimane per capire la direzione d'intervento del governo.

Originariamente convocata per le 10, la riunione è stata spostata in serata per un ulteriore approfondimento dei testi, secondo quanto spiegato da esponenti del governo. Il Documento, intorno al quale è montata l'attesa, dovrà passare dalle Camere e poi arrivare sul tavolo europeo. La scadenza del 10 aprile è stata individuata a livello nazionale, ma a Bruxelles il testo è atteso per fine mese.

L'attesa per il Def, già passato a un primo di giro di tavolo tra i ministri martedì scorso, si è alimentata nel corso della giornata: da programma, l'esecutivo l'avrebbe dovuto licenziare in mattinata, poi l'annuncio dello slittamento del Cdm in serata. "Lo dico a chi da stamattina sta gufando: abbiamo riletto il testo del Def pagina per pagina, per fare un provvedimento il più trasparente possibile", ha detto Renzi sul punto e quindi respingendo le ipotesi di pressioni della Ue a modificare il testo. Nel mezzo, è stato fatto oggetto di dibatto politico il tema del 'tesoretto' da 1,6 miliardi che il governo potrebbe impiegare per il Welfare, magari per estendere il bonus Irpef da 80 euro anche agli incapienti (a giudicare da alcune dichiarazioni di giornata). "Vediamo, ci sono ipotesi", ha risposto Renzi a chi chiedeva dettagli sull'utilizzo dei soldi. Risorse che hanno generato polemiche e che in realtà giacciono fin da subito nelle tabelle sulle previsioni economiche italiane: sono fondi liberati dal maggior spazio che l'Italia si può prendere sul rapporto deficit/Pil in virtù della flessibilità sdoganata da Bruxelles.

Nessuna posta straordinaria, dunque, ma il frutto di un innalzamento dell'asticella del fabbisogno statale. In particolare, bisogna considerare la differenza tra il 'quadro tendenziale' e quello 'programmatico' dei conti pubblici italiani. Nel primo caso, si ragiona di come andrebbe l'economia in base alle attuali previsioni di crescita e senza introdurre nuovi provvedimenti. Nel secondo, invece, si considera l'impatto delle risorse che si spenderanno per nuove misure. E proprio tra le due tabelle "balla" un decimo di punto percentuale di rapporto tra deficit e Prodotto: nel quadro tendenziale si parla di rapporto al 2,5%, in quello programmatico al 2,6%. Cioè si prospetta un allentamento della stretta dei conti, in favore di misure espansive. Proprio quello 0,1% rappresenta grossomodo gli 1,6 miliardi di risorse aggiuntive che Renzi ha deciso di destinare altrove.
 
Interrogato sui possibili tagli agli enti locali, il premier ha spiegato che "non ci sono sacrifici in previsione. Sergio Chiamparino (rappresentante dei governatori delle Regioni, ndr) sta lavorando con Padoan e Lorenzin (ministri dell'Economia e della Sanità) per trovare un punto d'accordo sulle questioni della sanità, soprattutto". E di nuovo sull'assenza di nuove tasse: "I sacrifici non li devono fare più i cittadini, piuttosto li faccia qualche politico o qualche amministratore". Quanto alle proteste dei sindaci, poi rientrate dopo l'incontro con l'Anci: "Ai Comuni di soldi ne stiamo dando tanti", ha ricordato Renzi. "Per esempio per le metropolitane i soldi stanziati sono 11 miliardi di euro", ha aggiunto.

Facendo il punto sull'azione di governo, il premier ha annunciato che "martedì 21 aprile Padoan porterà in Cdm parte dei decreti fiscali, poi la seconda parte arriverà a giugno". Sul ddl di riforma della Rai, ha spiegato che il testo sarà bollinato lunedì mattina e di lì passerà al Parlamento.

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bonus tesoretto renzi def governo
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