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Da popolare a società per azioni e quindi salta il voto capitario. A Piazza Affari piace il progetto di trasformazione della Banca Popolare di Milano in Spa, piano a cui il presidente del consiglio di gestione Andrea Bonomi sta lavorando di concerto con tutte le sigle sindacali e di cui ha informato anche Banca d'Italia.

Una trasformazione in società per azioni, "temperata" da una serie di accorgimenti che consentirebbero ai dipendenti soci di eleggere una minoranza del consiglio di sorveglianza.

In apertura di seduta alla Borsa di Milano il titolo è stato sospeso per eccesso di rialzo teorico dell'11,91%, per poi chiudere a +9.58%.

 Entrando nel dettaglio del nuovo statuto che i manager stanno preparando in Piazza Meda, è prevista la creazione di una "Fondazione Bpm", in cui i vertici continuerebbero a essere eletti col voto capitario. Grazie alla distribuzione di azioni ai dipendenti, questi ultimi potrebbero eleggere una minoranza rilevante all'interno del consiglio di sorveglianza, anche se la maggioranza andrebbe agli azionisti di mercato.

Bonomi ha sottolineato che la riforma punta a introdurre una logica di divisione tra gestione, controllo e azionariato "alla tedesca". I sindacati hanno preso tempo, rifiutandosi anche di ricevere copia del documento presentato da Bonomi, e hanno sottolineato che in ogni caso il discorso non sara' ripreso prima delle elezioni politiche. Il "cantiere della governance" poi potra' ripartire, ma l'esito della riforma e' ancora difficile da prevedere.

 

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