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Botta e risposta tra il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, intervenuto all'assemblea Mps con una delega in rappresentanza di un socio e il presidente della banca Alessandro Profumo.

Prendendo la parola, Grillo ha detto che Profumo è ''completamente inadatto a gestire questa situazione perchè indagato di frode fiscale. In Mps c'è un buco di 14 miliardi e la prima cosa che Profumo doveva fare è aprire un'inchiesta". Il banchiere non si è scomposto. Riferendosi alle sue vicissiduini giudiziarie, si è detto convinto di riuscire a dimostrare la propria estraneità alla vicenda Brontos. Quanto all'istituto che senese, ha affermato che "correntisti e risparmiatori del Monte Paschi possono stare assolutamente tranquilli. Grillo mi dirà dove ha trovato un buco da 14 miliardi".

Il confronto tra Grillo e Profumo è stato il momento più acceso della lunga assemblea straordinaria, convocata già prima dello scoppio dello scandalo dei derivati. Gli azionisti hanno approvato a larghissima maggioranza l'aumento di capitale da 4,5 miliardi al servizio dei Monti-bond. Questi strumenti (obbligazioni emesse dalla banca e sottoscritte dallo Stato) dovranno essere rimborsati fino all'ultimo centesimo da Mps nel medio termine e annualmente riconosceranno un tasso d'interesse del 9% che s'incrementerà dello 0,5% ogni due anni. Un prezzo salato che Profumo è convinto di poter pagare. I Monti-bond, sostiene il banchiere, saranno rimborsati "in larga parte" nell'arco del piano industriale che va fino al 2015. La parte rimanente sarà rimborsata in tempi brevissimi. Il presidente del Monte scommette sul futuro dell'istituto. E questa volta non è un modo di dire. A stimolare la "scommessa" è stato il colorito intervento di un socio, Giampiero Maccari, che, dopo aver invocato persino l'arrivo di un emiro arabo ("Sarei disposto anche a fare un palio straordinario per Maometto"), ha provocato i vertici della banca senese: "Se fate l'utile nel 2015 vi offro la cena". Sfida accettata: "Cominci già a prenotare il ristorante", ha risposto Profumo.

Neppure l'ottimismo del banchiere può far passare sotto silenzio la concreta eventualità di una nazionalizzazione: se i titoli che portano il nome del premier non saranno rimborsati, "saranno trasformati in capitale e a quel punto il Tesoro diventerebbe nostro azionista di stragrande maggioranza. Ma la nostra volonta è di rimborsarli presto". Anche perché "non è previsto l'ingresso di nuovi soci". Stato compreso? Per quanto il presidente e l'Ad Viola abbiano cercato di non toccare il tema dell'intreccio con la politica, l'Assemblea di Montepaschi è andata ben oltre le mura di Siena. E' stato un altro giorno di polemiche incrociate.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha attaccato il Pd: "Il Partito Democratico c'entra" con Mps. "La commistione politica-banche è una brutta bestia". Chiamata in causa per una vigilanza poco attenta, la Banca d'Italia è stata difesa dal suo governatore, Ignazio Visco, intervenuto durane il Forum di Davos: Palazzo Koch fa "attività di vigilanza prudenziale e non di lotta al crimine". Un velato definizione dell'attività non certo trasparente della dirigenza senese targata Mussari.

Mentre era in corso l'Assemblea dei soci, in borsa Mps è stata protagonista di un vigoroso rimbalzo. Dopo tre sedute nere, nella quali aveva perso poco meno del 21%, il titolo strappa in rialzo dell'11,36%, a 0,25 euro per azione. Da capogiro il volume degli scambi: sono passate di mano quasi 1,5 miliardi di azioni, equivalenti al 12,4% del capitale sociale della banca e oltre quattro volte la media giornaliera dell'ultimo mese (circa 350 milioni di azioni).

 

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