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Non solo: chi può, come hanno già annunciato Carige (400 milioni) e Bpm (500 milioni), tornerà a chiedere soldi ai soci così da rafforzare ulteriormente il patrimonio in previsione dell’ulteriore emergere di crediti problematici, o accantonerà, come ha deciso il Banco di Desio e Brianza, una maggiore quota dell’utile a riserve. Del resto molte alternative non sembrano esservi non solo in Italia ma in tutta Europa: l’Eba ieri ha sottolineato come il rafforzamento patrimoniale registrato nel corso del 2012 sia avvenuto per lo più tramite il lancio di aumenti di capitale e non riduzioni degli asset a rischio.

E’ certamente una notizia positiva, perché significa che le banche del vecchio continente non hanno dovuto vendere “al meglio” titoli di stato, partecipazioni e immobili di cui sono tuttora pieni i loro bilanci. Ma è  anche la conferma che in un momento di recessione, con valutazioni ovunque basse e pochi capitali in circolo, nonostante il mare di liquidità iniettato sui mercati (per evitarne il completo inaridimento) dalla Bce tra il dicembre del 2011 e il febbraio del 2012, procedere a dismissioni è oltremodo difficile (ci sta provando Carife con la controllata piacentina Banca Farnese) e per molti versi neppure opportuno se si vogliono tutelare gli interessi dei propri azionisti.

Ricapitolando: salvo poche eccezioni come il Credem (che ha chiuso un 2012 in salute con utili e dividendi in crescita), chi può chiede soldi agli azionisti, chi non può cerca di accantonare a riserva quanto più possibile dell’utile, nel frattempo tutti continuano a far emergere gradualmente le “bombe” nascoste tra le pieghe di bilancio incrociando le dita e confidando nella capacità dalla Bce di garantire la tenuta dei mercati del credito e del debito sovrano. La notte sembra ancora lunga, anche se i più ottimisti iniziano a scorgere i primi segni dell’aurora, tanto che la reazione dei mercati in questi giorni è stata generalmente positiva sia ai dati di bilancio sia alle richieste di ricapitalizzazione, tanto che c’è già chi si chiede chi sarà il prossimo.

Luca Spoldi

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