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A Cipro non mancano i soldi soltanto alle banche. Anche i dipendenti statali rischiano di rimanere a bocca asciutta. E se, almeno per il momento, i titolari dei depositi per oltre 100mila euro custoditi nella Bank of Cyprus possono tirare un sospiro di sollievo, perchè l'aumento del prelievo forzoso previsto su tali conti (dal 37,5% già in atto a forse oltre il 50%), é slittato a settembre, i lavoratori del pubblico impiego, compresi i pensionati non dormono sonni tranquilli dopo che il Tesoriere Generale Rea Georgiou ha spiegato davanti ai membri della Commissione Finanze del Parlamento che "il deficit di cassa ad aprile è pari a 160 milioni di euro: 85 milioni in riserve non sono sufficienti e abbiamo bisogno di un importo equivalente al fine di evitare un default".

Più ottimista si è mostrato il ministro delle Finanze Haris Georgiades il quale, davanti alla stessa Commissione, ha detto che indubbiamente la situazione del Paese è molto delicata, ma se ne può uscire se gli aiuti internazionali per 10 miliardi di euro concordati con l'Eurogruppo cominceranno ad essere versati nei termini programmati. "Non c'è alcun rischio di default se tutto fila come previsto", ha aggiunto Georgiades, secondo cui "ci sarebbe un rischio se per una ragione o per un'altra, sia a Cipro sia nell'eurozona, l'accordo (sul piano di salvataggio) non fosse ratificato".

Per superare la crisi del sistema bancario che ha portato l'isola sull'orlo della bancarotta, ha aggiunto il ministro, Cipro non ha alternativa se non accettare il seppur drastico piano di salvataggio concordato da Nicosia con l'Eurogruppo, perchè un'uscita dall'eurozona riporterebbe il Paese "secoli indietro". Un'eventuale uscita del Paese dall'eurozona, ha detto ancora Georgiades, "non è all'ordine del giorno" e ha concluso affermando che "è ormai tempo di correggere gli errori fatti in passato. E' tempo di pagare il conto. Non possiamo che spendere quello che abbiamo nelle tasche, non c'e' una diversa alternativa".

Dal canto suo, tornando di nuovo sull'argomento, il portavoce del governo Christos Stylianides ha cercato di smorzare l'allarme che sta montando nel Paese affermando che l'esecutivo sta facendo tutto ciò che è nelle sue possibilità per evitare problemi nel pagamento di stipendi e pensioni alla fine del mese, e ha tenuto a sottolineare che il problema con i fondi statali "è qualcosa che l'attuale governo ha ereditato". In serata, intanto, una fonte della Banca Centrale ha reso noto che, siccome i calcoli da fare per determinare l'esatto ammontare del prelievo forzoso sui depositi di oltre 100mila euro - che potrebbe oscillare dal 50 al quasi il 60% secondo alcuni media - sono molti laboriosi e lunghi, la percentuale definitiva sara' comunicata a settembre. La decisione di elevare l'importo del prelievo, ha detto Yangos Demetriou, responsabile dei servizi di controllo interni della Banca Centrale, dipende dai calcoli tuttora in corso per controbilanciare i depositi con i prestiti. Il funzionario ha espresso la convinzione che - una volta che tale misura verrà messa in atto - essa contribuirà "a riportare in vita i mercati e i commerci" dell'isola. Sta nel frattempo arrivando al pettine anche il nodo della compagnia di bandiera cipriota Cyprus Airways che negli ultimi anni è stata come un pozzo senza fondo nel quale sono spariti fiumi di denaro statale.

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