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Economia
Jacopo MorelliJacopo Morelli

Ennesimo appello di Confindustria alla politica affinche' si passi dalle parole ai fatti. Altrimenti il rischio che corre il Paese "e' la rivolta". Questa volta, a incalzare il governo a rimboccarsi le maniche, e' il presidente dei Giovani di Confindustria, Jacopo Morelli, che nel suo intervento di apertura al convegno annuale di Santa Margherita Ligure avverte: "Senza prospettive per il futuro l'unica prospettiva diventa la rivolta. Le istituzioni democratiche vengono contestate e possono arrivare alla dissoluzione, quando non riescono a dare risposte concrete ai bisogni economici e sociali".

I dati parlano chiaro: in Europa si sono persi 3,8 milioni di posti di lavoro e la produzione industriale e' calata del 12%. "Un bollettino di guerra - sottolinea Morelli - per 5 anni di crisi". E anche se e' vero che molte economie avanzate sono state colpite dalla crisi e' altrettanto vero che c'e' chi sta ripartendo, "alcune hanno reagito prima delle altre". Il riferimento e' agli Stati Uniti che prevedono di creare 3 milioni di nuovi occupati e di accrescere il pil del 3 nel prossimo anno". Il presidente dei giovani industriali dice al governo di non accampare scuse.

 

Morelli non è il primo a lanciare un forte segnale dal mondo degli imprenditori, parlando di rivolta. Ernesto Gismondi, presidente e fondatore di Artemide, classe 1931, uno dei padri del design italiano, in un'intervista al direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino, aveva già parlato chiaro: "Meglio sparare che suicidarsi". GUARDA L'I-PERR VIDEOINTERVISTA

 

Le risorse per la crescita non mancano, "non prendiamoci piu' in giro". "Solo partendo da una revisione della spesa corrente che la diminuisca dell'1% per cinque anni - spiega - al netto degli interessi potremmo liberare quasi 11 miliardi. Dalla alienazione del patrimonio pubblico improduttivo e delle partecipate almeno altri 16 miliardi". Per Morelli le risorse non devono essere "disperse" ma messe in circolo "e rimuovere quei vincoli che ci frenano e creano divisione".

Nel suo intervento Morelli lamenta anche il fatto che molti imprenditori siano stati lasciati soli. E poi altre stoccate alla classe politica. All'attuale premier Enrico Letta che un anno fa proprio in occasione del convegno ligure aveva promesso "una nuova legge elettorale in poche settimane".

E poi il fisco. Va bene l'attenzione sull'Imu che svuota le tasche delle famiglie ma molta attenzione andrebbe alla tassazione sulle imprese che arriva fino al 70%, e questo, dice Morelli, "e' intollerabile".

Sulla stessa linea anche il presidente della Camera Laura Boldrini che sottolinea come "siamo non solo uno dei paesi piu' diseguali del mondo ma anche fra quelli con una mobilita' sociale pressoche' bloccata: una combinazione davvero esplosiva per la tenuta civile del paese".

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