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Economia

 

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Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Gli scandali Euribor e Libor affossano i conti di Deutsche Bank, la prima banca tedesca, una delle maggiori europee e del mondo.

Dopo tutto, Deutsche Bank è quell'istituto che ha fatto profitti vendendo derivati a destra e a manca agli enti locali italiani e quella che ha confezionato il pericoloso veicolo Santorini da 1,5 miliardi di euro, disegnato su misura nel 2008, così da coprire, speculandoci sopra, i bond in pancia all'istituto toscano.

Deutsche Bank è anche quell'istituto che sempre nel 2008, in piena crisi finanziaria dei subprime, faceva maquillage contabile per classificare diversamente la leva finanziaria, usando principi contabili Usa e non europei. Facendosi vedere dunque poco esposta finanziariamente a differenza delle dirette concorrenti inglesi e svizzere.

Insomma, finanza aggressiva che non ha nulla a che invidiare da quanto sfoderato durante la famigerata crisi dei mutui subprime dalle reginette di Wall Street, Goldman Sachs in primis. Condotta che ha portato in questi giorni la Bundespolizei negli uffici del gruppo, per sospetto di frodi fiscali e riciclaggi.

NLa banca teutonica ha messo mano pesantemente al bilancio, facendo una mostruosa pulizia dei conti del 2012 e annunciando perdite per 2,2 miliardi di euro, concentrate soprattutto nel quarto trimestre di quest'anno, il peggiore dal 2008 (l'anno del fallimento di Lehman Brothers), accantonando la cifra monstre di oltre un miliardo di euro per le spese legali.

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Un battesimo di fuoco per la nuova coppia alla guida della banca lo squalo Anshu Jain, cresciuto nel quartier generale londinese dell'investment banking di Deutsche Bank (un inglese di origine indiana, uno dei più grandi banker della City e che al suo arrivo a Francoforte non sapeva nemmeno il tedesco), e il braccio destro Jürgen Fitschen, trait d'union con i poteri forti della Germania. Uomo, quindi, dalla grandi potenzialità lobbistiche. Coppia che ha raccolto la lunga eredità di Josef Ackermann e su cui pendono le indagini della Sec, la Consob americana, sulle dichiarazioni di tre dipendenti silurati (un precedente in Goldman Sachs), dichiarazioni che, se si dimostrassero vere, potrebbero essere la punta dell'iceberg di un rosso abissale mascherato negli anni, pari a oltre 12 miliardi di dollari.

Un buco nascosto di 12 miliardi di dollari in perdite, truccando i conti, non è poco. Ma, se la denuncia dei tre dipendenti silurati all'Authority statunitense si rivelasse vera, sotto il tappeto gli investigatori potrebbero trovare di più di un maneggio pericoloso per evitare il salvataggio pubblico del governo tedesco, salvataggio che minerebbe la solidità della prima banca tedesca molto presente anche in Italia e un'immagine immacolata rispetto alla concorrenza.

 

 

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