Uno stop fino a 18 mesi del pagamento delle rate dei mutui prima casa. In audizione in Parlamento sulla richiesta di scostamento dal deficit 2020 e sulle relative misure di emergenza, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha spiegato che nel decreto in preparazione per affrontare l’emergenza coronavirus (che verrà varato venerdì) “ci sarà una semplificazione procedurale per la sospensione dei mutui prima casa fino a 18 mesi in caso di riduzione o sospensione dell’orario di lavoro – fondo Gasparrini – e inoltre sospendiamo le rate di mutui e prestiti bancari prolungandone la durata con sostegno parziale di garanzie statali e la possibilità di aumentare la percentuale di garanzie. Le imprese potranno beneficiare di aperture di credito non ancora utilizzate. Auspichiamo che queste misure siano anche sostenute da interventi adeguati dalla Bce”.
Per sterilizzare l’impatto sul sistema bancario, il decreto introdurrà “misure per sostenere il settore del credito nel rafforzamento dei bilanci attraverso incentivi che liberino nuovo capitale bancario a sostegno di nuova finanza per le imprese e per le famiglie“.
Ieri, in conference call con i capi di stato dell’Unione Europa, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha spiegato che l’Europa rischia una crisi della gravità di quella del 2008 se non agirà con misure tempestive. Secondo quanto ha riportato Bloomberg, Lagarde ha ribadito che la Bce sta valutando tutti gli strumenti a sua disposizione in vista della riunione del consiglio direttivo di giovedì e secondo fonti dell’agenzia vi sarebbe in particolare allo studio misure per fornire liquidità a costi bassissimi al sistema bancario.
Secondo la maggioranza degli addetti ai lavori, giovedi la Bce taglierà i tassi di deposito di 10 punti base a -0,60% e annuncerà misure per fornire liquidità alle banche, forse con nuove aste Tltro a sei mesi e tasso pari a quello sui tassi di deposito o qualche punto sopra. Non è escluso inoltre un allargamento del quantitative easing ora al ritmo di 20 miliardi mensili.
Tornando ai provvedimenti del Governo in dirittura d’arrivo, Gualtieri ha spiegato che sul piano fiscale ci sarà il “posticipo di una serie di adempimenti per venire incontro alle oggettive difficoltà di contribuenti e operatori. D’altro lato, per assicurare un adeguato sostegno alle aziende e ai lavoratori autonomi colpiti dagli effetti dell’emergenza sanitaria, in termini di riduzione del livello di attività e di fatturato con conseguente impatto sulla liquidità, potranno essere introdotte misure di sospensione dei versamenti tributari e contributivi, anche in previsione di un futuro parziale ristoro”.
Sugli appalti, “il governo è impegnato ad accelerare e sbloccare gli investimenti già programmati e finanziati anche mediante la nomina di Commissari ad hoc. Rivedremo le procedure amministrative per semplificare l’iter successivo alla decisione politica per realizzare gli investimenti mantenendo i controlli necessari ma evitando la ridondanza di atti amministrativi. Nel contempo lavoreremo per alleggerire l’impianto del Codice appalti facilitando procedure più snelle come consentito dalla normativa comunitaria”.
Queste misure serviranno per fronteggiare “una rilevante contrazione in media d’anno“. “Allo stato attuale, la revisione al ribasso da parte dei previsori indipendenti e l’effetto Cina avrebbe fatto scendere la previsione tendenziale verso lo zero, ma non in territorio negativo”, ha spiegato Gualtieri che ha aggiunto come ora la “seconda fase ovvero l’allargarsi dell’epidemia”, con “l’attività economica in rimbalzo positivo a gennaio per tornare a una moderata contrazione verso fine febbraio. E’ ragionevole ritenere che la caduta del Pil durerà almeno un paio di mesi – ha aggiunto – a prescindere dagli interventi messi in campo”.
“Un contenimento efficace ci avvicinerà alla terza fase, il graduale ritorno alla normalità. Ma la diffusione dell’epidemia a livello internazionale potrebbe impattare temporaneamente sull’export, compresi gli afflussi di turisti. Di conseguenza, il rischio di un superamento dell’epidemia più graduale e di più marcato impatto sui nostri partner commerciali è significativo, esiste e va considerato. In tale scenario, la caduta dell’attività economica di questi giorni non sarebbe totalmente recuperata nei mesi successivi”, da cui seguirebbe la caduta nel 2020.

