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Economia
PA/ Statali, Renzi taglia i permessi. E ora potranno essere trasferiti

Via ai tagli del decreto Madia. La riforma della Pa entra in fase operativa e dal 1° settembre scatta la riduzione del 50% delle prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni, fra cui permessi e distacchi. Il provvedimento, che fa parte della riforma della Pubblica amministrazione, è stato disposto con una circolare firmata dalla ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia il 20 agosto. La riduzione, si legge sul sito del ministero, "è finalizzata alla razionalizzazione e alla riduzione della spesa pubblica".

A questo punto scatta il countdown: entro il 31 agosto "tutte le associazioni sindacali rappresentative dovranno comunicare alle amministrazioni la revoca dei distacchi sindacali non più spettanti". Nella circolare si specifica che "il rientro nelle amministrazioni dei dirigenti sindacali oggetto dell'atto di revoca avverrà nel rispetto" del contratto collettivo nazionale quadro sulle prerogative sindacali ,"nonché delle altre disposizioni di tutela".

La norma sui permessi sindacali s'inserisce nel quadro della riforma della PA. Gli altri interventi rilevanti riguardano la "pensionabilità" dei manager al 62esimo anno d'età, cioè in anticipo rispetto alla legge Fornero, il taglio dei compensi per gli amministratori delle società partecipate (-20%), la mobilità obbligatoria per gli statali, fatti salvi quelli con tre figli o parenti disabili a carico, una maggiore flessibilità nella realizzazione del turnover.

"Non sarà certo l'ennesimo taglio dei distacchi sindacali, che peraltro la Cisl non ha contrastato, a risolvere i problemi della Pubblica Amministrazione", dichiara il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine del Meeting di Rimini.

"Non ci siamo fasciati la testa nel passato e non ce la fasceremo neanche stavolta, anche se si tratta di diritti sindacali fondamentali in una democrazia. Ma ora basta - aggiunge Bonanni - con la demagogia ed il populismo: ci aspettiamo dal Governo che rinnovi i contratti dei pubblici dipendenti fermi scandalosamente da ben sette anni ed un piano trasparente e dettagliato di riforma di tutta la Pubblica Amministrazione da discutere con il sindacato. In particolare di un assetto nuovo di regioni, enti locali e sanita' che sono il pozzo senza fondo di tutti gli sprechi della spesa pubblica italiana ed il luogo di corruzione negli appalti e nelle varie consorterie. Non vorremmo che ogni volta si dia la stessa notizia del taglio dei distacchi per evitare di discutere di queste questioni che sono il nocciolo della crisi italiana".

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