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La crisi dell'Eurodebito è finita. Secondo alcuni addetti ai lavori, i segnali che in questi giorni arrivano dai mercati fanno pensare che il sentiment generale sullo stato di salute del Vecchio Continente sia a un nuovo punto di svolta. Per molti, l'inizio del 2013 potrebbe essere ricordato infatti come il giro di boa del luglio del 2012, quando in piena bufera finanziaria il presidente della Bce Mario Draghi sfoderò lo scudo anti-spread annunciando (agli speculatori) che l'Eurotower avrebbe fatto di tutto per salvare l'euro e aggiungendo, sicuro di sè: "Credetemi, questo basterà".

Capitali e fiducia tornano a circolare. Ieri, il nuovo fondo salva-Stati Esm è entrato ufficialmente sul mercato dei bond, emettendo in asta la sua prima obbligazione con durata trimestrale per 1,927 miliardi di euro, un ammontare che ha ricevuto una domanda da parte degli investitori di oltre tre volte superiore (circa 6,2 miliardi) nonostante il rendimento negativo (gli operatori pagheranno per parcheggiarvi il proprio denaro).

Il ritorno della voglia di investire in Europa è dimostrato anche da altri tre fatti. Il primo: l'Irlanda, Stato finito in bailout nel 2010 come Grecia e Portogallo, il Paese della "I" di Pigs, è riuscita ad emettere un bond da 2,5 miliardi, raccogliendo anch'essa una domanda fortemente superiore al quantitativo offerto (circa 7 miliardi). Successo che ha spinto gli analisti finanziari di Rabobank a scrivere che "la riapertura del bond dell'Irlanda ha visto una domanda molto forte a conferma del miglioramento del sentiment sul Paese" e che è aumentata la probabilità che Dublino sia in grado di tornare pienamente sul mercato obbligazionario entro fine anno.

obama monti

Il secondo: dopo che a dicembre la Bce è tornata ad accettare i bond ellenici come collaterali, la Grecia ha collocato titoli di Stato con scadenza a un mese per un ammontare complessivo di 975 milioni di euro. Il rapporto di copertura (rapporto tra ammontare richiesto e quantitativo offerto) è stato di 1,31. Il rendimento lordo offerto dal titolo è stato fissato al 3,95%, in leggero calo dal 3,99% della precedente asta di dicembre. 

Atene ha collocato anche titoli di Stato con scadenza a sei mesi per un ammontare complessivo di 1,63 miliardi di euro. Il rapporto di copertura (rapporto tra ammontare richiesto e quantitativo offerto) è stato di 1,69, rispetto all’1,54 del precedente collocamento di dicembre per i titoli con uguale scadenza. Il rendimento lordo offerto dal titolo è stato fissato al 4,3%, in leggero calo dal 4,38% della precedente asta.

Il terzo: oltre agli elevati rapporti di copertura sui bond sovrani, l'ottimismo è dimostrato anche dal calo degli spread su Italia e Spagna. In particolare, dopo aver raggiunto la soglia simbolica di 287 basis point fissata dal governo Monti, il differenziale dei decennali del nostro Paese con gli omologhi Bund tedeschi sta continuando la sua ritirata, raggiungendo oggi in apertura il minimo di 276 punti con un rendimento del 4,26%.

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