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Fiat chiude lo stabilimento di Melfi per due anni: il Lingotto ha chiesto l'avvio della procedura di cassa integrazione per ristrutturazione per lo stabilimento di Melfi.

Al termine di questo periodi di "purgatorio", assicura la casa torinese, si produrranno due nuovi modelli a partire dalla primavera del 2014.

L'annuncio è arrivato dalla Fim Cisl: "La fase che si apre - spiega Leonardo Burmo della Fim - vedrà sicuramente un 2013 molto complicato per le note vicende legate al mercato dell'auto in particolare in Europa e in Italia, ma l'avvio della ristrutturazione offre allo stabilimento di Melfi prospettive future molto concrete e lo impegna su una dimensione non solo più europea, ma mondiale e questo è l'aspetto più significativo e importante per una rapida uscita dalla crisi e di garanzia per il futuro del lavoro in Sata". Marchionne ha assicurato che il gruppo "non chiuderà altri impianti nonostante le difficoltà incontrate in Italia."

La cassa integrazione sarà a rotazione e i periodi di cassa saranno ugualmente distribuiti su tutti i dipendenti a seconda dell'attività produttiva della linea in funzione. La produzione della "Punto", fa sapere l'azienda, continuerà anche nei prossimi mesi, dopo l'avvio della cig straordinaria, perché gli interventi programmati interesseranno a turno solo una delle due linee: sull'altra lavoreranno a rotazione gli operai, per continuare a produrre la "Punto" e soddisfare così la richiesta del mercato.

Non sono mancate le critiche. I sindacati vicini a Fiat hanno annunciato che "vigileranno" sul delicato momento di Melfi per assicurarsi che la produzione riprenda a pieno regime nel 2014. E' più pessimista la Fiom. Maurizio Landini ha parlato di una "riduzione dei livelli occupazionali" perché non è chiaro dove la nuova Punto andra a finire. Carlo Dell'Aringa, docente alla Cattolica e candidato nelle liste del Pd, consiglia a Fiat di "allentare il braccio di ferro perché rischia di mettersi contro non solo la Cgil, ma anche gli altri sindacati". Marchionne non si è scomposto: "Non capisco il problema", ha detto l'ad del Lingotto. "Stiamo installando le due linee di produzione per costruire le nuove vetture. Continuiamo a produrre la Punto - ha precisato - ma abbiamo bisogno di installare le due linee di produzione per fare le vetture che intendiamo commercializzare entro la fine del 2014".

Il 20 dicembre nello stabilimento erano giunti i vertici del gruppo e il premier Monti, che nell'occasione aveva ricevuto l'appoggio di Sergio Marchionne alla sua salita in politica. Nell'area di montaggio dell'impianto, per la presentazione dei due primi minisuv dello stabilimento lucano, Monti aveva ricevuto gli applausi dei dipendenti, del presidente John Elkann e dell'amministratore delegato alla presenza anche dei leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Assente, invece, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Monti aveva detto che proprio da Melfi nasceva un nuovo rapporto tra la Fiat e l'Italia. Oggi la novità è la cassa integrazione. 

Per domani, invece, è previsto a Torino il nuovo incontro tra Fiat e sindacati per chiudere la partita sul contratto specifico di primo livello che interessa oltre 80 mila lavoratori del gruppo. L'appuntamento tra l'azienda e Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri è per domani mattina, all'Unione Industriale di Torino, ma l'incontro potrebbe proseguire anche giovedì proprio con l'obiettivo di arrivare a un accordo. La Fiat ha proposto un aumento mensile lordo di 40 euro, legato alle presenze e valido solo per il 2013, ma la cifra è considerata insufficiente dai sindacati.

 

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